C’è un filo che lega gli oliveti superintensivi dell’Alentejo, le aziende tradizionali del Mediterraneo, i laboratori di ricerca che studiano nuove varietà resistenti al cambiamento climatico e i mercati emergenti che stanno scoprendo il valore dell’olio extra vergine di oliva. Quel filo passerà da Lisbona il 2 e 3 luglio 2026, quando la capitale portoghese ospiterà la seconda edizione dell’Olive Oil World Congress (OOWC), destinato a confermarsi come uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati all’intera filiera olivicola e olearia.
Saranno oltre 250 i professionisti già iscritti, provenienti da più di venti Paesi, chiamati a confrontarsi sulle grandi sfide che attendono il settore nei prossimi decenni. Ricercatori, rappresentanti istituzionali, imprenditori, tecnici e operatori della filiera si ritroveranno presso il Centro Culturale di Belém per discutere di innovazione, sostenibilità, qualità, salute, commercio internazionale e nuovi modelli di consumo.
L’evento arriva in un momento particolarmente significativo per il comparto oleario mondiale. Da un lato, la crescente domanda globale di olio d’oliva continua a espandersi verso nuovi mercati; dall’altro, il settore deve confrontarsi con gli effetti del cambiamento climatico, la gestione delle risorse idriche, la necessità di accelerare la digitalizzazione degli oliveti e le richieste sempre più stringenti dei consumatori in termini di sostenibilità, autenticità e tracciabilità.
Il ruolo strategico del Portogallo
Non è casuale la scelta del Portogallo come sede del Congresso. Negli ultimi vent’anni il Paese ha vissuto una vera rivoluzione olivicola, trasformandosi in uno dei protagonisti della produzione mondiale grazie agli investimenti in innovazione, irrigazione e modernizzazione degli impianti.
Ad aprire ufficialmente i lavori saranno José Manuel Fernandes, ministro portoghese dell’Agricoltura e del Mare, e Jaime Lillo, direttore esecutivo dell’International Olive Council (COI), l’organismo intergovernativo che rappresenta il principale punto di riferimento mondiale per il settore.
La sessione inaugurale sarà impreziosita dall’intervento del ricercatore Fabrice DeClerck, esponente di EAT-Lancet, che affronterà uno dei temi più strategici per il futuro dell’olivicoltura: il ruolo dell’olio d’oliva nei sistemi alimentari sostenibili e nella nutrizione globale.
Dalla biodiversità alla digitalizzazione
Il programma scientifico si presenta particolarmente articolato e ambizioso. Tra i temi centrali figurano l
- a digitalizzazione degli oliveti,
- il miglioramento genetico delle varietà,
- la gestione efficiente dell’acqua,
- la qualità e l’autenticità dell’olio,
- l’economia circolare
- e la sostenibilità ambientale.
Grande attenzione sarà dedicata anche al contributo che l’olivicoltura può offrire nella tutela della biodiversità e degli ecosistemi rurali. Un tema particolarmente attuale in un contesto europeo sempre più orientato verso modelli produttivi capaci di coniugare competitività economica e servizi ambientali.
Tra i relatori portoghesi spiccano
- Carla Inés dell’Istituto Nazionale di Ricerca Agraria e Veterinaria,
- José Alberto Pereira del Politecnico di Bragança, che illustrerà il valore degli oliveti tradizionali come serbatoi di biodiversità,
- Ana Carrilho della Scuola Superiore di Agronomia di Lisbona
- e Gonçalo Moreira di Olivum, che presenterà le prospettive per il riconoscimento dell’olivicoltura come settore strategico della transizione sostenibile.
L’olio incontra la salute e la gastronomia
Uno dei pilastri del Congresso sarà il crescente interesse scientifico verso i benefici dell’olio extra vergine di oliva per la salute umana. Negli ultimi anni numerose evidenze hanno consolidato il ruolo dell’olio come alimento cardine della Dieta Mediterranea, contribuendo ad alimentare una domanda sempre più qualificata da parte dei consumatori.
Accanto agli aspetti nutrizionali, spazio anche alla gastronomia e alla comunicazione. Carlos Fontão de Carvalho, dell’Accademia Portoghese di Gastronomia, analizzerà il peso crescente di chef, ristorazione e cultura gastronomica nelle scelte di acquisto dei consumatori, un fattore sempre più determinante per la valorizzazione degli oli di qualità.
Una piattaforma globale per il futuro dell’olivicoltura
La dimensione internazionale rappresenta uno degli elementi distintivi dell’OOWC. Al Congresso parteciperanno delegazioni provenienti dai principali Paesi produttori e consumatori, tra cui Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Croazia, Tunisia e Stati Uniti, insieme a rappresentanti di università, centri di ricerca, aziende tecnologiche e organizzazioni internazionali.
Accanto alle sessioni tecniche sono previste
- una mostra di poster scientifici,
- degustazioni internazionali di oli provenienti da diversi Paesi
- e una cerimonia di premiazione, iniziative che rafforzeranno il carattere multidisciplinare di un evento pensato per mettere in rete tutti gli attori della filiera.
Oltre il Mediterraneo
Il valore strategico dell’Olive Oil World Congress va oltre la semplice dimensione congressuale. In un contesto geopolitico e commerciale in rapida evoluzione, il settore oleario è chiamato a ridefinire il proprio ruolo all’interno dei sistemi alimentari globali. L’olio d’oliva non è più soltanto un prodotto identitario del Mediterraneo, ma un alimento che si sta affermando come riferimento mondiale per qualità, sostenibilità e benessere.
Per questo il confronto tra ricerca, imprese, istituzioni e mercati assume un’importanza crescente. Lisbona si candida così a diventare, per due giorni, il laboratorio internazionale in cui discutere come produrre, commercializzare e comunicare l’olio del futuro. Una sfida che riguarda non solo i Paesi produttori storici, ma l’intera filiera globale chiamata a coniugare innovazione, competitività e sostenibilità in uno scenario sempre più complesso.
Il messaggio che emerge dal Congresso è chiaro: il futuro dell’olio d’oliva si giocherà sulla capacità di fare sistema, valorizzare la ricerca e costruire una narrazione moderna di un prodotto che continua a rappresentare una delle eccellenze più riconosciute della Dieta Mediterranea nel mondo.





