ColtivaItalia, 300 milioni per il rilancio dell’olivicoltura

Le risorse destinate al comparto finanzieranno il Piano nazionale 2026-2030, che punta su nuovi impianti, recupero degli oliveti, innovazione, contrasto alla Xylella e rafforzamento della filiera

Il rilancio dell’olivicoltura italiana passa da un investimento di 300 milioni di euro e da un obiettivo ambizioso: aumentare del 25% la produzione nazionale di olio extravergine di oliva. È quanto prevede il Piano olivicolo nazionale 2026-2030, che troverà copertura finanziaria nel provvedimento ColtivaItalia, approvato oggi dal Senato con 76 voti favorevoli e nessun contrario. Il disegno di legge promosso dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, mette complessivamente a disposizione del sistema agroalimentare italiano oltre un miliardo di euro.

Per il settore olivicolo-oleario si tratta di un passaggio atteso da tempo. Il nuovo Piano, presentato dal Masaf nell'ambito dell'informativa alla Conferenza Stato-Regioni del 7 luglio scorso, punta infatti a dotare il comparto di una strategia organica, superando la frammentazione degli interventi e definendo una programmazione di medio periodo. Le risorse dedicate saranno distribuite su tre annualità: 50 milioni di euro nel 2027, 200 milioni nel 2028 e altri 50 milioni nel 2029.

Nuovi oliveti e recupero degli impianti esistenti

Una parte fondamentale della strategia riguarda l'incremento della capacità produttiva nazionale. Per raggiungere il traguardo del +25% sarà necessario intervenire sia attraverso la realizzazione di nuovi oliveti sia recuperando il potenziale produttivo di quelli esistenti. Il Piano prevede quindi la riconversione degli impianti obsoleti, il recupero degli oliveti tradizionali e la modernizzazione delle strutture produttive, con soluzioni che comprendono differenti modelli colturali, dal sistema tradizionale a quello intensivo e superintensivo.

L'obiettivo è migliorare l'efficienza degli impianti e la sostenibilità economica delle aziende, riducendo i costi di produzione e rendendo più stabile la disponibilità di materia prima. In questa direzione si inserisce anche il programma di ammodernamento delle infrastrutture irrigue, considerato determinante per contenere gli effetti dell'irregolarità delle precipitazioni e migliorare la regolarità delle produzioni.

Il progetto di rilancio non si limita però agli investimenti strutturali. Tra le azioni previste figurano la formazione di personale altamente qualificato e la diffusione di strumenti digitali di supporto alle decisioni aziendali, con l'intento di favorire una gestione più efficiente degli oliveti. È inoltre previsto il rafforzamento dei frantoi, infrastrutture strategiche per la trasformazione e la valorizzazione dell'olio, insieme all'istituzione di un Osservatorio nazionale sui costi di produzione e sui prezzi di mercato. Uno strumento che dovrebbe contribuire a rendere più trasparente la conoscenza delle dinamiche economiche della filiera.

Xylella, prevenzione e tutela del patrimonio olivicolo

Il contrasto alla Xylella fastidiosa rappresenta un altro capitolo centrale del provvedimento. ColtivaItalia istituisce la figura del Commissario straordinario nazionale per la gestione dell'emergenza, con incarico fino al 31 dicembre 2028. Alla struttura commissariale viene assegnato un finanziamento specifico di 3 milioni di euro e sono previsti tre sub-commissari, con il compito di coordinare gli interventi sul territorio e le attività di ricerca scientifica.

La strategia punta a un approccio strutturale, basato sul monitoraggio e sulla prevenzione, per rafforzare la capacità di individuare tempestivamente i focolai e coordinare le azioni di contenimento. Accanto a queste misure, il provvedimento introduce una moratoria sui mutui a favore delle imprese agricole gravemente colpite dalle fitopatie nel corso del 2025.

