Deoleo, no a Coricelli: vince il consorzio spagnolo Acesur-Dcoop

Deoleo
Il gruppo che controlla Bertolli, Carapelli e Sasso passa a due aziende andaluse per 520 milioni. Sfuma il progetto della famiglia umbra, a lungo in testa nella corsa

No a Coricelli, sì al consorzio formato da Acesur e Dcoop. Il colosso oleario Deoleo ha scelto: dopo una battaglia a colpi di rilanci durata mesi, sarà il binomio spagnolo ad acquistare la società che controlla i marchi Bertolli, Carapelli, Sasso, Carbonell, Friol, Maya, Giglio Oro e Friggi Bene. L’offerta selezionata valuta l’azienda 520 milioni di euro. La cooperativa Dcoop di Malaga e il gruppo Acesur di Siviglia, proprietario di Coosur e La Española, ne avranno il 50% ciascuno.

Deoleo e i suoi azionisti di maggioranza, i fondi CVC e Alchemy, hanno apprezzato la solidità e il supporto finanziario della proposta, ma soprattutto l’elevata certezza di esecuzione. Secondo l’azienda, l’accordo consolida la leadership globale della Spagna nell’agroalimentare: Acesur e Dcoop portano “un forte legame con il territorio, un’ampia estensione agricola e una straordinaria capacità produttiva”. Sono caratteristiche che completano l’eccellenza di Deoleo nella commercializzazione e le sue reti di vendita internazionali.

«Questa operazione riconosce il lavoro svolto negli ultimi anni e il costante supporto dei nostri azionisti di maggioranza, valorizzando un portafoglio di marchi iconici che fanno parte del nostro patrimonio agroalimentare», ha dichiarato il presidente Ignacio Silva. «L’alleanza con Acesur e Dcoop rafforza in modo decisivo la leadership di Deoleo lungo tutta la filiera dell’olio d’oliva e offre certezza operativa ai produttori e al settore in generale.»

L’amministratore delegato Cristóbal Valdés ha ringraziato i dipendenti, «la vera forza trainante del gruppo», e ha aggiunto: «Oggi siamo un’azienda solida e altamente attraente, riconosciuta per il nostro impegno per la qualità, l’innovazione e la sostenibilità, e per la nostra rete di distribuzione internazionale guidata dalla roadmap Evoo-lution. Questo traguardo apre un nuovo capitolo costruito su solide basi e con una visione a lungo termine.»

Il punto di vista italiano

Per l’Italia è un’occasione mancata. Coricelli, azienda di Spoleto fondata nel 1939 e oggi guidata da Chiara Coricelli, aveva guidato la corsa per tutta l’estate dopo il rilancio a 500 milioni di metà agosto. Aveva presentato l’offerta tramite Farmers Elite Global, la sua holding con sede a Siviglia, proprio per sottolinearne il radicamento spagnolo, e si era poi alleata con l’andalusa Migasa. Secondo elEconomista, nell’ultimo round sarebbe arrivata a 530 milioni, e secondo la stampa spagnola anche il governo italiano guardava con favore all’operazione. Con il gruppo umbro, marchi di casa sugli scaffali italiani come Bertolli, Carapelli, Sasso e Giglio Oro sarebbero tornati in orbita italiana.

Ha prevalso invece il fronte compatto di Madrid: il ministro dell’Agricoltura Luis Planas e la Junta de Andalucía avevano sostenuto apertamente una soluzione nazionale, e il settore temeva di cedere all’Italia la prima azienda del primo Paese produttore. Così il baricentro dell’industria olearia si sposta ancora di più verso l’Andalusia: i tre maggiori gruppi mondiali, cioè Migasa, Dcoop e Acesur, sono tutti spagnoli.

I prossimi passi

La chiusura dell’operazione è attesa entro sei-otto mesi. Servono il via libera antitrust in Spagna e negli Stati Uniti, l’autorizzazione italiana sugli investimenti esteri (golden power) e l’approvazione degli azionisti. C’è anche una condizione su Bertolli: il gruppo giapponese Mizkan non dovrà recedere dagli accordi di licenza del marchio entro due mesi. È previsto poi un deposito di garanzia fino a 80 milioni per una contingenza fiscale italiana che riguarda Carapelli Firenze.

Dopo la chiusura, gli asset saranno divisi tra i due acquirenti per superare i problemi di concorrenza. Il nodo principale sono gli Stati Uniti, dove Dcoop possiede già il 50% di Pompeian, che ha il 20% del mercato dell’extravergine. Fino ad allora, assicura Deoleo, la gestione e le attività commerciali e industriali proseguiranno normalmente. In Borsa il titolo ha perso quasi il 22% nel giorno dell’annuncio.

Deoleo, no a Coricelli: vince il consorzio spagnolo Acesur-Dcoop - Ultima modifica: 2026-11-06T16:27:26+01:00 da Barbara Gamberini

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