Previsioni per la campagna olearia 2023-2024

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Le aspettative per la campagna olearia 2023-2024 registrano un lieve miglioramento anche se nemmeno questa sarà un’annata da ricordare

In molte regioni italiane era stata registrata un’abbondante mignolatura che aveva fatto sperare in una produzione più abbondante della campagna appena trascorsa. Le condizioni climatiche che si sono susseguite nei mesi di maggio e giugno non hanno però confermato le aspettative.

Previsioni per la campagna italiana 2023

Con l’avvicinarsi dell’inizio della campagna olearia si sta delineando un quadro più chiaro della stagione olivicola che ci aspetta. Appare una situazione piuttosto disomogenea a livello italiano. In generale, questa sarà una annata media, con una produzione del 50-60% rispetto a una annata di carica.

  • L’allegagione è stata fortemente ridotta dalle piogge e dal clima fresco umido durante la fioritura in molte regioni come Puglia, Calabria, Sicilia e Toscana.
  • D’altra parte, le abbondanti piogge primaverili hanno consentito un migliore sviluppo della drupa.
  • L’innalzamento delle temperature nel mese di agosto è stato invece fondamentale per il controllo di molti patogeni tra cui la mosca, anche se con l’abbassamento delle temperature di settembre potrebbe causare ulteriori danni.

La situazione internazionale

Anche a livello internazionale le previsioni non sono differenti.

  • La Spagna che produce la metà dei volumi mondiali è anche quest’anno prevede una annata non tra le migliori.
  • Come nel resto del bacino del mediterraneo, le condizioni climatiche che hanno danneggiato l’allegagione delle drupe sono state poi seguite dalla forte siccità che si protrae anche adesso.

Le previsioni di produzione della nuova stagione 2023-2024 prevedono un leggero aumento rispetto al 2022 di circa il 28%, aumento non comparabile con la produzione media spagnola.

Scarsa quantità e aumento dei prezzi

La differenza rispetto allo scorso anno è che arriveremo alla nuova compagna con un quantitativo assai inferiore di scorte di olio. La diminuzione delle scorte e l’inflazione stanno così facendo aumentare i prezzi.

  • Attualmente, i prezzi per l’olio extra vergine d’oliva si aggirano tra gli 8,70 e i 9,50 euro al chilo.
  • Stesso andamento è registrato per l’olio d’oliva vergine e lampante che si aggirano intorno ai 7 euro al chilo.
Euro/ kg Prezzo minimo Prezzo massimo
Olio extravergine di oliva alla produzione (1)
Bari 4,50 4,65
Brindisi 8,80 9,30
Catanzaro 7,75 8,10
Chieti 10,00 12,00
Cosenza 7,50 8,25
Foggia 9,30 9,50
Pescara 10,00 12,00
Ragusa 9,30 9,90
Reggio Calabria 7,65 8,20
Taranto 8,80 9,30
Olio extravergine di oliva di origine nazionale all’ingrosso (2)
Genova 9,35 9,35
Imperia 9,35 9,35
Olio vergine di oliva alla produzione (1)
Brindisi 7,40 8,00
Lecce 7,40 8,00
Taranto 7,40 8,00
Olio vergine di oliva all’ingrosso (2)
Genova 7,80 7,80
Imperia 7,80 7,80
Lugo 3,20 3,60
Modena 3,20 3,50
Pescara 6,00 7,00
Reggio Emilia 3,10 3,40
San Benedetto 4,10 4,50
Olio lampante alla produzione (1)
Brindisi 6,40 6,80
Catanzaro 5,45 6,05
Gioia tauro 5,90 6,10
Lecce 6,40 6,80
Rossano 5,35 5,80
Taranto 6,40 6,80
1) prezzi alla produzione, Iva esclusa, franco frantoio, in cisterne
2) prezzi all’ingrosso; prodotto in cisterne, franco arrivo imbottigliatore
Fonte: dati Ismea - Aggiornati al 12/09/2023

Conseguenze sul mercato oleario

L’aumento dei prezzi dell’olio ha provocato una diminuzione delle vendite sul mercato e sulle esportazioni. Questo andamento negativo che si sta riproponendo di anno in anno a livello europeo necessita di una attenta riflessione.

Per quanto siano registrati dei cali nelle vendite, l’interesse dei consumatori verso l’olio extra vergine d’oliva rimane alto. L’Italia risulta il primo paese consumatore di olio, ma anche il primo importatore, con una produzione in costante calo. Dunque, sarà sempre più importante trovare delle soluzioni per migliorare la produttività delle olivete, contrastare la crisi climatica in atto senza gravare sui produttori.

Previsioni per la campagna olearia 2023-2024 - Ultima modifica: 2023-09-12T16:34:08+02:00 da Barbara Gamberini

2 Commenti

    • Gentile Mario,
      premetto che i parametri variano in base alla zona, alla carica produttiva dell’oliveta e alla tipologia di oliveto.
      Considerando una produttività di 40 q/ha di olive, possiamo considerare che per la raccolta con agevolatori ogni operatore raccolga una media di 25 kg di olive/ora/operatore. Questo valore può oscillare dai 20 ai 40 kg di olive/ora/operatore. A livello di costi considerando il costo del lavoro, dell’attrezzatura (agevolatori e reti) e i costi variabili il costo per chilogrammo di olive raccolte può oscillare da 0,45 a 0,55 euro/kg.

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