Igp per l’Olio di Puglia

Igp
Oliveto in Puglia
Prosegue l’iter per il riconoscimento del disciplinare regionale di produzione Igp

Dopo la lettura ufficiale della proposta di disciplinare di produzione, avvenuta lo scorso 27 luglio presso la Camera di commercio di Bari, l’iter di riconoscimento della denominazione Igp per l’olio pugliese arriverà in discussione nelle istituzioni europee. Si avvicina dunque alla realizzazione il percorso intrapreso dall’Associazione per la tutela e la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva di Puglia per rispondere alla crisi del settore della prima, per produzione, regione olivicola italiana. «Stiamo rispondendo – afferma Leo Piccinno, presidente dell'Associazione - alla storica carenza di programmazione e di un vero sistema di filiera che ha creato un paradosso tutto pugliese, ovvero siamo forti nella produzione e deboli sul mercato, un assioma per nulla decifrabile e comprensibile che la dice lunga sulla complessità del sistema produttivo indebolito da avventurieri e speculatori. È opinione diffusa che estendere i controlli alla tracciabilità significa ledere gli interessi delle lobby e delle multinazionali che grazie alle ormai note operazioni di "chirurgia chimica" riescono a mantenere le loro quote di mercato disattendendo tutte le regole e le norme comunitarie in vigore. Queste situazioni hanno reso l'olio d'oliva uno dei prodotti più coinvolti nell'universo delle frodi alimentari».
Il disciplinare prevede che tutte le fasi produttive, di trasformazione e stoccaggio dell’olio si svolgano all’interno del territorio amministrativo della regione Puglia: un requisito più severo rispetto alle caratteristiche minime della denominazione Igp, che punta alla tutela degli extravergini della regione nei confronti degli oli di importazioni o delle produzioni di blend di qualità inferiore. Gli oli stranieri importati – è la denuncia di Coldiretti Puglia - principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, vengono acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale e utilizzati dagli imbottigliatori per costruire blend con oli regionali o nazionali, per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all'estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri. «È stato registrato un aumento di oltre il 57% delle importazioni rispetto all'annata precedente – afferma il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – e l'aumento dei prezzi che abbiamo osservato solo per gli oli di altissima qualità ci dà ragione del percorso intrapreso con l’Igp Puglia. Grazie al nuovo 'brand' dell'Evo pugliese, resterà in Puglia il valore aggiunto della filiera olivicolo-olearia perché il marchio comunitario sarà riservato all'olio extravergine di oliva prodotto e trasformato all'interno del territorio pugliese».

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