La tutela del patrimonio olivicolo interessa anche il paesaggio e le produzioni di qualità. La nuova legge prevede il divieto di espianto degli olivi destinati a produzioni DOP e IGP per fare spazio a impianti fotovoltaici o eolici, fatta salva la possibilità di procedere al reimpianto nel medesimo sito o in aree limitrofe.

Più forza alla filiera, dai vivai alla commercializzazione

Il rafforzamento della competitività passa anche da una migliore organizzazione degli operatori. Il Piano prevede interventi a sostegno delle Organizzazioni di produttori e della cooperazione di filiera, con l'obiettivo di aumentare la capacità delle imprese di aggregare l'offerta e affrontare il mercato in condizioni più favorevoli.

Un ruolo specifico è riconosciuto al vivaismo certificato, attraverso il quale garantire la qualità del materiale vegetale destinato ai nuovi impianti. La disponibilità di piante certificate costituisce infatti un elemento importante per accompagnare il rinnovamento degli oliveti e assicurare maggiori garanzie sanitarie e varietali.

Sul fronte della trasparenza, il provvedimento interviene anche sulla tracciabilità attraverso sistemi innovativi e strumenti di controllo dell'autenticità dei prodotti. In particolare, viene istituita una Banca dati dei profili analitici di autenticità, finanziata con 650mila euro, per raccogliere informazioni utili a verificare l'origine geografica e varietale e la composizione dei prodotti. L'obiettivo è rafforzare la capacità di contrastare frodi e sofisticazioni, tutelando il valore dell'olio italiano.

Promozione dell'extravergine e nuove opportunità

Accanto agli investimenti produttivi, il Piano dedica attenzione alla crescita dei consumi e alla valorizzazione commerciale dell'olio extravergine nazionale. È prevista una campagna di promozione dell'olio italiano, già in corso, accompagnata da iniziative di educazione alimentare nelle scuole e dal coinvolgimento del mondo della ristorazione. L'intento è diffondere una maggiore conoscenza delle caratteristiche dell'extravergine e rafforzarne il riconoscimento da parte dei consumatori.

Tra le priorità figurano inoltre la tutela del mercato interno, il contrasto alle pratiche commerciali sleali e alle frodi e il rafforzamento dei controlli, per assicurare trasparenza e condizioni di concorrenza corrette lungo la filiera.

Un ulteriore capitolo riguarda la diversificazione delle attività aziendali. ColtivaItalia stanzia 9,2 milioni di euro per l'oleoturismo e l'enoturismo, riconoscendo formalmente le attività di ospitalità tra i servizi che le imprese agricole possono offrire nelle aree rurali. Una misura che punta ad ampliare le possibilità di integrazione del reddito, valorizzando il legame tra produzione, territorio e accoglienza.

Le altre risorse di ColtivaItalia

Il comparto olivicolo rientra in un intervento più ampio a sostegno dell'agricoltura nazionale. Tra gli altri capitoli finanziari del provvedimento figurano 300 milioni di euro per la zootecnia e 70 milioni per il Fondo per la sovranità alimentare. Sono inoltre previsti 150 milioni per sostenere l'imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura.

A queste risorse si aggiunge la possibilità di assegnare in comodato gratuito agli agricoltori under 40 oltre 8.400 ettari di terreni di proprietà di Ismea, con l'obiettivo di favorire l'insediamento di nuove imprese e il ricambio generazionale.

Per l'olivicoltura, la sfida dei prossimi anni sarà trasformare i 300 milioni in investimenti capaci di incidere sulla struttura produttiva, sulla competitività delle aziende e sul posizionamento dell'olio italiano.

ColtivaItalia, 300 milioni per il rilancio dell’olivicoltura - Ultima modifica: 2026-11-04T15:47:49+01:00 da Redazione Olivo e Olio

1 commento

  1. Sarebbe interessante conoscere la procedura per attingere a questi aiuti e se hanno i contributi chi produce olio come secondo lavoro. Grazie

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