C’è un momento in cui un prodotto agricolo smette di essere solo merce e diventa infrastruttura culturale, economica e geopolitica. È quello che sta accadendo in questi giorni a Bari, dove si è inaugurata la seconda edizione di EVOLIO Expo 2026, la fiera B2B dedicata all’olio extravergine di oliva. Non un semplice appuntamento fieristico, ma un segnale chiaro: l’olio evo è sempre più una leva strategica per il futuro dell’agroalimentare italiano.
La cornice è quella della Fiera del Levante, ma il respiro è internazionale:
- tre giorni di incontri, business e confronto,
- con 150 aziende espositrici,
- 50 buyer esteri provenienti da 16 Paesi strategici
- e oltre 100 convegni che affrontano innovazione, sostenibilità, internazionalizzazione e oleoturismo.
La Puglia, cuore produttivo dell’olivicoltura italiana
I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan perché la Puglia non è solo una regione olivicola: è il baricentro dell’intero sistema nazionale. Con 16mila imprese, 720 frantoi e oleifici e circa 20mila addetti, la regione rappresenta la prima piattaforma produttiva italiana. La superficie in produzione raggiunge i 330.800 ettari, pari al 31,5% del totale nazionale.
Un primato che si inserisce in una fase positiva per l’agroalimentare italiano: nei primi undici mesi del 2025 l’export ha sfiorato i 67 miliardi di euro, con un +5% rispetto al 2024. Anche l’olio extravergine beneficia di una campagna 2025/26 di carica medio-alta, con una produzione in aumento, trainata soprattutto dal Mezzogiorno.
EVOLIO come “infrastruttura” della filiera
Nel dibattito inaugurale è emersa con forza una consapevolezza: la filiera olivicola pugliese è già un’infrastruttura produttiva, ma ciò che manca è spesso l’infrastruttura della commercializzazione e della comunicazione.
Un passaggio cruciale è arrivato da un intervento che ha posto il tema senza giri di parole: nel 2024 la Puglia ha esportato olio per 245 milioni di euro, mentre la Toscana – con meno della metà della produzione – ha superato il miliardo di euro. Il nodo non è la qualità, ma il valore riconosciuto dal mercato. EVOLIO nasce proprio per colmare questo divario: trasformare il primato quantitativo in leadership economica e reputazionale.
Piano Olivicolo Nazionale: 500 milioni per il rilancio
Ampio spazio è stato dedicato al nuovo Piano Olivicolo Nazionale, che prevede circa 500 milioni di euro di investimenti nei prossimi tre anni per rafforzare il comparto. Il sottosegretario al Masaf Patrizio Giacomo La Pietra ha ribadito l’impegno del governo: aumento della produzione, recupero degli oliveti abbandonati, governance di filiera e promozione internazionale.
Tra i punti più rilevanti, la proposta di affrontare finalmente la Xylella non più come emergenza, ma come questione strutturale, valutando anche la figura di un commissario nazionale.
Oleoturismo e identità: l’olio come racconto
EVOLIO Expo non è solo business: è anche costruzione di immaginario. L’assessora al Turismo Graziamaria Starace ha sottolineato come l’olio evo sia un “linguaggio universale” attraverso cui la Puglia costruisce reputazione nel mondo. Oleoturismo, cultura gastronomica e alleanze territoriali diventano strumenti per trasformare il prodotto in esperienza.
La proposta di una vera e propria “Carta degli Oli” nei ristoranti, sul modello della carta dei vini, è emblematica: l’olio non come condimento, ma come patrimonio identitario e leva di marketing territoriale.
Xylella, siccità e sicurezza: le sfide aperte
Accanto all’entusiasmo, resta il peso delle criticità. La Xylella continua ad avanzare, la siccità incide sulla qualità e la produttività, e i produttori chiedono maggiore sicurezza nelle campagne. Anci Puglia, attraverso la vicepresidente Giovanna Bruno, ha dato voce alle preoccupazioni dei territori: i sindaci non sono spettatori, ma presìdi di una filiera che è anche coesione sociale.
Un hub mediterraneo per l’olio del futuro
EVOLIO Expo cresce e si consolida come piattaforma internazionale: lo ha ribadito anche Ivo Nardella (Senaf), evidenziando come i buyer esteri siano più che raddoppiati rispetto alla prima edizione. Bari e la Puglia puntano a diventare hub mediterraneo dell’olio evo di qualità.
La vera sfida è trasformare il primato in potere di mercato
EVOLIO Expo 2026 dimostra che l’olio extravergine non è più solo un’eccellenza agricola: è un asset strategico nazionale, un prodotto che parla di salute, paesaggio, cultura e geopolitica commerciale.
Ma il tempo dei primati produttivi non basta più. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare quantità e qualità in valore economico stabile, in brand riconoscibile, in filiera organizzata e capace di competere globalmente.
La Puglia, con il suo peso produttivo e la sua identità millenaria, è chiamata oggi non solo a guidare l’olivicoltura italiana, ma a guidarne l’evoluzione. EVOLIO Expo è il luogo in cui questa ambizione prende forma: non un evento, ma un’infrastruttura di futuro










