Un’etichetta più chiara sui monoingredienti

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Il Parlamento europeo torna a chiedere alla Commissione di intervenire sull’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti agroalimentari estendendo tale obbligo anche ad altri prodotti

Il Parlamento europeo torna a chiedere alla Commissione di intervenire sull’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti agroalimentari estendendo tale obbligo anche ad altri prodotti e in particolare a quelli mono ingrediente.

L’assemblea di Strasburgo, ha infatti approvato il 12 maggio scorso una risoluzione non vincolante con 422 voti a favore, 159 contrari e 68 astensioni chiedendo che l'introduzione dell’etichettatura obbligatoria del paese di origine per carne e latte, venga resa operativa anche per i prodotti ‘monoingrediente’ o a ingrediente prevalente come passata di pomodoro, zucchero o riso, e per gli ingredienti che costituiscono più del 50% di un alimento.

A sostegno della proposta approvata con un emendamento, gli europarlamentari hanno ricordato lo scandalo delle lasagne alla carne di cavallo e altre frodi agroalimentari che rendono necessario adottare una normativa più rigida per informare meglio i consumatori sull’origine di tutti i prodotti agro alimentari.

“Ora va fatto un passo avanti” ha detto il capogruppo S&D in Commissione agricoltura, Paolo de Castro (Pd), secondo cui “la volontà dei cittadini europei di conoscere l’origine è chiara e legittima e come legislatori dobbiamo assicurare un’informazione chiara, trasparente e non distorsiva”.

I deputati hanno infatti sottolineato che:

-84% dei cittadini europei ritiene necessario indicare l'origine del latte secondo un sondaggio Eurobarometro del 2013;

-88% considera tale etichettatura per le carni (escluse carne bovina, suina, ovina, caprina e pollame, che sono già coperte; e

-oltre il 90% considera una etichettatura molto importante per gli alimenti trasformati (secondo i dati di un rapporto della Commissione del 2013.

La Commissione, comunque, è orientata a non cedere molto alle richieste del Parlamento in quanto ritiene che l’etichettatura volontaria proposta dai singoli Stati membri possa dare una risposta a tali richieste.

Il commissario Ue alla Salute, Vytenis Andriukaitis, ritiene infatti che “l’etichettatura volontaria rimane la soluzione migliore”, che evita costi aggiuntivi per le imprese ed un eventuale “squilibrio” nella competitività a livello internazionale. Esiste comunque “la possibilità per gli Stati membri di richiedere l’etichettatura obbligatoria per specifiche categorie di alimenti, se giustificata” ha ribadito il commissario Ue alla Salute. Francia e Lituania hanno già notificato una richiesta in questo senso.

 

 

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