Nova Agricoltura in Oliveto conferma il successo anche in Calabria

nova agricoltura in oliveto 2018
Grande soddisfazione, tra gli addetti ai lavori, per la terza edizione di Nova Agricoltura in Oliveto svoltasi sabato 7 aprile a Cerchiara di Calabria

«Sono rimasta veramente colpita dalla bravura di questi parrucchieri dell’olivo; lo scriva, mi raccomando i parrucchieri, lo scriva». E noi lo scriviamo! Riportiamo fedelmente quanto dichiarato da una simpatica ed entusiasta olivicoltrice siciliana che, insieme ad altri centinaia di visitatori, ha potuto ammirare il lavoro che i migliori potatori italiani hanno profuso, sabato 7 aprile 2018, negli oliveti dell’azienda agricola “Piana di Cerchiara”, nel corso della terza edizione di Nova Agricoltura in Oliveto organizzato da Nova agricoltura in collaborazione con Arsac (Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese) e Assam (Agenzia Servizi al Settore Agroalimentare delle Marche) e della finale del sedicesimo campionato nazionale italiano di potatura Forbici d’Oro.

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Operazioni di potatura (foto Vincenzo Maione).

Al pari delle antiche feste del raccolto, di biblica memoria, durante tutta la giornata abbiamo respirato la storia di un luogo antico, in cui la ruralità non è solo un concetto ma stile di vita, di lavoro e di futuro, di una regione che nel corso dei secoli ha fatto dell’olio uno dei suoi prodotti più nobili. Subito dopo essersi registrati presso i banchetti ed aver ritirato il materiale informativo, centinaia di visitatori, insieme ai divulgatori dell’ARSAC, ai docenti e ricercatori di varie università e centri di ricerca italiani, si sono recati negli stand delle aziende leader e delle ditte specializzate del settore e negli oliveti dell’azienda per ammirare i 60 potatori, provenienti da 16 regioni italiane, ed apprezzare fino in fondo la loro fatica e l’impegno finalizzato al miglioramento produttivo delle piante ed alla conservazione del paesaggio.

I laboratori e la gara

In contemporanea con lo svolgimento della competizione sono stati allestiti, dai divulgatori dell’Arsac, laboratori di alto valore formativo ed educativo su diverse tematiche.

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Vincenzo Maione presso il laboratorio ARSAC dedicato alla difesa biologica e integrata (foto Saverio Zavaglia).

Nel laboratorio dedicato alla difesa biologica e integrata, curato da Concetta Leto, Vincenzo Maione e Saverio Zavaglia, si è parlato del monitoraggio eseguito con trappole a feromoni sessuali, dell’utilizzo del rame e delle tecniche e degli strumenti utilizzati per la diagnostica fitopatologica.

Nel laboratorio per la nutrizione vegetale i divulgatori Roberto Oppedisano e Raffaele Paone hanno discusso dell’importanza delle analisi del suolo, dell’utilizzo dei fertilizzanti biologici e convenzionali, oltre che di quelli fogliari, del compostaggio dei residui di potatura e dello spandimento dei reflui oleari.

Ai divulgatori agricoli Fabio Petrillo e Benito Scazziota è stato affidato il laboratorio sulla gestione del suolo e sulle tecniche irrigue.

Il delicato ed attuale tema della gestione della chioma e delle tecniche di raccolta è stato affrontato, con competenza e professionalità, da Giuseppe Carbonaro, Ferdinando Cicciarello e Rosario De Leo.

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Laboratorio ARSAC sulla qualità dell’olio e sull’analisi sensoriale dei principali oli monovarietali calabresi (foto Vincenzo Maione).

Infine, il laboratorio sulla qualità dell’olio e sull’analisi sensoriale dei principali oli monovarietali calabresi ha offerto, ai numerosi visitatori, la degustazione in campo, curata da Rosario Franco e all’interno di una sala, situata all’interno del castello che fu dei marchesi Pignatelli, l’analisi sensoriale guidata da Giuseppe Giordano.

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I membri della giuria con il primo classificato Rocco D'Arielli, della regione Abruzzo (foto Vincenzo Maione).

Per quanto riguarda i risultati della gara la giuria degli esperti, composta da Franco Famiani (Presidente), Barbara Alfei, Luciano Pollastri, Saverio Zavaglia e Rocco Mafrica, ha attribuito il titolo Forbici d'oro 2018 a Rocco D'Arielli della regione Abruzzo. Il premio giovani è andato a Giovanni Trippetta, dell'Istituto Agrario di Pesaro - Marche (classificatosi al 5° posto nella graduatoria complessiva). Il premio per la migliore squadra l’hanno conquistato i potatori innovatori della Sardegna.

 

Il convegno e la tavola rotonda

Nel primo pomeriggio, dopo il pranzo offerto dagli organizzatori, all’interno dell’assolato cortile del castello si è svolto un affollato convegno che ha avuto come tema la valorizzazione e la modernizzazione dell’olivicoltura calabrese nel solco della sostenibilità.

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Cortile interno al castello gremito di visitatori (foto Vincenzo Maione).

Dopo i saluti ed i ringraziamenti del sindaco di Cerchiara di Calabria Antonio Carlomagno, che ha consegnato al dott. Bruno Maiolo, Dirigente ARSAC una pergamena, Eugenio Occhialini (Nova agricoltura) ha ringraziato i partecipanti e gli organizzatori dell’evento. Dopo di lui ha preso la parola Massimino Magliocchi, Presidente del consorzio IGP olio di Calabria. A seguire è intervenuta Veronica Vizzarri (Crea, Rende) che ha affrontato il tema della difesa fitosanitaria mentre Giuseppe Zimbalatti (Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria), ha discusso di meccanizzazione. Riccardo Gucci (Università di Pisa), direttore scientifico della rivista Olivo e Olio, si è concentrato sull’irrigazione, mentre Barbara Alfei (Assam) ha divulgato alla fine dell’iniziativa i risultati finali del campionato nazionale di potatura.

Nella tavola rotonda gli esperti si sono confrontati sulle tendenze dell’olivicoltura italiana e calabrese, sulla competitività dei mercati e sulle nuove sfide imposte soprattutto dai cambiamenti climatici. In conclusione, si è accennato agli aspetti tecnici che dovranno supportare la valorizzazione del patrimonio varietale calabrese, anche in vista della recente denominazione Igp olio di Calabria e dello sviluppo della produzione biologica.

Ai partecipanti iscritti alla Federazione dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Calabria ed al Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati sono stati certificati dei crediti formativi professionali.

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