Olivicoltura Nord-Est e Slovenia, una piccola grande risorsa

olivicoltura nord-est
Nei territori del Nord-Est dell'Italia e della Slovenia la superficie olivicola è dovunque in crescita
Superficie in crescita e, nell’annata olivicola 2020, produzione record per quantità e qualità. Adesso si punta a una difesa sempre più sostenibile. A confronto gli operatori del comparto olivicolo di Trentino, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Slovenia

L’esigenza di confronto e coordinamento fra i rappresentanti a livello tecnico, economico e di ricerca dell’olivicoltura delle regioni del Nord-Est (Trentino, Veneto, Friuli-Venezia Giulia) e della Slovenia sulla situazione agronomica e sulle prospettive di sviluppo che l’olivicoltura oggi presenta in quelle aree e sulla necessità di ridurre gli interventi fitosanitari.

È stato questo il filo conduttore di un incontro tecnico organizzato da Associazione interregionale produttori olivicoli (Aipo), Fondazione Edmund Mach, Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa) del Friuli-Venezia Giulia e Istituto agrario e forestale di Nova Gorica.

Olivicoltura Nord-Est e Slovenia in espansione

Nel territorio oggetto dell’incontro l’olivicoltura è ovunque in espansione. Attualmente essa comprende 2.400 ettari in Slovenia, 1.900 in Veneto, 600 in Friuli-Venezia Giulia, con un aumento di 20-30 ettari all’anno, e 500 in Trentino.

«Benché l’olivicoltura trentina non abbia superficie e dimensione economica comparabili con quelle delle nostre due principali colture, il melo e la vite, – ha introdotto Claudio Ioriatti, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, Fondazione Edmund Mach – essa riveste una significativa importanza per l’impatto nella caratterizzazione del paesaggio e per il contributo all’integrazione del ricco paniere dei prodotti del Garda trentino, elementi che qualificano e rendono unica la vocazione turistica del basso Sarca e della riviera gardesana».

Gli esiti dell’annata olivicola 2020

L’incontro è stata l’occasione giusta per confrontarsi in primo luogo sugli esiti dell’annata olivicola appena conclusa nelle regioni produttive del Nord-Est italiano e della Slovenia e sulle previsioni per quella del 2021.

«Nel Trentino, – ha ricordato Ioratti – se il 2019 sarà ricordato per la scarsa produzione di olive, il 2020 ha registrato invece un’annata record. È quanto emerge dai dati raccolti nell’Alto Garda dal Centro Trasferimento Tecnologico presso i sei frantoi presenti nella “Busa” tra Riva e Arco: oltre 4.000 tonnellate di olive prodotte, con una resa media in olio di circa il 12,5% e una produzione di olio di oliva extravergine che supera le 500 tonnellate. La produzione risulta superiore di quasi il 40% rispetto al record stabilito nel 2018 con poco meno di 2.900 tonnellate ed è ottima anche per la qualità».

Dalla mosca delle olive alle nuove emergenze fitosanitarie

cimice
Una nuova emergenza fitosanitaria dell’olivicoltura del Nord-Est è la cimice asiatica, che nel 2019 ha causato parecchi danni

Anche nell’olivicoltura del Nord-Est e della Slovenia non mancano i problemi fitosanitari, ha rilevato Albino Pezzini, presidente dell’Aipo.

«Essi vanno dalla mosca delle olive e dall’occhio di pavone, abbastanza abituali in questi territori, alle nuove emergenze come la cimice asiatica, che nel 2019 ha causato parecchi danni, o ai vari disseccamenti ascrivibili ad associazioni fungine fra cui è compresa la Botryosphaeria dothidea.

Siamo preoccupati anche per la rogna che colpisce particolarmente dopo la potatura e le grandinate e che negli ultimi anni è in forte espansione. L’incontro è utile per fare il punto su come essi vengono gestiti nei quattro areali produttivi e per fornire agli agricoltori risposte precise e specifiche sui principali fitofagi e patogeni dell’olivo in ciascuno di essi».

Ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari di sintesi

Olivicoltura Trentino
Nell’olivicoltura del Nord-Est e della Slovenia si punta a una difesa sempre più sostenibile

Particolare evidenza è stata data alla necessità di ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari di sintesi. «Per rispettare le richieste dei consumatori – ha sottolineato Paolo Tonello, direttore del Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa – dobbiamo puntare quanto più possibile sulla lotta integrata, adottando metodi di controllo biologico e facendo ricorso ai prodotti chimici di sintesi solo nelle emergenze.

Ad esempio, con l’esclusione del dimetoato dalla lista dei prodotti fitosanitari ammessi, diventa sempre più impellente cercare alternative valide per la lotta alla mosca delle olive».

Olivicoltura Nord-Est e Slovenia, una piccola grande risorsa - Ultima modifica: 2021-02-15T10:21:20+01:00 da Giuseppe Sportelli

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