Marche: biodiversità olivicola, alla ricerca delle origini

biodiversità olivicola marche
Piantone di Falerone alle pendici del Comune di Falerone, in provincia di Fermo
L’impegno di Assam per lo sviluppo dell’olivicoltura marchigiana attraverso la caratterizzazione e la valorizzazione del patrimonio olivicolo locale, il recupero e la conservazione del germoplasma olivicolo marchigiano, le attività di supporto agli olivicoltori

L’olivicoltura marchigiana non è molto estesa ma è sicuramente di alta qualità, tanto da annoverare la Dop “Cartoceto”, la Dop “Oliva Ascolana del Piceno” e l’Igp “Marche”. Essa poggia, oltre all’ampia diffusione delle varietà Frantoio e Leccino, soprattutto sulla coltivazione di numerose varietà autoctone, come Raggiola, Raggia, Rosciola Colli Esini, Coroncina, Mignola, Orbetana, Piantone di Mogliano, Piantone di Falerone, Sargano di Fermo, Ascolana tenera, Carboncella e altre ancora.

Proprio puntando sulle varietà autoctone il comparto olivicolo-oleario marchigiano può esprimere la sua specifica identità e quindi distinguersi sul mercato. È l’indicazione operativa proposta da Barbara Alfei, responsabile del settore Olivicoltura dell’Agenzia Servizi Settore Agroalimentare Marche (Assam), nel corso del webinar “Biodiversità olivicola delle Marche, alla ricerca delle origini”.

Una indicazione coerente con l’attività dell’Assam, che da tempo lavora in tre ambiti dell’olivicoltura marchigiana: la caratterizzazione e la valorizzazione del patrimonio olivicolo locale, il recupero e la conservazione del germoplasma olivicolo marchigiano, le attività di supporto agli olivicoltori.

Inoltre l’Assam, partendo dall’intento di valorizzare l’olivicoltura marchigiana, ha avviato iniziative divulgative che hanno assunto un respiro ben più ampio: il Concorso regionale e il Campionato nazionale potatura olivo allevato a vaso policonico “Forbici d’Oro” e la Rassegna nazionale oli monovarietali.

Caratterizzare e valorizzare il patrimonio olivicolo locale

Coroncina
Coroncina a Pievefavera, frazione di Caldarola (Macerata)

Dal 1994 l’Assam è impegnata, con il supporto scientifico dell’Istituto sperimentale per l’olivicoltura-Sede periferica di Spoleto (poi facente parte dal 2004 del Cra-Centro di ricerca per l’olivicoltura e l’industria olearia e dal 2017 del Crea-Olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura), in un progetto sulla caratterizzazione delle varietà autoctone di olivo delle Marche.

«Il lavoro ha seguito diverse fasi: indagine bibliografica, indagini territoriali, propagazione per via agamica, impianto di tre campi di orientamento e confronto varietale, di un campo di moltiplicazione per la certificazione genetica e sanitaria del materiale vivaistico e di un campo di conservazione genetica presso l’Azienda Assam di Carassai (Ascoli Piceno).

Gli studi di caratterizzazione hanno riguardato indici biometrici, aspetti vegetativi, agronomici e produttivi, analisi genetiche (sinonimie e omonimie), analisi virologiche, indici di maturazione, certificazione varietale e sanitaria.

Coroncina olive
Coroncina

Questo lavoro ha portato all’iscrizione al Servizio nazionale di certificazione volontaria delle seguenti varietà di olivo marchigiane: Ascolana dura, Ascolana tenera, Capolga, Carboncella, Cornetta, Coroncina, Lea, Mignola, Nebbia, Orbetana, Piantone di Falerone, Piantone di Mogliano, Raggia, Rosciola Colli Esini, Sargano di Fermo, Sargano di San Benedetto.

Oltre a descrivere le varietà autoctone di olivo, sono stati caratterizzati i relativi oli, dal punto di vista analitico e sensoriale. Inoltre sono stati valutati genotipi provenienti da incroci. Infine, in occasione di gelate o forti attacchi di mosca delle olive, vengono valutate le caratteristiche di sensibilità/tolleranza al freddo e alla mosca. Annualmente vengono prodotti oli monovarietali dalle varietà autoctone delle Marche a fini sperimentali e divulgativi».

