Frodi nel settore oleario, cambia il paradigma dei controlli

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Il sequestro di 30 tonnellate di falso olio extra vergine conferma l’efficacia di un sistema di vigilanza sempre più evoluto. Dall’analisi del rischio ai laboratori specializzati, fino alla cabina di regia interforze, la tutela del mercato entra in una nuova fase.

Il sequestro di 30 tonnellate di olio lampante di origine spagnola, destinato a essere commercializzato come olio extra vergine di oliva, rappresenta molto più di una brillante operazione di controllo. È il segnale concreto della profonda evoluzione che sta interessando il sistema italiano di vigilanza nel comparto oleario. Se fino a pochi anni fa il contrasto alle frodi era concentrato prevalentemente sulla verifica delle singole partite di prodotto, oggi l’obiettivo è ben più ambizioso:

  • intercettare i rischi prima che la frode si consumi,
  • ricostruire filiere internazionali sempre più articolate
  • e individuare anomalie documentali, commerciali e analitiche attraverso un approccio integrato.

In un mercato globalizzato, dove gli oli attraversano più Paesi prima di arrivare sugli scaffali e le sofisticazioni si avvalgono di tecnologie sempre più avanzate, anche i controlli devono evolvere. L’operazione condotta dall’ICQRF in Toscana dimostra come ricerca scientifica, analisi del rischio, strumenti digitali e cooperazione tra amministrazioni costituiscano oggi gli elementi chiave per tutelare il mercato, le imprese corrette e i consumatori. Il sequestro effettuato il 2 luglio diventa così il punto di partenza per comprendere come stia cambiando il contrasto alle frodi nel settore oleario.

Il sequestro in Toscana

Nella mattinata del 2 luglio gli ispettori dell’ICQRF Toscana e Umbria hanno sequestrato, presso uno stabilimento oleario in provincia di Firenze, 30 tonnellate di olio dichiarato extra vergine di oliva di origine spagnola. Le analisi chimiche hanno accertato che si trattava, in realtà, di olio lampante.

L’operazione è scaturita da un campionamento effettuato a fine giugno presso il porto di Livorno e ha consentito agli ispettori del Laboratorio ICQRF di Perugia di accertare la reale natura del prodotto, che stava per essere commercializzato in Italia come olio extra vergine di oliva.

L’azione congiunta dell’ICQRF e delle altre forze di polizia impegnate nel comparto oleario mira a garantire un presidio costante del territorio e a verificare la qualità e la genuinità degli oli di oliva provenienti da altri Paesi dell’Unione europea e da Paesi terzi.

Al di là del valore economico della merce sequestrata, stimato in circa 240 mila euro, il dato più significativo è la capacità di reazione del sistema dei controlli. Il suo punto di forza risiede nella combinazione tra

  • l’elevata competenza tecnica degli ispettori,
  • la loro presenza capillare sul territorio,
  • le metodologie analitiche sviluppate dai laboratori specializzati
  • e l’impiego di strumenti digitali di controllo incrociato, come il Registro telematico degli oli (RTO).

A completare questa evoluzione contribuisce anche la Cabina di regia dei controlli agroalimentari, organismo interforze che rafforza l’efficacia dell’azione dell’ICQRF. Attraverso questo modello organizzativo il Dipartimento del Masaf coordina le diverse forze di polizia che operano nel settore agroalimentare, valorizzandone competenze e specializzazioni in un’unica strategia operativa.

L’evoluzione delle frodi

Il sequestro delle 30 tonnellate di olio irregolare rappresenta soltanto l’ultimo risultato di una lunga attività di contrasto alle frodi nel settore oleario.

Negli ultimi tredici anni l’ICQRF ha mantenuto alta l’attenzione sul mercato attraverso controlli mirati che hanno prodotto risultati concreti. Una svolta decisiva risale al 2012, quando l’operazione “Arbequino” consentì di accertare definitivamente la presenza di oli deodorati destinati a entrare nel circuito commerciale degli oli alimentari.

Da allora il contrasto alle frodi si è trasformato in una continua sfida tra l’evoluzione delle tecniche di sofisticazione, sempre più raffinate, e il progresso della ricerca scientifica sviluppata dai laboratori dell’ICQRF, che ha contribuito anche all’aggiornamento della normativa nazionale ed europea e all’introduzione di nuovi protocolli analitici capaci di individuare fenomeni fraudolenti sempre più complessi.

Su questa linea, nel 2022, l’ICQRF ha avviato, insieme al Nucleo speciale Beni e servizi della Guardia di finanza, una complessa attività di analisi del rischio finalizzata a individuare frodi nella commercializzazione di oli presentati come extra vergini di oliva biologici.

L’attività ha portato al sequestro di oltre 380 tonnellate di prodotto, per un valore superiore a 2 milioni di euro. Sono stati prelevati 81 campioni, dei quali 13 sono risultati irregolari alle analisi specialistiche, mentre 17 soggetti sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria o amministrativa per violazioni legate alla falsa indicazione dell’origine o alla commercializzazione fraudolenta di oli privi delle caratteristiche dichiarate in etichetta.

