Aggiornare la normativa internazionale sugli steroli

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Unaprol e Foa chiedono di abbassarne il limite minimo a 800 mg/kg per tutelare la qualità dell’olio extravergine di oliva italiano

L’aggiornamento della normativa internazionale sugli steroli, abbassandone il limite minimo a 800 mg/kg. Lo chiedono Unaprol - Consorzio Olivicolo Italiano e Foa - Frantoi Oleari Associati per tutelare la qualità dell’olio extra vergine d’oliva italiano, sottolineando che le norme attuali sono obsolete e non tengono conto sia dell’evoluzione dei metodi di produzione sia degli effetti dei cambiamenti climatici sulla produzione stessa.

Adeguare i parametri degli steroli vegetali

steroli bis
Sul contenuti in steroli degli oli extra vergine d'oliva incidono anche i metodi di produzione

In una lettera indirizzata a Mipaaf e Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari), Unaprol e Foa segnalano la necessità di adeguare i parametri degli steroli agli attuali reali livelli di qualità.

Come è noto, gli steroli sono sostanze organiche aromatiche dotate di proprietà salutistiche e utili per identificare varietà e zona di produzione. Attualmente negli oli vergini di oliva è consentita una loro presenza variabile da 1.000 a 2.200 mg per chilogrammo.

Ma, secondo Unaprol e Foa, il limite minimo di 1.000 mg/kg sarebbe ormai troppo alto per gli oli italiani, soprattutto per alcuni monovarietali, a causa sia degli effetti della crisi climatica sia dell’evoluzione dei metodi di produzione.

Perciò chiedono a Mipaaf e Icqrf di “intervenire presso il Consiglio oleicolo internazionale (Coi) per modificare gli attuali parametri e promuovere l’abbassamento del limite minimo degli steroli totali negli oli vergini di oliva da 1.000 mg/kg a 800 mg/kg. Ciò al fine di salvaguardare la produzione olearia italiana, evitando ingiuste penalizzazioni causate da regole che andrebbero aggiornate in base alle più recenti evoluzioni sia dei metodi di produzione sia delle condizioni climatiche”.

Parametri alti colpiscono oli di qualità da filiera corta

David Granieri
David Granieri

Per favorire la discussione e accelerare il processo di modifica, Unaprol e Foa hanno raccolto attraverso i propri soci tutti i dati necessari per supportare la richiesta del Mipaaf al Coi e poter risolvere la questione.

«Con il nostro intervento vogliamo sottolineare le preoccupazioni degli operatori della filiera olearia italiana. I parametri troppo alti colpiscono, infatti, quei produttori che, negli ultimi anni, hanno scelto di impostare la propria attività di produzione e commercializzazione su oli di alta qualità, espressione della cosiddetta “filiera corta”, strettamente legata alla terra e al territorio – spiega David Granieri, presidente di Unaprol –. L’aumento della presenza di questi oli non dipende da carenze qualitative ma, al contrario, è riconducibile a un aumento del numero di operatori del settore che hanno scelto di produrre e commercializzare oli “monovarietali”, per esaltarne le peculiarità e, attraverso la raccolta anticipata, valorizzarne le proprietà organolettiche».

Aggiornare la normativa internazionale sugli steroli - Ultima modifica: 2022-09-13T09:10:49+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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