Ercole Olivario 2026 premia l’eccellenza

ercole olivario 2026
I vincitori di Ercole Olivario 2026.
A Perugia premiate 12 etichette top dell’olio italiano. Qualità, filiera e territori al centro tra Dop/Igp, bio e innovazione del comparto

A Perugia, in Umbria, si sono tenute a fine aprile le premiazioni di Ercole Olivario 2026, prestigioso concorso nazionale riservato alle eccellenze olearie italiane organizzato da Unioncamere Nazionale in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, il Ministero dell’agricoltura, quello del Made in Italy, l’Ice, il Crea, Italia Olivicola e Unaprol e giunto alla sua 34esima edizione.

Si tratta di uno degli appuntamenti più attesi dal sistema olivicolo-oleario italiano che si riconosce nel rigoroso percorso di selezione e nella costante evoluzione del premio ai fini di una completa valorizzazione dell’ecosistema del quale l’olio è la punta di diamante.

In questo contesto rientra anche la scelta non banale delle location che ogni anno ospitano la cerimonia finale e che nel 2026 è caduta sul Teatro Pavone, riaperto in tempi recenti nel centro storico di Perugia. Palcoscenici quindi in grado di suggerire la portata culturale dell’iniziativa e di evocare, oltre a quello produttivo, altri elementi qualificati e qualificanti afferenti ai contesti di tipo ambientale, paesaggistico e turistico.

Politiche e criticità del comparto

Il titolare del Masaf Francesco Lollobrigida ha inviato un videomessaggio nel quale ha celebrato il premio Ercole Olivario “come presidio fondamentale dell’attività di promozione delle eccellenze olearie dei territori italiani”, evidenziando poi per il comparto una serie di provvedimenti “che agiscono in tre diverse direzioni secondo il modello delle tre P vale a dire:

  • la tutela della produzione con misure a sostegno della filiera,
  • la protezione del Made in Italy contro la concorrenza sleale
  • e la promozione del prodotto per metterne in evidenza le caratteristiche distintive di qualità”.

I risultati: etichette, territori e categorie

12 le etichette premiate nelle due distinte categorie in gara, quelle degli extravergine e oli extravergini certificati Dop/Igp. Lazio, Toscana, Puglia, Umbria, Abruzzo, Veneto e Sicilia le regioni che sono salite sul podio al termine di un’annata rivelatasi non semplice e non omogenea sul territorio nazionale.

I produttori premiati.

Categoria evo Dop/Igp

  • L’Oscar per il fruttato leggero è andato al “Sabina Dop” dell’azienda Marcoaldi Roberta di Montelibretti (Roma).
  • Per la categoria fruttato medio, si sono classificati
    1. “Prima Oliva”, Igp toscano della società agricola Campioni di Massa e Cozzile (Pistoia);
    2. “Terre di Bari” Dop di Bitonto dell’azienda Le Tre Colonne di Salvatore Stallone di Giovinazzo (Bari);
    3. il Dop Umbria Marfuga prodotto nella sottozona Assisi-Spoleto a Campello sul Clitunno (Perugia).
  • Nella categoria fruttato intenso ex aqueo per il Puglia Igp della società agricola Fratelli Di Niso di Bisceglie (Brindisi), e il Roma Igp dell’azienda Quattrociocchi Americo di Terracina (Latina).

Leggi anche l’intervista ai F.lli di Niso

Categoria extravergine

  • Il miglior fruttato leggero è stato valutato l’olio biologico cultivar Moraio della Fattoria Ramerino di Bagno a Ripoli (Firenze).
  • Per il fruttato medio i riconoscimenti sono andati
    • al “Crognale” dell’azienda Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti),
    • tallonato da “Unico”, Evo dellazienda biologica Miceli & Sensat di Roccamena (Palermo)
    • e dal “Redoro”, altro bio della Frantoi veneti di Grezzana (Verona).
  • La categoria fruttato intenso ha visto prevalere l’olio “Olivastro” dell’azienda Quattrociocchi di Terracina (Latina) e il “Minì Coratina” dell’Agricola Donato Conserva di Modugno (Bari).

Personaggi di rilievo

Presenti all’evento di premiazione Andrea Prete, presidente di Unioncamere Nazionale, Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e del comitato di coordinamento dell’Ercole Olivario e Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria.

Da sinistra, Giorgio Mencaroni, Andrea Prete e Federico Sisti.

Prete ha sottolineato come nell’occasione “non viene premiata soltanto la qualità della produzione olearia dei territori italiani ma si rende onore alla passione e al lavoro degli olivicoltori che, superando le difficoltà economiche del momento e l’ostacolo di una filiera ancora frammentata, priva di un’adeguata organizzazione dell’offerta e di strumenti efficaci nel sostenere la competitività sui mercati esteri, si confermano come i veri custodi di un prodotto straordinario”.

