Olivarum in scena a EVOLIO, la Basilicata che fa futuro nell’olio

olivarum a evolio
All'Areno di Evolio, al centro in piedi, Patrizio Giacomo La Pietra, sottosegretario al Masaf, e Carmine Cicala, assessore agricoltura della Regione Basilicata, durante la premiazione di Olivarum.
Alla seconda edizione di EVOLIO Expo 2026, il Premio regionale Olivarum racconta una filiera che unisce giovani, aree interne e oleoturismo: l’extravergine come identità culturale e leva economica del Mediterraneo

La seconda edizione della fiera B2B dedicata all’olio extravergine di oliva si apre nel segno di un’Italia che non vuole limitarsi a vendere olio, ma intende raccontarlo, difenderlo, valorizzarlo come patrimonio culturale e strategico.

Nell’arena di EVOLIO, tra produttori, istituzioni e operatori internazionali, la Basilicata ha scelto di portare una delle sue storie più significative: il Premio Regionale Olivarum, giunto alla 22ma edizione, simbolo di una regione piccola nei numeri ma ambiziosa nella visione.

Un premio che non celebra soltanto l’eccellenza organolettica, ma soprattutto il legame profondo tra olivicoltura, presidio del territorio e futuro delle comunità rurali.

La nuova programmazione: 1300 giorni per investire sugli agricoltori

Il cuore politico dell’intervento lucano è stato chiaro: la nuova programmazione regionale non è solo un pacchetto di misure, ma un orizzonte temporale e sociale.

1300 giorni per gli agricoltori”, un dato che diventa simbolo di continuità e progettualità, accompagnato da una scelta innovativa: un bando per il primo insediamento anche per gli over 40.

Una decisione nata dall’ascolto del territorio, dove crisi industriali e trasformazioni economiche – come nel caso di aree segnate dalla presenza dell’automotive – hanno creato una fascia di persone “troppo giovani per uscire dal mercato, troppo mature per rientrarci facilmente”.

L’agricoltura, in Basilicata, viene proposta come risposta concreta: reinserimento, dignità produttiva, radicamento.

Preservare le zone interne, l’olio come infrastruttura sociale

Il messaggio è politico prima ancora che agricolo: investire nell’olivicoltura significa

  • preservare le aree rurali e interne,
  • evitare lo spopolamento,
  • generare vitalità economica.

E qui entra in gioco un concetto chiave: non basta produrre olio, bisogna costruire sistemi territoriali.

L’oleoturismo viene indicato come una delle leve più promettenti: esperienze, frantoi aperti, cammini tra gli ulivi, paesaggi che diventano racconto e reddito.

Perché oggi, come è stato ricordato, “prima ancora di vendere l’olio, dobbiamo vendere il territorio in cui nasce”.

Il Governo e la filiera: risorse mai viste prima

A dare peso nazionale al confronto, l’intervento istituzionale ha sottolineato come la filiera olivicola sia finalmente al centro delle politiche agricole italiane.

Sono state richiamate risorse senza precedenti: quasi 500 milioni di euro, con il riferimento ai 300 milioni destinati al comparto olivicolo, una cifra che – tradotta con efficacia – equivale a “quasi 600 miliardi di lire”.

Un investimento che segna una discontinuità storica: mai, nella storia repubblicana, erano state messe sul tavolo risorse di questa portata per l’olivicoltura.

Ma l’avvertimento è altrettanto netto: i fondi non bastano se non sono accompagnati.

Giovani agricoltori: non solo bandi, ma accompagnamento

Uno dei passaggi più forti riguarda proprio il ricambio generazionale.

Perché se è vero che i giovani sono attratti dall’agricoltura, è altrettanto vero che molte aziende nate grazie ai contributi chiudono dopo pochi anni.

Serve un cambio di paradigma: non solo terra e finanziamenti, ma formazione, servizi, infrastrutture, sanità, scuole, connessioni digitali.

L’agricoltura può essere il perno, ma deve diventare raccordo tra politiche pubbliche diverse.

Importazioni e controlli: qualità e legalità come difesa del made in Italy

Non è mancato un passaggio cruciale sul tema delle importazioni. Importare olio non è un reato, è stato chiarito. L’Italia ha bisogno di prodotto, ma ha bisogno soprattutto di olio sano e controllato.

Da qui il ringraziamento al lavoro delle forze dell’ordine e dei controlli agroalimentari: una filiera forte non si difende con slogan, ma con trasparenza e vigilanza.
Perché sulla qualità, l’Italia resta imbattibile.

I volti di Olivarum:
famiglie, nuove etichette, orgoglio lucano

Il Premio Olivarum ha dato spazio a storie diverse ma convergenti: aziende familiari giunte alla quarta generazione, giovani produttori partiti da zero grazie al primo insediamento, frantoiani innovatori, produttori biologici e custodi di oliveti difficili, “sparsi tra le pietre” come a Matera.

E poi il lavoro tecnico dell’Alsia, con il racconto di una Basilicata olivicola che sta riscoprendo le sue varietà identitarieTarantina, Fasana, cultivar ancora da registrare – e che punta sempre più su riconoscibilità e qualità certificata.

L’extravergine come cultura e politica del futuro

L’arena di EVOLIO Expo ha mostrato qualcosa che va oltre la competizione tra oli: l’olio extravergine è diventato un linguaggio politico, economico e culturale.

Olivarum non è solo un premio. È un laboratorio di futuro: giovani da accompagnare, territori da mantenere vivi, identità da proteggere, mercati da conquistare senza perdere l’anima.

Perché l’olio Evo non è soltanto una delle eccellenze italiane nel mondo.
È, sempre di più, la cultura dell’Italia che resiste, innova e si racconta.

E la Basilicata, oggi, lo sta dicendo con chiarezza: l’olivo non è passato.
È una promessa.

Premio Regione Basilicata Olivarum (XXII edizione)

I vincitori celebrati nell’arena EVOLIO Expo 2026

  • 1° Premio Extravergine
    Azienda Carriero Filomena – Montescaglioso
  • 2° Premio Extravergine
    Azienda Agricola Giuseppe Di Marzio – Matera
    (olio “Due Gravine”, monocultivar Tarantina)
  • 3° Premio Extravergine
    Azienda Agricola Gigito – Matera
  • Miglior Monovarietale
    Montanaro Savino – Palazzo San Gervasio
    (Peranzana)
  • Miglior Biologico
    Azienda Agricola Vincenzo Marbulli – Matera
  • Miglior Igp Olio Lucano
    Monica Strada – Montescaglioso
  • Miglior Prodotto di Montagna
    Fontana dei Santi (Luciano e Antonello Pepe) – Albano di Lucania
    (monovarietale Fasola)
Olivarum in scena a EVOLIO, la Basilicata che fa futuro nell’olio - Ultima modifica: 2026-02-01T11:37:18+01:00 da Barbara Gamberini

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