
Il futuro dell’olio extravergine italiano non si gioca soltanto sulla qualità, riconosciuta in tutto il mondo, ma sulla capacità di rendere l’olivicoltura un settore economicamente sostenibile e davvero attrattivo per chi ci lavora oggi e per chi dovrebbe raccoglierne il testimone domani. È questo il cuore del confronto promosso da Unapol (Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli) durante la seconda edizione di Evolio Expo 2026, in corso fino al 31 gennaio alla Fiera del Levante di Bari.
Un appuntamento che ha riunito istituzioni, rappresentanti della filiera e operatori del comparto, con un obiettivo preciso: riportare l’Italia a un ruolo competitivo nella produzione mondiale di olio d’oliva, affrontando con strumenti nuovi le sfide climatiche, ambientali e strutturali che segneranno i prossimi anni.
Il nodo centrale: nuove generazioni e costi di produzione
«Puntare sulle nuove generazioni è fondamentale», ha sottolineato Tommaso Loiodice, presidente Unapol. «Non solo per garantire il necessario ricambio nel settore, ma anche per introdurre nuove competenze e tecnologie capaci di ridurre i costi di produzione, oggi uno dei principali fattori di svantaggio competitivo per l’Italia rispetto ad altre economie olivicole europee ed extraeuropee».
Il messaggio è chiaro: senza un settore più moderno e redditizio, sarà difficile convincere i giovani a investire il proprio futuro tra oliveti e frantoi. E senza giovani, il rischio è che una delle colonne portanti del Made in Italy agroalimentare perda slancio proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di nuova energia.
Piano Olivicolo Nazionale: il lavoro con le istituzioni
Tra i rappresentanti istituzionali presenti a Evolio Expo anche il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf), Patrizio Giacomo La Pietra, che ha ricordato il percorso compiuto per la stesura del Piano Olivicolo Nazionale, al quale Unapol ha partecipato attivamente.
Il testo definitivo, ha annunciato, sarà presto presentato in Conferenza Stato-Regioni: un passaggio atteso dal comparto, che vede nel Piano uno strumento strategico per programmare interventi strutturali e non più frammentati.
Xylella, dalla retorica dell’emergenza alla convivenza operativa
Non poteva mancare, nel dibattito pugliese, il tema della Xylella fastidiosa, che continua a segnare profondamente il territorio e la produzione olivicola del Sud.
Loiodice ha richiamato l’urgenza di un cambio di approccio: «Non bisogna più parlarne come di un’emergenza. È arrivato il momento di agire per convivere con questo problema finché la ricerca non ci darà risposte positive».
Da qui l’impegno condiviso tra ministero e Regione Puglia per avviare una nuova stagione di dialogo, che possa portare alla nomina di un commissario straordinario per la Xylella, atteso da tempo dalle comunità agricole colpite.
La qualità italiana raccontata anche attraverso la cucina
Evolio Expo è anche vetrina e racconto. Per questo Unapol ha scelto di affiancare ai momenti istituzionali un’azione di promozione diretta della cultura dell’olio, allestendo uno stand dedicato allo show cooking.
Gli chef Umberto Vezzoli, ambassador di Unapol e La Finezza, e Stefano Torelli hanno mostrato come l’extravergine italiano possa essere protagonista assoluto della cucina mediterranea, esaltandone sapori e identità.
Una sfida che riguarda il Paese
L’incontro di Bari consegna un messaggio che va oltre la fiera: l’olivicoltura italiana ha bisogno di un nuovo patto generazionale e produttivo. Investire sui giovani significa investire su innovazione, sostenibilità e competitività. Significa, soprattutto, impedire che un patrimonio agricolo e culturale unico venga percepito come un settore del passato.
Il futuro dell’olio extravergine non sarà solo questione di eccellenza organolettica, ma di capacità politica, economica e sociale di rendere l’olivo una scelta di vita possibile e conveniente per chi verrà dopo di noi. Evolio Expo, con il confronto promosso da Unapol, indica la direzione: trasformare una tradizione millenaria in una filiera moderna, resiliente e pronta a parlare alle nuove generazioni.
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