Recuperare la biodiversità olivicola delle Marche

Mignola
Mignola a Potenza Picena (Macerata)
Mignola
Mignola

Presso il campo di conservazione genetica di Carassai sono coltivate e conservate 23 varietà autoctone iscritte al Repertorio regionale della biodiversità, istituito dalla Legge regionale n. 12 del 3 giugno 2003 “Tutela delle risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano”.

Inoltre, ha aggiunto Alfei, «nello stesso campo vengono coltivati e conservati anche alcuni genotipi reperiti nel territorio regionale, risultati geneticamente simili a varietà autoctone catalogate e/o ritenuti interessanti dagli agricoltori per qualche motivo agronomico o produttivo».

Attività di supporto agli olivicoltori

Orbetana
Orbetana a Poggio San Vicino (Macerata)

L’attività di supporto agli olivicoltori è fondamentale per la buona riuscita, ogni anno, della produzione olivicola. «Tale attività si dispiega in più direzioni: indicazioni per difesa fitosanitaria, individuazione dell’epoca ottimale di raccolta attraverso i notiziari agrometeo, consigli per l’impianto di nuovi oliveti, produzione di piante di olivo certificate presso il vivaio di Pollenza, corsi annuali di formazione su potatura (professionali e avanzati) e di assaggio dell’olio, aggiornamento annuale dell’elenco degli operatori abilitati alla potatura dell’olivo, analisi chimiche e sensoriali degli oli».

Progetto su olivi secolari/monumentali

Orbetana e Piantone
Orbetana e Piantone di Mogliano a San Severino Marche (Macerata)

Nello spirito della legge regionale n. 12/2003 l’Assam, ha informato Alfei, ha avviato il “Progetto su olivi secolari/monumentali delle principali varietà autoctone delle Marche, nell'area di origine e/o maggiore diffusione”. Il suo obiettivo è conservare la biodiversità olivicola delle Marche “in situ”, considerato che gran parte della biodiversità olivicola regionale è già coltivata nei campi catalogo dell’Azienda Assam di Carassai.

Orbetana
Orbetana

«Il progetto, che vede la collaborazione di Cnr-Istituto di bioscienze e biorisorse (Ibbr) sede di Perugia, punta alla salvaguardia delle piante di olivo storiche, testimoni della presenza dell’olivo da secoli sul territorio e quindi del profondo legame con territorio e ambiente, autentiche icone espressione di compatibilità ambientale.

Esso si articola in diverse fasi: individuazione di piante storiche/monumentali, sulla base delle segnalazioni pervenute, sopralluoghi sugli esemplari ritenuti di maggior interesse, identificazione genetica, datazione al carbonio-14, divulgazione attraverso la produzione di un catalogo degli olivi monumentali delle Marche, interventi auspicabili a tutela, cura, manutenzione di queste icone della biodiversità, un vero e proprio patrimonio regionale».

Piantone di Mogliano

Piantone di Mogliano

Gli olivi secolari/monumentali sono piante che contribuiscono a valorizzare il prodotto, «perché racchiudono l’innovativo concetto di terroir, sintesi di varietà, territorio e clima, capace di rendere l’olio monovarietale unico al mondo, impossibile da riprodurre in altre zone, con una identità (chimica e sensoriale) chiara e ripetibile, dalle caratteristiche organolettiche distintive molto precise, facilmente riconoscibili non solo da assaggiatori esperti, ma anche da consumatori attenti e sensibili, arricchito da un contesto paesaggistico, storico e culturale e dal fattore umano rappresentato da conoscenza, professionalità, tradizione e passione.

Il progetto è un lavoro attuale, che altre Regioni/Associazioni stanno facendo, perché contribuisce a valorizzare il territorio olivicolo e la sua storia rispetto a nuove olivicolture che nascono nel mondo ma non hanno ancora alcuna storia.

Il progetto punta anche alla scoperta dell’origine della varietà nei casi di similarità genetica. Le piante storiche – ha concluso Alfei – hanno valore di per se stesse, in quanto scrigno di biodiversità vegetale, perciò vanno tutelate, gestite e conservate, ma acquisiscono valore ancora maggiore se inserite in un progetto, che unisca ed esalti le eccellenze sparse sul territorio».

Marche: biodiversità olivicola, alla ricerca delle origini - Ultima modifica: 2021-04-07T09:24:11+02:00 da Giuseppe Sportelli

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