Olivicoltura, nella formazione serve metodo scientifico

formazione olivicola
Un momento del convegno tenutosi in occasione di Innovazione in campo nei giorni 24 e 25 aprile 2026.
Nel convegno tenutosi in concomitanza con il concorso Forbici d’Oro, dalla potatura alla gestione del suolo, esperti convergono su un approccio scientifico-pratico per sostenibilità, qualità dell’olio e resilienza degli oliveti

Durante le due giornate della 21esima edizione di Forbici d’oro 2026, 24 e 25 aprile 2026, organizzata da Scuola Potatura Olivo G. Pannelli (di seguito Scuola), Edagricole-Tecniche Nuove, Alsia e Regione Basilicata in collaborazione con Amap, svoltosi c/o la cooperativa Rapolla Fiorente di Rapolla (PZ) numerose persone sono accorse il primo giorno per assistere al convegno tecnico-scientifico proposto dalla Scuola. Moderatore del convegno è stato il genetista e direttore di ALSIA, dott. Michele Blasi. Sono intervenuti, Antonio Buccoliero, Antonino Filippo Lonobile (in sost. di Giorgio Pannelli), Barbara Alfei, Raffaele Antonello e in conclusione lo stesso Lonobile. Di seguito un sunto degli interventi.

Il modello della Scuola di potatura Pannelli

Antonio Buccoliero, agronomo e tecnico Alsia, ha introdotto il pomeriggio motivando le scelte di Alsia in totale allineamento con la Scuola, oggetto sul quale si è spesso soffermato, sottolineando il legame storico tra Pannelli e i tecnici di Alsia. Questo stesso legame continua con la Scuola Pannelli e i suoi formatori i quali hanno implementato con le loro conoscenze e le loro esperienze il vaso policonico semplificato, riscoperto, sempre declamato e divulgato in ogni parte d’Italia dallo stesso Pannelli.

Il vaso policonico come concetto, non schema

Antonino Filippo Lonobile, Presidente e Vice-direttore della Scuola di Potatura Pannelli.

Antonino Filippo Lonobile, Presidente e Vice-direttore della Scuola, ha motivato l’assenza di Pannelli sottolineando le scelte di vita che hanno portato Pannelli e Lonobile a creare questa realtà in cui credono fermamente. Lonobile ha ribadito varie volte che senza il lavoro svolto da Pannelli in 45 anni di attività la Scuola non esisterebbe. Lonobile ribadisce nuovamente che il vaso policonico non è una forma di allevamento da copiare ma un concetto da metabolizzare. Mai stanco di essere un Olivo! era il titolo dell’intervento, titolo che esorta le persone ad imitare la resilienza di questo meraviglioso albero.

Biodiversità e scelta varietale strategica

Barbara Alfei, Amap.

Barbara Alfeitecnico AMAP settore olivicoltura e formatore di Scuola potatura Olivo, ha ribadito il valore della biodiversità (Nuove carte ancora da scoprire era il titolo della sua relazione) e degli oli monovarietali, soffermandosi su nuovi aspetti su cui focalizzare l’attenzione in fase di progettazione di nuovi oliveti. Alfei rimarca l’importanza della scelta varietale, con preferenza verso le varietà autoctone, a garanzia della compatibilità ambientale, e la necessità di prevedere idonei impollinatori, sulla base del lavoro effettuato dai gruppi di ricerca del CNR di Perugia e dell’Università di Lille in Francia, relativamente ai due gruppi di incompatibilità (S. Mousavi et Al. , 2026), riportando il caso specifico dell’Ascolana tenera e del Piantone di Mogliano, oggetto di uno specifico progetto Amap.

