La qualità dell’olio extravergine di oliva incide direttamente sui benefici per la salute: tempi di lavorazione, tecniche produttive e contenuto di composti bioattivi possono variare in modo significativo tra i prodotti, determinando differenze sostanziali sul piano nutrizionale.
È quanto emerge dal percorso di approfondimento sviluppato ad aprile da Aifo, associazione frantoiani italiani, che dopo aver analizzato il ruolo preventivo dell’olio evo e le caratteristiche dei grassi “buoni”, si concentra ora sul legame tra qualità e valore nutrizionale.
Polifenoli e azione biologica
Le più recenti evidenze scientifiche indicano che l’olio extravergine non è un semplice grasso alimentare, ma un sistema complesso di molecole attive. I polifenoli, tra cui oleocantale e oleaceina, svolgono un ruolo centrale con effetti antiossidanti e di modulazione dei processi infiammatori dell’organismo.
Evidenze sui biomarcatori
Studi aggiornati evidenziano come il consumo di oli ad alto contenuto fenolico sia associato alla riduzione di biomarcatori dell’infiammazione, come le lipoproteine ossidate (ox-LDL) e la proteina C-reattiva. Effetti strettamente legati alla qualità e alla concentrazione di queste molecole.
Fattori determinanti per la qualità dell’olio
Le caratteristiche qualitative dipendono in primo luogo dai processi produttivi. La rapidità tra raccolta e frangitura preserva i composti sensibili, mentre l’estrazione a freddo mantenuta sotto i 27 gradi limita la degradazione.
- Acidità libera,
- numero di perossidi
- e contenuto fenolico
sono indicatori chiave: bassi livelli di ossidazione e alta presenza di polifenoli identificano oli più stabili e nutrienti.
Anche la conservazione è determinante. Esposizione a luce, ossigeno e calore accelera l’ossidazione e compromette le caratteristiche del prodotto. La qualità deve quindi essere garantita lungo tutta la filiera, non solo in fase produttiva.
«La qualità dell’olio extravergine non è un elemento accessorio, ma il risultato di un lavoro complesso che parte dall’oliveto e si completa in frantoio – sottolinea il presidente Aifo, Alberto Amoroso –. Raccolta, tempi di lavorazione, controllo delle temperature e conservazione richiedono competenze e investimenti, con un ruolo centrale dei frantoiani nella definizione della qualità finale. Informare i consumatori e valorizzare un modello produttivo che punta sull’eccellenza, sulla tracciabilità e sulla qualità reale dell’olio extravergine di oliva».
Informazione e consumi consapevoli
Il percorso informativo di Aifo proseguirà con un approfondimento sull’utilizzo corretto dell’olio extravergine nella dieta quotidiana, con l’obiettivo di tradurre le evidenze scientifiche in scelte alimentari consapevoli.









