Campionato nazionale di potatura dell’olivo 2026, 21ma edizione

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I potatori che hanno partecipato alla 21ma edizione del campionato di potatura Forbici d'Oro a Rapolla.
Rapolla, al centro dell’olivicoltura nazionale, ha ospitato il 21° Campionato nazionale di potatura dell’olivo, tra competizione in campo, aggiornamento tecnico e strategie di filiera. Focus su innovazione, paesaggio, sostenibilità e difesa fitosanitaria per il futuro dell’olivicoltura italiana

La ventunesima edizione del Campionato nazionale di potatura dell’olivo a vaso policonico Forbici d’Oro, organizzato dalla Scuola di Potatura dell’Olivo diretta da Giorgio Pannelli, segna un passaggio importante per l’olivicoltura lucana. Per la prima volta ospitata in Basilicata, a Rapolla (Potenza), nell’areale del Vulture-Melfese, la manifestazione si è inserita nell’evento “Innovazione in oliveto”, organizzato da Edagricole e dalla rivista Olivo e Olio, confermandosi uno dei principali appuntamenti tecnici del settore a livello nazionale.

Tecnica, tempi e obiettivi produttivi

63 potatori provenienti da tutta Italia si sono confrontati direttamente in campo: 3 piante, 30 minuti e un obiettivo chiaro, impostare una struttura produttiva capace di garantire continuità e qualità nel tempo. Non solo competizione, ma anche momento di confronto tra competenze, modelli di gestione e approcci innovativi alla conduzione dell’oliveto.

Il valore strategico del territorio lucano

La scelta del territorio lucano non è casuale. Il Vulture rappresenta infatti uno dei poli più significativi dell’olivicoltura regionale, dove qualità delle produzioni e identità paesaggistica si intrecciano in modo sempre più strategico.

I vincitori e il segnale dei giovani

Ad aggiudicarsi il titolo è stato Jury Presenti dall’Umbria, seguito da Luca Lancuba e Francesco Rupa. Tra i giovani si è distinto Lorenzo Marino Marini, studente dell’Istituto Tecnico Agrario di Macerata, che ha conquistato anche un significativo nono posto nella classifica assoluta: un segnale importante per il ricambio generazionale.

«Portare in Basilicata un appuntamento nazionale come il Campionato di potatura significa rafforzare un comparto che non riguarda solo gli addetti ai lavori, ma incide sul paesaggio, sull’economia e sulla qualità della vita delle nostre comunità», ha sottolineato Carmine Cicala, assessore alle Politiche agricole della Regione Basilicata.

Aggiornamento tecnico e modello a vaso policonico

Il tema della qualità delle competenze è emerso con forza anche nei due convegni che hanno accompagnato l’evento.

Nel primo, dedicato all’aggiornamento tecnico-scientifico di potatori, tecnici e olivicoltori, è stato ribadito come la forma di allevamento a vaso policonico e una corretta gestione della potatura rappresentino ancora oggi un riferimento fondamentale per garantire equilibrio vegeto-produttivo, sostenibilità e redditività degli impianti tradizionali.

Nel convegno del 25 aprile, invece, l’attenzione si è spostata su una visione più ampia dell’olivicoltura lucana. Mauro Agnoletti, titolare della cattedra Unesco Paesaggi del Patrimonio Agricolo dell’Università di Firenze, ha evidenziato il ruolo dell’olivicoltura come elemento costitutivo del paesaggio storico, sottolineando come il valore culturale e ambientale possa tradursi in una concreta leva economica e sociale per i territori, ambito in cui l’Italia sconta ancora ritardi ma presenta grandi potenzialità.

Politiche regionali e Piano olivicolo

Sul fronte delle politiche, Vittorio Restaino, direttore del Dipartimento delle Politiche Agricole lucane, ha illustrato le linee del Piano Olivicolo Regionale, orientato a rafforzare competitività e sostenibilità attraverso strumenti di sostegno agli investimenti e alla multifunzionalità. Al centro anche la necessità di un cambio di passo culturale lungo tutta la filiera: dalla conoscenza tecnica e di mercato alla costruzione di un sistema più integrato e coeso.

Xylella e difesa fitosanitaria

Spazio anche al tema della difesa fitosanitaria, con l’intervento di Donato Boscia, ricercatore emerito del Cnr, che ha fatto il punto sulla Xylella fastidiosa. Pur in una fase di minore aggressività rispetto agli anni iniziali, resta fondamentale mantenere alta l’attenzione, soprattutto nelle aree indenni, attraverso monitoraggio e prevenzione. In particolare, la gestione agronomica del suolo proprio in questo periodo dell’anno, con lavorazioni mirate, rappresenta uno strumento efficace per contenere al massimo il vettore nelle fasi giovanili quando è meno mobile e non può ancora infettare.

La location, il ruolo della cooperazione e del territorio

L’iniziativa è stata ospitata dall’Oleificio Rapolla Fiorente, cooperativa fondata nel 1968, oggi punto di riferimento per la valorizzazione dell’olivicoltura del Vulture, capace di coniugare tradizione, innovazione e lavoro di comunità sotto la guida del presidente Michele Grimolizzi.

Determinante il ruolo dell’Assessorato regionale alle Politiche agricole e dell’Alsia, che hanno sostenuto e collaborato all’organizzazione dell’evento, confermando un approccio di sistema orientato alla crescita del comparto.

«La qualità delle produzioni nasce dalla qualità delle competenze», ha ribadito Cicala, sottolineando come formazione e trasferimento dell’innovazione rappresentino leve decisive per la competitività.

Tecnica, paesaggio e innovazione

Un messaggio che sintetizza il senso dell’iniziativa: l’olivicoltura del futuro si costruisce a partire dalla tecnica, ma si sviluppa integrando paesaggio, politiche e innovazione.

Campionato nazionale di potatura dell’olivo 2026, 21ma edizione - Ultima modifica: 2026-04-28T10:43:31+02:00 da Barbara Gamberini

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