Tracciabilità dell’olio, arriva il DAO: la filiera olivicola diventa digitale

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Il Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo (DAO) integra SIAN e Registro Telematico dell’Olio, accelera la registrazione delle movimentazioni e rafforza gli strumenti per contrastare frodi e contraffazioni. Tra le novità, termini più brevi e coinvolgimento diretto degli olivicoltori

La tracciabilità si rafforza e punta sulla digitalizzazione. Per la filiera olivicolo-olearia arriva il Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo (DAO), il nuovo strumento introdotto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) per

  • rendere più efficace il monitoraggio delle movimentazioni di olive e olio,
  • migliorare la disponibilità dei dati
  • e potenziare le attività di controllo.

L’obiettivo è consolidare la trasparenza lungo la filiera, tutelando l’origine delle produzioni e il lavoro delle aziende che operano nel rispetto delle regole. Un passaggio che si inserisce nel percorso di evoluzione del sistema nazionale di tracciabilità, attraverso l’integrazione delle infrastrutture digitali già operative.

«L’introduzione del Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo è un passo importante per difendere l’eccellenza dell’olio extravergine italiano e proteggere il lavoro dei nostri agricoltori», ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida. «Attraverso la digitalizzazione dei controlli e la piena tracciabilità nel SIAN, difendiamo l’origine del prodotto, combattiamo la contraffazione e garantiamo massima trasparenza a chi acquista».

Dal registro telematico a un sistema integrato

Il DAO nasce come evoluzione del Registro Telematico dell’Olio (RTO) e si basa sull’integrazione con il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e con il fascicolo aziendale. La finalità è rendere le informazioni sulle movimentazioni più accessibili e tempestive, mettendole a disposizione sia degli operatori sia delle autorità competenti.

Il nuovo documento riguarda le principali movimentazioni di olive, olio sfuso e olio confezionato, con l’intento di assicurare una gestione più rapida ed efficace delle registrazioni. La maggiore disponibilità di dati consente inoltre di migliorare l’analisi del rischio e di orientare con più precisione la programmazione dei controlli.

Il rafforzamento della tracciabilità non si limita quindi a una diversa modalità di registrazione: punta a rendere più stretta la connessione tra le informazioni aziendali e quelle relative ai flussi di prodotto, così da agevolare l’individuazione di eventuali anomalie e sostenere il contrasto alle frodi.

Registrazioni entro tre giorni e più responsabilità per gli olivicoltori

Tra le principali novità del provvedimento figura la riduzione da sei a tre giorni dei termini previsti per la registrazione delle operazioni. Una modifica che mira ad aggiornare più rapidamente le informazioni relative alle movimentazioni, aumentando la tempestività dei dati disponibili per i controlli.

Il sistema prevede inoltre il coinvolgimento diretto degli olivicoltori nel processo digitale di tracciabilità, ampliando la partecipazione delle aziende agricole alla gestione delle informazioni lungo la filiera.

L’integrazione tra fascicolo aziendale, SIAN e RTO rappresenta il perno operativo di questa evoluzione. Il riutilizzo delle infrastrutture già esistenti, secondo quanto indicato dal Ministero, consentirà di sviluppare il nuovo modello senza nuovi oneri per la finanza pubblica.

La sfida è trasformare la tracciabilità in valore

Per il comparto olivicolo-oleario, il DAO apre una nuova fase nel rapporto tra digitalizzazione, controlli e tutela del prodotto. La disponibilità di informazioni più tempestive può contribuire a rendere più efficace il contrasto alle pratiche illecite e a proteggere le imprese che investono nella qualità e nella correttezza commerciale.

La tecnologia, tuttavia, non esaurisce da sola la sfida. L’efficacia del sistema dipenderà anche

  • dalla sua concreta applicazione,
  • dalla semplicità degli adempimenti per gli operatori
  • e dalla capacità delle informazioni raccolte di tradursi in controlli mirati e risultati verificabili.

La tracciabilità digitale può diventare così uno strumento di competitività per l’intera filiera, a condizione che la maggiore disponibilità di dati si accompagni a procedure chiare e a un’effettiva capacità di prevenire e individuare le irregolarità. Per l’olio italiano, difendere l’origine significa infatti non soltanto dichiararla, ma renderla verificabile lungo tutto il percorso del prodotto, dal campo al mercato.

Tracciabilità dell’olio, arriva il DAO: la filiera olivicola diventa digitale - Ultima modifica: 2026-10-12T10:20:09+02:00 da Barbara Gamberini

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