Le analisi del rischio sviluppate nel 2023 e nel 2024 hanno inoltre consentito di avviare indagini congiunte tra l’ICQRF e le altre forze di polizia che, nel giugno 2026, hanno portato la Procura della Repubblica di Lecce a notificare nove avvisi di conclusione delle indagini per

  • frode in commercio,
  • vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine
  • e falsità nelle annotazioni dei registri telematici SIAN.

Le attività investigative hanno fatto emergere traffici internazionali di circa 300 tonnellate di oli vergini ed extra vergini di bassa qualità provenienti da Paesi terzi e successivamente “europeizzati” attraverso il coinvolgimento di società estere.

L’evoluzione dei controlli negli anni

Negli ultimi quindici anni il sistema dei controlli nel comparto oleario ha compiuto un profondo salto di qualità.

2012– L’operazione Arbequino segna una svolta nel contrasto agli oli deodorati e apre una nuova stagione di ricerca scientifica applicata ai controlli.

2012-2021 – Vengono potenziati i metodi analitici dei laboratori ICQRF e rafforzata la collaborazione con il legislatore nazionale ed europeo per aggiornare i protocolli di controllo.

Dal 2022 – L’attività ispettiva evolve verso un modello basato sull’analisi del rischio, sull’utilizzo dei dati del Registro telematico degli oli (RTO), sull’incrocio delle informazioni commerciali e sulla collaborazione con la Guardia di finanza e le altre forze di polizia.

2023-2026 – Le indagini si concentrano sempre più sulle filiere internazionali, sulla tracciabilità documentale e sui traffici transfrontalieri, consentendo di individuare sofisticazioni complesse e sistemi organizzati di frode.

Oggi l’obiettivo non è soltanto individuare un prodotto irregolare, ma ricostruire l’intera filiera commerciale, intercettare i rischi prima che il prodotto raggiunga il mercato e tutelare la competitività delle imprese oneste e la fiducia dei consumatori.

La tracciabilità della filiera

Il quadro che emerge evidenzia un livello di sofisticazione delle frodi molto superiore rispetto al passato.
Oggi le indagini richiedono

  • l’analisi della documentazione commerciale,
  • la verifica dell’efficacia dei sistemi di tracciabilità
  • e il controllo incrociato delle operazioni internazionali.

La sfida non consiste più nell’accertare singole irregolarità, ma nel ricostruire filiere complesse, individuare anomalie e punti di debolezza dei sistemi di controllo e svelare la reale natura delle transazioni commerciali. Per questo diventa sempre più determinante investire nell’analisi dei dati e nella valutazione del rischio.

Dal 2022 l’ICQRF ha profondamente rinnovato l’approccio alla programmazione dei controlli adottando una strategia multilivello e linee di vigilanza rafforzate. Le verifiche si concentrano oggi sui punti più critici della filiera, con particolare attenzione ai porti di ingresso e ai prodotti commercializzati come 100% italiano o biologico. Una strategia che sta già producendo risultati concreti.

Il contrasto alle frodi nel settore oleario è ormai una sfida strategica che va ben oltre la repressione dei singoli illeciti. Significa difendere la credibilità di una delle produzioni simbolo del Made in Italy, garantire condizioni di concorrenza leale alle imprese che investono in qualità e assicurare ai consumatori che quanto dichiarato in etichetta corrisponda realmente al contenuto della bottiglia.

L’esperienza maturata dall’ICQRF negli ultimi anni dimostra che i risultati più significativi nascono dall’integrazione tra competenze ispettive, innovazione scientifica, analisi dei dati e cooperazione istituzionale. È questa la direzione lungo la quale dovrà continuare a evolversi il sistema dei controlli: sempre più selettivo, predittivo e capace di interpretare le dinamiche del commercio internazionale. Perché le frodi si evolvono con il mercato, e con la stessa rapidità devono evolvere gli strumenti chiamati a contrastarle, se si vuole preservare il valore economico, culturale e reputazionale dell’olio extra vergine di oliva.


Che cos’è l’olio lampante

L’olio di oliva lampante è un olio vergine ottenuto esclusivamente mediante processi meccanici, ma presenta caratteristiche chimiche e organolettiche che non lo rendono idoneo al consumo diretto. Può derivare da olive di scarsa qualità, da frutti deteriorati o da difetti sviluppati durante la raccolta, la conservazione o la trasformazione.

A differenza dell’olio extra vergine di oliva, il lampante non può essere commercializzato come alimento. Prima di poter essere immesso sul mercato deve essere sottoposto a un processo di raffinazione che elimina gran parte dei difetti, per poi essere miscelato con oli vergini o extra vergini e commercializzato come olio di oliva.

La vendita di olio lampante come olio extra vergine costituisce una grave frode commerciale, perché induce il consumatore ad acquistare un prodotto con caratteristiche qualitative e valore economico completamente diversi da quelli dichiarati in etichetta.

Frodi nel settore oleario, cambia il paradigma dei controlli - Ultima modifica: 2026-07-03T11:26:50+02:00 da Barbara Gamberini

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