Energie rinnovabili dal settore olivicolo-oleario

energie rinnovabili
Impianto combinato di piccola taglia con turbogas a combustione esterna in grado di bruciare sia biogas sia biomasse solide
Consumi mondiali in continua crescita e necessità di fonti rinnovabili. La valorizzazione dei derivati della lavorazione delle olive a fini energetici offre al settore oleario un’opportunità dalle rilevanti ricadute economiche

L’energia può essere considerata un prerequisito dello sviluppo economico e sociale delle moderne società e uno dei fattori più importanti per incrementare e garantire il benessere delle persone. Non è casuale che la dieta energetica, cioè l’andamento dei consumi mondiali, evidenzi una crescita costante (+56% dal 1990 fino al 2015), principalmente dovuta negli ultimi anni allo slancio del continente asiatico. È intuibile che tale andamento crescente non sia compatibile con il ricorso dissennato alle risorse energetiche di origine fossile, sia perché queste costituiscono un patrimonio non rinnovabile (e quindi a termine), sia perché il loro utilizzo è concorrente al mutamento dell’eco-equilibrio del nostro pianeta (…).

Nonostante i trend mondiali forniscano qualche cauto ottimismo, le fonti rinnovabili non sono ancora in grado di superare le altre fonti di energia per la produzione di massa, e questo a causa della loro disponibilità “occasionale”. Ad esempio, la continuità di produzione di biogas da biomasse vegetali si basa sulle prestazioni delle coltivazioni, la generazione eolica e solare è caratterizzata dalla disponibilità di vento e soleggiamento.

La risorsa dei sottoprodotti

Tra le energie rinnovabili maggiormente integrabili nel comparto agricolo si annoverano sicuramente tutte quelle applicazioni che coinvolgano il riutilizzo delle biomasse (…). Tra i sottoprodotti organici più abbondanti delle produzioni agro-industriali vi sono i derivati dalla trasformazione delle olive, costituiti da acque di vegetazione e da sansa vergine. Solo la regione Puglia produce annualmente oltre 100.000 tonnellate di sansa vergine, il cui reimpiego e valorizzazione alternativa all’ottenimento di olio di sansa dai sansifici costituirebbe un’innovazione con rilevanti ricadute economiche sulla filiera (…).

L’opportunità del biogas

Uno degli scenari maggiormente interessanti è la digestione anaerobica della sansa vergine denocciolata per produrre un biocombustibile (biogas), costituito principalmente da metano e anidride carbonica. Il biogas rappresenta un ottimo combustibile per impianti di valorizzazione di piccola taglia finalizzati alla realizzazione di un modello di economia circolare e allo sviluppo di un sistema per garantire autonomia energetica ai frantoi di media taglia, tipici dell’areale italiano. D’altra parte il nocciolino, separato dalla polpa, può destinarsi alla combustione diretta e costituire un’ulteriore attrattività per i frantoiani (…).

Molti sono gli scenari impiantistici fino ad oggi proposti e molti di essi non rappresentano più un mero esercizio di ricerca ma possono realmente costituire un’opportunità impiantistica. Nell’ambito del progetto ZERO del Politecnico di Bari, è allo studio la possibilità di ricorrere a impianti combinati di piccola taglia a combustione esterna che consentono di bruciare sia biogas sia biomasse solide…

 

Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 1/2018

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