Igp più vicina per l’Olio Lucano

olio lucano
Va avanti la procedura per riconoscere la denominazione Igp anche per la regione Basilicata. Nei giorni scorsi la riunione pubblica per l’accertamento del disciplinare, ora la palla passa al Mipaaft

L’ olio Lucano potrebbe avere presto la sua Igp, questa si aggiungerà alle altre denominazioni regionali per l’extravergine: oltre al Toscano, negli ultimi tre anni sono divenute ufficiali e commercializzabili le Igp Sicilia Calabria; anche Puglia e Lazio (con l’Igp Roma) hanno intrapreso i percorsi per ottenere il riconoscimento europeo.

Per l’olio della Basilicata volge al termine la fase istruttoria e con la prossima trasmissione della domanda e della proposta di disciplinare da parte del Ministero alla Commissione Ue, si apre la fase di riconoscimento comunitario.

Esito positivo dalla riunione di pubblico accertamento

Soddisfazione è stata espressa dalla giunta regionale dopo la riunione di pubblico accertamento che si è tenuta a Ferrandina (Matera) venerdì scorso, a cui hanno partecipato oltre 250 tra produttori di olio, frantoiani, amministratori e portatori di interesse del comparto olivicolo lucano: con questa riunione è ufficialmente aperta la procedura di riconoscimento del Mipaaft che, ricevuta l’ultima versione del Disciplinare di produzione, procederà alla successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

«Un bel risultato e un tassello ulteriore del lavoro che la comunità olivicola tutta ha intrapreso, frutto della collaborazione tra il mondo della produzione e delle istituzioni. Una giornata che possiamo dire emblematica per l’agricoltura di Basilicata, nel segno del connubio vincente tra storia, cultura, tradizione e produzione identitaria di un territorio».

I risultati raggiunti nei giorni scorsi sono stati comunicati dall’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia. «È stato letto pubblicamente da parte dei funzionari del Mipaaft, come la norma prevede, il disciplinare di produzione durante l’audizione convocata dal presidente dell’Associazione per la registrazione dell’Igp dell’ Olio Lucano, Claudio Cufino, d’intesa col Ministero e la Regione Basilicata, a cui siamo stati presenti con i dirigenti ed i funzionari dipartimentali. Il disciplinare di produzione e il dossier per il riconoscimento dell’ Olio Lucano Igp, frutto di un percorso intrapreso in questi ultimi anni dagli uffici dipartimentali insieme ad Alsia e alle organizzazioni produttive del comparto, era stato inviato al Mipaaft nei mesi scorsi».

Igp per difendere tipicità e rilanciare la competitività

«Con un forte orientamento a identificare il prodotto con tutto il territorio regionale di Basilicata, e a difenderne la tipicità dalle incursioni esterne di altri oli non italiani. Un disciplinare di cui essere orgogliosi - conclude Braia - che include tutte le varietà di olivo regionali autoctone e non, e che vede come zona di produzione tutto il territorio di Basilicata. Soprattutto un disciplinare che racconta una storia millenaria di una terra in cui l’olivo è presente in maniera diffusa ovunque in 5 aree prevalenti e particolarmente vocate, sui pendii dei quattro fiumi che attraversano la regione Basilicata, a cui il logo vincitore del concorso per rappresentare il marchio dell’ Olio Lucano Igp si ispira, con un frantoio, si può affermare, in ogni comune lucano. Spesso gli uliveti sono l’unica coltura arborea praticabile sulle pendenze delle nostre colline svolgendo anche una importantissima funzione ambientale, sociale e paesaggistica. Un marchio di qualità garantirà economia, competitività e vantaggio a tutti i produttori regionali».

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