Altra annata anomala, i risvolti sulla produzione

produzione olive con stress idrico
Olive in situazione di stress idrico
Previsioni produttive in rialzo, ma ancora sotto gli standard, pur con risultati qualitativi promettenti. Dopo i danni della siccità estiva in molti areali si è assistito a un parziale recupero in fase di invaiatura e maturazione.

Un’altra annata da ricordare, questa volta non per problematiche fitosanitarie ma per la siccità e le alte temperature estive. Ci si aspettava un gran bell’anno di carica, dopo l’annus horribilis precedente, risultato tra i peggiori degli ultimi decenni, che ha visto un calo produttivo del 62% rispetto al 2015.

Il 2017 è partito con un inverno particolarmente rigido, seguito da gelate primaverili e forte siccità estiva, collegata ad alte temperature, oltre a grandinate di fine luglio e settembre. Le stime produttive di fine settembre evidenziano livello nazionale un incremento medio del 50% rispetto al 2016, con un potenziale produttivo comunque ancora lontano dagli standard di una campagna olearia ordinaria; ovviamente con tutte le differenziazioni relative alle zone geografiche. (…) La qualità degli oli si prospetta buona ovunque, soprattutto a seguito delle piogge autunnali che hanno fugato anche i timori dell’impatto negativo della siccità sulle caratteristiche organolettiche dell’olio. In alcuni areali le operazioni di raccolta e frangitura sono state avviate nella seconda metà di settembre, per l’allarme creato dall’ andamento climatico anomalo che ha anticipato il processo di invaiatura dei frutti; d’altra parte le piogge del mese di settembre e ottobre hanno portato evidenti effetti positivi sulla attività vegetativa e sulle drupe, rallentando il processo di maturazione. (…) 

 Un excursus regionale sulla campagna di raccolta

In Sicilia, regione che proveniva da un’annata particolarmente scarica, la campagna si presenta buona tanto nella fascia occidentale quanto in quella orientale. Le prime raccolte nella zona costiera sono iniziate con molto anticipo, intorno alla metà di settembre; la parte nord-orientale dell’isola (tirrenica) tarda di circa 25 gg rispetto al sud (jonica mediterranea).

In Calabria, con la sola eccezione della provincia di Crotone, si registra un buon recupero produttivo, in particolare per la varietà Carolea che proveniva da un’annata di scarica. Le zone di Lamezia Terme, Vibo Valentia e Rossano hanno visto ottime fioritura e allegagione, un po’ meno nelle zone del Basso Cosentino, Catanzaro Ionico e Crotone. Nella fascia ionica, però, in particolare della provincia di Catanzaro, si sono manifestati danni dal tripide dell’olivo, complici le anomalie climatiche.

In Puglia la situazione non è omogenea tra Nord e Sud. Nel Foggiano un po’ di preoccupazione per gli impianti non irrigui; meglio per gli impianti dotati d’irrigazione. Anche nel Nord Barese, dopo una bellissima fioritura, le alte temperature e la siccità hanno ridotto le attese produttive; in alcune aree, inoltre, come nei comuni premurgiani, lo sviluppo vegetativo era stato in parte compromesso dalle nevicate invernali, seguite dalle gelate. Nel Salento, fioritura spettacolare e buona allegagione, ma la siccità ha provocato cascola; resta alta l’attenzione per la Xylella fastidiosa nell’area leccese.

In Sardegna si prevede un leggero calo rispetto alla produzione già molto bassa dello scorso anno, più accentuato nelle province di Cagliari, Oristano e Nuoro, mentre nel sassarese si prospetta un buon recupero produttivo; la siccità e le alte temperature estive comunque hanno contribuito ad eliminare l’attacco della mosca.

Anche in Basilicata, piccola regione inclusa tra le due grandi dell’olivicoltura, si registra un netto incremento rispetto alla precedente annata ed analoga considerazione può essere estesa alla Campania e, in maniera più contenuta, al Molise dove si riscontra assenza di mosca, ma danni da grandine nel Basso Molise, mentre nell’Alto Molise freddo in fioritura, allegagione e gelate tardive.

La siccità ha interessato anche l’olivicoltura del Centro Italia, già in parte colpita dalle gelate primaverili. Soprattutto in fase di allegagione l’andamento climatico ha condizionato in modo negativo Toscana, Umbria e Marche. Ad una fioritura copiosa è seguita un’allegagione disomogenea per zone e per varietà: nelle aree con condizioni climatiche avverse si sono avuti danni durante l’allegagione. Nelle zone, invece, dove lo sviluppo vegetativo si è svolto regolarmente i fiori hanno resistito ma, successivamente, il perdurare dello stress idrico ha dato il via alla cascola.

Anche nel Lazio le ripercussioni negative si sono verificate durante l’allegagione e la successiva cascola, ma la situazione è molto differenziata tra le varie zone e la maturazione risulta anticipata. In Abruzzo la produzione si prospetta in netta ripresa rispetto alla campagna precedente, senza però arrivare ai volumi di “piena carica”. Buone prospettive anche in Liguria e in Piemonte, mentre nelle regioni del Garda e del Lago di Como la produzione non risulta particolarmente abbondante a causa dell’alternanza. Si attende una buona annata anche in Emilia-Romagna.

Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 6/2017  L’Edicola di Olivo e Olio

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