Caserta, inaugurato a Cellole il frantoio “Nata Terra”

frantoio nata terra
Obiettivo della cooperativa sociale Osiride è sottrarre all’abbandono oliveti della Valle del Garigliano e dell’Alto Casertano e produrre un olio extra vergine di oliva di qualità che esprima la storia di un impegno civile portato avanti con determinazione. Al centro della foto Ciro Maisto, con tre persone svantaggiate e Raffaele (seduto sul trattore), agricoltore e frantoiano della cooperativa.
Per la cooperativa Osiride prende forma il progetto di agricoltura sociale volto al recupero di oliveti confiscati alla camorra o abbandonati, a favore di persone svantaggiate

L’inaugurazione del frantoio “Nata Terra”, a Cellole (Caserta), è stata una tappa fondamentale del percorso di recupero di oliveti che la cooperativa sociale Osiride, nella rete di Confcooperative Federsolidarietà Campania, sta portando avanti nella Valle del Garigliano e nell’Alto Casertano con i finanziamenti di Fondazione Con il Sud e Fondazione Peppino Vismara. Si tratta di circa 3.000 piante che sorgono sulle colline sessane e sidicine su terreni in gran parte confiscati alla camorra.

Maisto: «Restituire contrattualità sociale alle persone in difficoltà»

Inaugurazione frantoio Nata Terra
L’inaugurazione del frantoio “Nata Terra”, a Cellole (Caserta), è stata una tappa fondamentale del percorso che la cooperativa sociale Osiride sta compiendo.

«La cooperativa sociale Osiride, nata nel 2006 e costituita da 30 soci, si occupa sia di servizi alla persona sia di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, in particolare, attualmente, cinque di provenienza psichiatrica, una con sindrome di Down e un immigrato – afferma il suo presidente Ciro Maisto –. Fin dalla nascita la cooperativa si è impegnata nella costruzione di un nuovo sistema di welfare locale, per restituire reale contrattualità sociale alle persone in difficoltà.

Tradizione, recupero e rinascita sono alla base della nostra filosofia produttiva. La centralità delle persone e il genuino richiamo alle radici del nostro territorio sono le basi da cui partiamo per produrre l’olio extra vergine di oliva “Nata Terra”, sostenibile e inclusivo: buono oltre il sapore».

Il frantoio "Nata Terra" molisce le olive
di un un oliveto confiscato alla camorra

Oliveto di Teano
Panoramica dell’oliveto confiscato alla camorra a Pugliano di Teano (Caserta.

Negli oliveti e nel frantoio “Nata Terra” appena inaugurato hanno trovato inserimento lavorativo alcune persone svantaggiate, fra cui Adama, un giovane migrante del Mali.

«Le olive lavorate nel frantoio provengono in gran parte da un oliveto di 7 ettari, con 2.000 piante, sito in territorio di Pugliano di Teano, nell’Alto Casertano, confiscato alla camorra e da noi gestito. In territorio di Cellole, nella valle del Garigliano, abbiamo altri due oliveti: uno di 500 piante di un socio della cooperativa che lo ha concesso in comodato d’uso e un altro di 400 piante, che erano praticamente abbandonate, da noi gestito in affitto. Nella Valle del Garigliano la varietà più diffusa è la Sessanella, nell’Alto Casertano la Itrana e altre varietà locali. Conduciamo l’intera produzione olivicola in biologico, con certificazione Bioagricert».

«Olio extra vergine di qualità che esprima la storia di un impegno civile»

Bottiglie olio evo di Nata Terra
“Nata Terra”, dice Maisto, è un marchio che rappresenta un altro modo di intendere l’agricoltura: inclusiva, sostenibile, sociale.

Il frantoio “Nata Terra”, sottolinea Maisto, «è adeguato alle nostre esigenze produttive: dispone di un impianto Mori-Tem a due fasi e ha una capacità lavorativa di 6 q/h. Tutti i macchinari sono di proprietà della cooperativa e sono stati acquistati per l’80% con un finanziamento della Fondazione Con il Sud e per il 20% con risorse della cooperativa. Il capannone che ospita il frantoio lo abbiamo attualmente in fitto, ma contiamo di comprarlo nel giro di tre anni.

Confidiamo molto nel progetto di agricoltura sociale, perché produce occupazione e rigenera terre incolte e abbandonate. Il nostro obiettivo è sottrarre all’abbandono gli oliveti del nostro territorio e produrre un olio extra vergine di oliva di qualità che esprima la storia di un impegno civile che portiamo avanti con determinazione. “Nata Terra” è un marchio che rappresenta un altro modo di intendere l’agricoltura: inclusiva, sostenibile, sociale».

Caserta, inaugurato a Cellole il frantoio “Nata Terra” - Ultima modifica: 2020-10-21T12:00:19+02:00 da Barbara Gamberini

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