Quattro misure urgenti, su cui ottenere nell’immediatezza l’accoglimento e l’azione da parte del governo nazionale per salvare il comparto olivicolo-oleario. Le hanno chieste migliaia di olivicoltori, frantoiani e rappresentanti delle cooperative agricole pugliesi che la mattina di lunedì 12 ottobre hanno manifestato davanti alla Prefettura di Bari. Eccole:
- il riconoscimento da parte del Governo dello stato di crisi del comparto olivicolo e di tutto il settore agricolo, per l’attivazione immediata dei provvedimenti conseguenziali;
- l’attuazione piena e immediata del Dao, il Documento di accompagnamento olivicolo, annunciato dal ministro Lollobrigida;
- un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale, vero e verificabile;
- misure specifiche di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione, così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi.
La manifestazione è stata organizzata da Orgoglio Olivicolo, il comitato nazionale che mette insieme tutte le realtà di base della filiera. Orgoglio Olivicolo ha raccolto le istanze di tutta la filiera in una piattaforma di 10 richieste alle istituzioni regionali e nazionali, che sono state consegnate al Prefetto dell’area metropolitana. Inoltre ha invitato tutti i sindaci dei comuni pugliesi ad aderire alla piattaforma di richieste del comitato, approvando in consiglio comunale un documento di sostegno alle rivendicazioni.
Giovedì conferenza Stato-Regioni, poi tutti a Roma
A margine della manifestazione e dell’incontro in Prefettura a Bari Francesco Losito, portavoce di Orgoglio Olivicolo, ha tirato le somme della giornata.
«Il prefetto di Bari Rosanna Riflesso, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, ha ricevuto un’ampia delegazione di Orgoglio Olivicolo. Ci ha assicurato che le richieste del nostro comitato nazionale saranno portate all’attenzione del governo in modo da essere discusse e valutarne l’attuazione giovedì 15 ottobre, nell’ambito della prevista conferenza Stato-Regioni. Ringraziamo il prefetto per l’attenzione riservata alle istanze che oggi abbiamo portato in piazza assieme a olivicoltori, frantoiani e cooperative provenienti da tutta la Puglia. Attenderemo l’esito della conferenza Stato-Regioni continuando la nostra mobilitazione e iniziando a organizzarci per portare la nostra protesta e le nostre ragioni a Roma con una grande manifestazione».
A rischio 30.000 posti nel comparto olivicolo-oleario
I sindaci e i parlamentari pugliesi presenti in piazza, il prefetto, l’assessore Paolicelli, tutti, afferma Losito, hanno avuto modo di ascoltare le voci, le storie e la preoccupazione espresse con forza dalle migliaia di donne e di uomini arrivati in piazza per manifestare e chiedere alle istituzioni di prendere finalmente coscienza della crisi del comparto olivicolo-oleario e del rischio di vedere polverizzati 30mila posti di lavoro e l’enorme patrimonio rappresentato in Puglia da 16mila imprese, 720 frantoi, 60 milioni di piante di olivo. «Il tempo a disposizione è quasi scaduto. Da quelle persone arriva un appello accorato alle istituzioni: muovetevi!».
Risposte concrete alla piattaforma di richieste
Dalla conferenza Stato-Regioni di giovedì 15 ottobre dovranno arrivare risposte concrete in ordine alla piattaforma di richieste presentate oggi in prefettura.
«La priorità assoluta resta il riconoscimento, da parte del governo, dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario e di tutto il settore agricolo, con l’attivazione immediata dei provvedimenti conseguenziali a sostegno delle filiere. Un altro punto qualificante delle richieste è l’attuazione di un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale vero e verificabile. Il mondo olivicolo, inoltre, si aspetta misure specifiche di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione, così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi. Serve inoltre che il Dao, il Documento elettronico di accompagnamento olivicolo, sia istituito e concretamente attuato in modo differente da quanto annunciato dal ministro Lollobrigida nei giorni scorsi, poiché così come prospettato dal governo non soddisfa richieste ed esigenze del mondo olivicolo».
Evitare fallimento di aziende, cooperative e frantoi
Del riarmo non ce ne importa nulla, ha proseguito Losito. «Il governo non mandi al macero preziose risorse di noi contribuenti in carri armati e cannoni, piuttosto trovi e impegni le risorse necessarie per una serie di interventi che impediscano la chiusura e il fallimento di migliaia di aziende olivicole, di cooperative e frantoi che sono allo stremo, tra l’incudine dei folli rincari dei costi di produzione e il martello di un mercato olivicolo-oleario che ci sta ammazzando con prezzi da fame e corse al ribasso innescate da tonnellate di olio importato».






