Cecidomia, gravi attacchi in Toscana

cecidomia in toscana
La situazione attuale delle infestazioni di cecidomia delle foglie dell’olivo nelle province di Grosseto e Massa e le prospettive di controllo in un webinar organizzato da Unione di Comuni Montana Lunigiana e Regione Toscana

La cecidomia delle foglie dell'olivo (Dasineura oleae), solitamente considerato fitofago minore dell’olivo, da alcuni anni è diventato, in alcune aree della Toscana, se non l’insetto chiave, che rimane la mosca delle olive, sicuramente un parassita molto pericoloso, da contrastare in maniera attenta. Infatti dal 2014 si sono registrate esplosioni di popolazione, con un picco nel 2016, che hanno riguardato prima la provincia di Grosseto, all’estremo sud della Toscana, e poi quella di Massa, all’estremo nord-ovest della regione. Dopo i primi gravi danni nella provincia di Massa l’Unione di Comuni Montana Lunigiana, su segnalazione di agricoltori e cittadini, si è mossa presso la Regione Toscana per richiedere interventi volti ad arginare gli attacchi di cecidomia. Di conseguenza il Servizio fitosanitario regionale ha avviato un piano di collaborazione quinquennale con la Scuola Sant'Anna di Pisa, dedicato al monitoraggio dei parassiti dell'olivo, e quindi anche della cecidomia, e alla divulgazione dei dati a supporto delle decisioni tramite il portale regionale "Agroambiente.info". Per delineare la situazione attuale e le prospettive future della cecidomia in Toscana l'Unione di Comuni Montana Lunigiana e la Regione Toscana hanno organizzato un webinar con la partecipazione di Ruggero Petacchi, docente della Scuola Sant'Anna.

Cecidomia, in Lunigiana sempre più presente

La cecidomia è un piccolo dittero della famiglia dei Cecidomidi che attacca le giovani foglie, a volte anche le mignole fiorali, e può causare, con alti livelli di infestazione, gravi danni alle piante, ha introdotto Massimo Gragnani del Servizio fitosanitario della Regione Toscana.

«È un insetto distribuito in tutta l’area mediterranea, in genere considerato da tecnici e olivicoltori poco pericoloso per la salute degli olivi, ma che in Lunigiana, soprattutto in alcune aree, sta ormai prendendo il sopravvento. Le due province colpite in Toscana, Massa e Grosseto, sono completamente diverse, sia dal punto di vista climatico, sia per il tipo di gestione dell’oliveto. E i danni si sono avuti sia in aziende biologiche sia in aziende condotte secondo i principi della difesa integrata. Perciò il Servizio fitosanitario regionale ha stipulato un accordo di collaborazione con la Scuola Sant’Anna, con il coinvolgimento di strutture cooperative del territorio, per cercare, attraverso un monitoraggio accurato, di aumentare le conoscenze sulla cecidomia, capire come mai si sono verificate queste esplosioni di popolazione e individuare possibili strategie da intraprendere e rimedi da adottare. L’attività condotta in questi anni ha permesso di approfondire le conoscenze sul ciclo e altri importanti aspetti di questo temibile insetto».

Infestazioni di cecidomia anche altrove in Italia

Infestazioni di cecidomia, ha informato Petacchi, sono state registrate negli ultimi anni non solo in Toscana ma anche in Emilia-Romagna, nelle Marche e nel territorio di Trieste, al confine con la Slovenia. Ma in Toscana sono state più evidenti e dannose che altrove.

«A seguito dell’accordo di collaborazione con la Regione Toscana abbiamo iniziato a operare in provincia di Grosseto. Là si è formato un gruppo di lavoro costituito, oltre che dalla Scuola Sant’Anna, dal Servizio fitosanitario regionale e dalla cooperativa Terre dell’Etruria di Manciano (Grosseto) e dal Collegio Toscano degli Olivicoltori OL.MA. di Montepescali (Grosseto), che ha lavorato per cinque anni collaborando nell’attività di monitoraggio, di formazione tecnici e di informazione degli olivicoltori. Poi, tre anni fa, siamo venuti a conoscenza di un focolaio presente in provincia di Massa, e abbiamo cominciato a lavorare anche là. Attualmente nella zona di Grosseto c’è una diminuzione di infestazione e gravità dell’attacco, invece nel Massese si registra un incremento di attacchi».

Danni e cause degli attacchi di cecidomia

La cecidomia provoca diversi tipi di danno all’olivo, ha aggiunto Petacchi. «Come è stato possibile verificare nelle due province toscane i danni sono: diminuzione della capacità fotosintetica, defoliazione, riduzione della crescita dei germogli con perdita indiretta di produzione, danneggiamento delle mignole con perdita diretta di produzione, incremento della rogna dell’olivo. Olivi non ben potati e concimati possono soffrire molto per attacchi di cecidomia, con una compromissione anche notevole della produzione. Ma qual è la causa delle forti infestazioni? Abbiamo notato una coincidenza di fattori climatici favorevoli all’insetto fitofago, che tuttavia non sembrano determinanti, e il mancato “funzionamento” dei fattori di resistenza ambientale, cioè dei limitatori naturali (parassitoidi e predatori) della popolazione di cecidomia».

La proposta operativa per il 2022

cecidomia bis
La scheda di intervento proposta da Ruggero Petacchi

Per il controllo della cecidomia è fondamentale individuare, attraverso un attento monitoraggio, il momento ottimale di un eventuale intervento. «Le regole da rispettare per un eventuale trattamento sono le seguenti:

  1. verificare la gravità dell’attacco: sconsigliamo di effettuare un intervento dove ci sono meno di tre galle per foglia;
  2. capire se ci troviamo di fronte a un incremento o un decremento dell’infestazione;
  3. comprendere la presenza di parassitizzazione: la presenza, su 100 galle esplorate, di almeno 15 parassitizzate può essere un indicatore importante che inizia l’attività degli antagonisti e in tal caso non consigliamo di intervenire.

La proposta operativa per il 2022 è la seguente: potature entro metà o al massimo fine marzo, prima che l’insetto esca dalle galle, con eliminazione per bruciatura o trinciatura fine delle frasche infestate potate, in modo da ridurre abbastanza la popolazione; il monitoraggio della presenza della parassitizzazione: a tal fine è utile costruire una rete di monitoraggio con la collaborazione di tutti gli interessati (Scuola Sant’Anna, tecnici delle Associazioni produttori, Unione dei Comuni e olivicoltori); una giornata di formazione pratica di rilevazione dell’infestazione per tecnici, entro metà marzo 2022, a cura della Scuola Sant’Anna; infine la proposta di una scheda di intervento».

Cecidomia, gravi attacchi in Toscana - Ultima modifica: 2022-02-28T09:37:43+01:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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