Il Coi aggiorna le stime per la produzione 2017/18

La produzione di olio di oliva aumenta del 14%
Aumenta del 14% rispetto allo scorso anno; più contenuto il dato medio Ue, mentre crescono i consumi mondiali. Calo generalizzato dei prezzi dell’extravergine

La produzione mondiale di olio nel 2017/18 dovrebbe aumentare del 14%, rispetto allo scorso anno, attestandosi a circa 2.894.000 tonnellate. Lo dicono le ultime stime pubblicate dal Consiglio Oleicolo Internazionale, secondo le quali la produzione aggregata dei paesi Coi è stimata a 2 717.000 t, di cui 1.805.000 t attese dai paesi dell'Ue, che aumenteranno la produzione del 3% su base annua. Le attuali previsioni evidenziano come la sola produzione globale dell’annata, non riuscirebbe, al netto delle scorte, a soddisfare le richieste del mercato. Torna infatti a crescere la richiesta di olio: il consumo mondiale, che nella scorsa annata aveva visto un leggero calo (-6%), concentrato soprattutto nel mercato europeo (-12%), per il 2017/18 è stimato a 2.954.000 t, con un aumento del 5% rispetto alla campagna precedente.

Tra i produttori europei, per la Spagna si stima una produzione di 1.090.500 t, con una diminuzione del 15% rispetto all'annata. Quello spagnolo è l’unico dato in negativo rispetto al 2016/17: + 76%, infatti, l’incremento stimato per la produzione dell'Italia, con 320.000 t; + 54% per la Grecia (300.000 t) e + 14% per il Portogallo (78.800 t). Aumenti e quantitativi inferiori sono previsti per il resto dei paesi produttori dell'Ue.

Per gli altri paesi membri del Coi si stima un aumento medio del 51% rispetto alla scorsa annata con incrementi sostanziali per la Turchia, che dovrebbe arrivare a circa 287.000 t (+ 62%), seguita dalla Tunisia con 220.000 t (+ 120%). Marocco, con 140.000 t, e Algeria, con 80.000 t segnano entrambi un aumento del 27%. Aumento del 74% per l’Argentina, per Giordania ed Egitto si stima una produzione di 25.000 t, entrambe in aumento del 25%.

Andamento dei prezzi

I prezzi alla produzione riportati dal Coi e aggiornati alla fine di novembre evidenziano un calo generalizzato per l’extravergine dei tre principali paesi produttori europei (Spagna, Italia e Grecia) e della Tunisia. Sul mercato di Jaén, a riferimento dei prezzi spagnoli, l’extravergine si è attestato a 3,59 €/kg a fine novembre 2017, in calo rispetto ai mesi precedenti ma con un aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dell'anno. Più brusco il calo delle quotazioni per l’Italia, dove con 4,18 €/kg si è registrato un calo del 27% su base annua. Scesi nelle ultime settimane anche i prezzi della Grecia (3,33 €/kg) e della Tunisia (3,53 €/kg), entrambi in ribasso (- 4%) rispetto all’anno precedente.

Calati nell’ultimo mese, seppure in misura inferiore rispetto all’extravergine, i prezzi dell’olio di oliva raffinato sui mercati italiani e spagnoli, nei quali si registra tuttavia un aumento rispetto allo stesso stesso periodo dell’anno precedente: + 9% per la Spagna, + 12% per l’Italia. Soprattutto si assottiglia la differenza di prezzo con l’extravergine; alle rilevazioni di fine ottobre 2017, in Italia questa si attestava a 0,57 €/kg, superiore comunque a quella della Spagna dove lo scarto tra olio d'oliva raffinato (3,53 €/kg) e olio extravergine (3,59 €/kg) era di 0,06 €/kg.

 (fonte: Consiglio Oleicolo Internazionale)

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