Oli monovarietali e dati scientifici

La massima espressione della biodiversità olivicola italiana sono gli oli monovarietali, ai quali Amap dedica una specifica Rassegna da 23 anni, per valorizzare le peculiarità compositive e sensoriali degli oli ottenuti da varietà autoctone. L’elaborazione statistica degli oltre 4.500 campioni di 200 varietà presenti in banca dati (www.olimonovarietali.it) consente di evidenziare l’effetto genotipo su profilo sensoriale (in particolare sui sentori varietali), composizione in acidi grassi e contenuto in polifenoli; l’effetto ambiente si evidenzia sul contenuto in acido oleico che, a parità di varietà, vede una diminuzione significativa passando da nord, centro fino a sud dell’Italia; l’effetto annata infine dimostra come i cambiamenti climatici stanno mostrando una progressiva diminuzione del contenuto in acido oleico, più accentuata in varietà come Frantoio e Bosana, meno in Coratina. La Alfei chiude sottolineando il valore delle piante storiche presenti in ogni territorio olivicolo italiano, che consentono di custodire la biodiversità e, insieme a paesaggio, storia, cultura, tradizione e produttore che ci mette professionalità e passione, regalare all’olio di qualità un valore aggiunto, che può essere sintetizzato nel concetto di Terroir.

S-OIL: suolo vivo e sostenibilità integrata

Dal convegno intitolato S-OIL: Dal suolo vivo all’Olio di Valore di Raffaele Antonello, Formatore di Scuola Potatura Olivo si evince che l’olivicoltura deve affrontare, oggi, nuove sfide legate alla sostenibilità economica ed ambientale insieme.

Da un lato, le difficoltà economiche derivanti dagli aumentati costi di manodopera, gasolio, concimi, trattamenti, attrezzature, imballaggi etc.; dall’altro, le difficoltà ambientali connesse ad un depauperamento della sostanza organica degli oliveti, gli effetti del surriscaldamento globale in termini di maggior traspirazione, minor o peggior distribuzione degli eventi piovosi ed aumento di accumuli termici si traducono in un aumento di stress per l’Olivo.

Il ruolo chiave del suolo e del microbioma

Il Suolo rappresenta il primo e più importante elemento su cui agire per migliorare la duplice sostenibilità anzidetta. L’importanza dell’infinitamente piccolo, l’invisibile, ciò che accade dentro al Suolo spesso viene sottostimato o addirittura ignorato. Le simbiosi mutualistiche tra pianta e microrganismi hanno sempre rappresentato una strategia evoluzionistica fondamentale e rappresentano un alleato per l’olivicoltore e per l’ambiente. Un inerbimento composto da specie diverse è il presupposto per un Suolo vivo: è alla base della fertilità, di una maggior ritenzione idrica, di una maggiore capacità di sequestro di carbonio ecc., Un “filo invisibile” lega il Suolo, l’Olivo, le Olive, l’Olio e la salute dell’Uomo. Siamo quello che mangiamo e il microbiota intestinale è anche espressione della qualità dell’Olio che introduciamo. L’Olio di Valore in ultima analisi è un Olio espressione della multifunzionalità dell’Olivo, dalle elevate qualità sensoriali e salutistiche, alleato dell’ambiente e rispettoso della Vita…in tutte le sue forme.

Leggi anche: Microbiota radicale, microbi alleati contro la siccità dell’olivo

Competenze contro modelli impropri

Conclude Lonobile sottolineando l’importanza della Scuola e dei professionisti che ne escono. A seguito del suo report sulle produzioni sempre in diminuzione dal 1965 (Bordiga, Francolini, Franciosa, Morettini, Annali di Olivicoltura, Istituto Centrale di Statistica, Annuari e bollettini di statistica, Ministero dell’Agricoltura, Istat, Masaf) fa notare che la soluzione non è in nuovi impianti “tecnologici” che non tengono conto della longevità degli alberi, ma enfatizza la necessità di professionisti preparati sotto il profilo scientifico - pratico i quali devono essere coscienti dell’importanza del ruolo svolto sul territorio. Alla luce di quanto sempre insegnato da Pannelli e presentato oggi da Alfei e Antonello, chiude ripetendo il titolo della propria presentazione, Se non sei parte della Soluzione, fai parte del Problema!

Olivicoltura, nella formazione serve metodo scientifico - Ultima modifica: 2026-04-30T17:52:34+02:00 da Barbara Gamberini

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