Mencaroni ha evidenziato il “capillare sistema di selezioni regionali come fase propedeutica alle selezioni nazionali che hanno fatto acquisire all’Ercole Olivario i caratteri di un vero e proprio progetto di sistema volto alla valorizzazione dell’olio come espressione di cultura, identità e civiltà attraverso un programma di attività di promozione e formazione capace di coinvolgere più soggetti e di coprire l’intero arco dell’anno, permettendo alle realtà produttive di fruire di una grande promozione in Italia e all’estero”.

Menzioni e riconoscimenti speciali

Agli oscar alle 12 etichette si sono aggiunte 7 menzioni e premi speciali che confermano quasi in toto la geografica già individuata.

  • Menzione “Biologico” per la sezione Dop/Igp al “Toscano Igp Bio” del Frantoio Franci di Montenero (Grosseto); per la categoria extravergine al “Terracuza” di Giacomo Nieddu di Bolotana (Nuoro).
  • Menzione “Monocultivar” all’olio Dop “Don Gioacchino” di Sabino Leone di Canosa di Puglia (Brindisi); per la categoria extravergine all’olio Gangalupo dell’azienda Agricola Bisceglie Maria di S. Spirito (Bari), entrambi con una monocultivar Coratina.
  • Il premio Amphora Olearia per la miglior confezione è andato al Frantoio Olearius con la bottiglia d’Ercole I Fatica Olio Dop Colline Teatine di Cupello (Chieti).
  • Menzione “Giovane imprenditore” assegnata ai migliori titolari under 40 all’azienda Tedone Biagio di Ruvo di Puglia (Bari).
  • Menzione Impresa Digital Communication all’azienda agricola Donato Conserva di Modugno (Bari) con l’olio “Mimì.
  • Menzione Impresa Donna alle migliori imprese femminili alle Tenute Librandi di Vaccarizzo Albanese (Cosenza). Il riconoscimento “Giorgio Phellas - Turismo dell’olio” è stato assegnato al Vecchio Frantoio Bartolomei di Montecchio (Terni).
  • Assegnata poi la Menzione di Merito “Giorgio Phellas - Turismo dell’olio” al Vecchio Frantoio Bartolomei di Montecchio (Tr), Umbria.

Premio Future-Renisa agli istituti agrari

All’Ercole Olivario sono stati premiati anche gli istituti agrari vincitori della prima edizione della sezione “Future-Renisa”, promossa in collaborazione con Edagricole-Reda e con la Rete nazionale degli istituti agrari e riservata alle produzioni olivicole realizzate nelle aziende annesse alle scuole tecniche e professionali di agricoltura.

Sono risultati vincitori:

  • Istituto Tecnico Agrario “Lotti “Umberto I” (Puglia) con l’Olio Evo “dei Miracoli” (primo classificato);
  • il “Basile Caramia Gigante” (Puglia) con l’Olio Evo “Gigante” (secondo classificato);
  • l’ITI-IPA-ITA “Majorana” (Calabria) con l’Olio Evo “Momena”.

Tra gli obiettivi dell’iniziativa, che pone al centro gli studenti valorizzando l’impegno, la crescita e il talento, quelli della formazione sensoriale e tecnica favorita dal confronto con esperti e panel certificati; l’incentivo all’innovazione e alla sostenibilità attraverso buone pratiche agronomiche e attività di sperimentazione; un collegamento reale con territorio e imprese, per abbracciare l’intera filiera e immaginare il proprio percorso professionale.

Goccia d’Ercole e olive da tavola

A Perugia, sono stati premiati anche i produttori delle due sezioni “satellite” del concorso Ercole Olivario: “Goccia d’Ercole”, dedicata alle piccole produzioni, e quella delle olive da tavola.

Nel primo caso la sezione valorizza realtà produttive di dimensioni contenute,
nel secondo le diverse espressioni delle olive da consumo, lavorate secondo metodi tradizionali e declinate in più categorie.
L’obiettivo è ampliare lo sguardo sull’olivicoltura italiana, includendo produzioni che, per quantità limitate, non rientrerebbero nelle selezioni principali.

11 le aziende premiate con la “Goccia d’Ercole”; 10 invece quelle che hanno ottenuto riconoscimenti per la produzione di olive da tavola.

Da segnalare, infine, una ulteriore novità: a breve, un riconoscimento pure per i frantoiani, figura cruciale della filiera per il perseguimento della qualità.


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Ercole Olivario 2026 premia l’eccellenza - Ultima modifica: 2026-05-06T17:00:22+02:00 da Barbara Gamberini

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