Etichettatura e registro Sian, chiarimenti per i produttori

registro sian olio
Alcune precisazioni sui soggetti obbligati alla compilazione del registro telematico e sulle diciture apponibili in etichetta riguardanti la campagna di raccolta e la provenienza delle olive

Il registro telematico di carico e scarico dell’olio di oliva istituito con D.M. del 23.12.2013 e poi modificato con D.M. n. 4075 del 08.07.2015 sta diventando sempre di più la base di controllo delle filiera olivicola nazionale.

Dopo diversi anni di uso del registro Sian olio vorremmo segnalare solo alcune questioni aperte che si stanno sempre più concretizzando e che stanno avendo sempre più rilevanza.

Soggetti obbligati

Sono esonerati gli olivicoltori che vendono (o conferiscono) le loro olive a terzi, coloro che commercializzano olio confezionato e etichettato da terzi, coloro che lo detengono solo per la preparazione di conserve, prodotti da forno, condimenti, produzione di energia, coloro che detengono solo olio destinato al consumo familiare (titolare e familiari entro il 3° grado). Tutti gli altri soggetti sono obbligati alla tenuta del registro.

Nulla vale al fine di cui sopra che il produttore agricolo sia in regime di esonero IVA (volume d’affari fino a € 7.000 costituito da almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli…) se l’olio viene ritirato sfuso dal frantoio per vendita anche in parte a terzi vi è l’obbligo di tenuta del registro.

Solo se l’olivicoltore ritira tutto l’olio confezionato ed etichettato dal frantoio non vi è più alcun obbligo.

Indicazione di provenienza per gli oli generici

Solo gli oli di oliva extravergine a denominazione (Igp - Dop) possono fregiarsi della provenienza (provincia, comune, località).

Gli oli extravergini di oliva c.d. generici non possono vantare l’origine e se lo fanno posso incorrere in sanzioni per errore di etichettatura.

Tenete però anche conto che se poi se tale origine non è provata o addirittura è diversa in parte o in toto da quella dichiarata o pattuita si potrebbe addirittura configurare un’ipotesi di reato (515 c.p.).

In un recente controllo da parte degli Organi preposti sul registro Sian Olio si è verificato l’acquisto del 30% delle olive frante insieme a quelle dell’azienda e poi la rivendicazione dell’origine su tutto il quantitativo: quello che è ammesso e consentito dalle leggi fiscali e dall’articolo 2135 c.c. non ha alcune rilevanza su quello che dichiarate in etichetta e che deve corrispondere con le risultanze del registro.

Campagna raccolta: quando la dicitura è ammessa

Solo sull’olio ottenuto da una sola campagna di raccolta può essere messa la dicitura relativa al periodo di raccolta olive.

Per gli oli a denominazione il disciplinare di produzione regola le modalità di indicazione del periodo di raccolta.

Per gli oli extra vergini di oliva generici invece non si può fare alcun riferimento diretto alla raccolta ma, a condizione che l’olio extra vergine di oliva sia sul registro Sian che in orciaia sia diviso da quello di campagne precedenti, è consentito usare esclusivamente la dicitura “Campagna di raccolta olive 2018/2019”. Tutte le altre diciture non sono consentite.

Richiamiamo l’attenzione degli olivicoltori su questo punto in quanto anche le istruzioni operative dell’Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) sono molto chiare e precise: non si possono usare altri termini.

Il Reg. UE 1096/2018 /art.1 punto (1) lett. b) stabilisce che “la campagna di raccolta deve essere indicata …. oppure sotto forma del mese e anno della raccolta, in questo ordine. Il mese corrisponde al mese di estrazione dell’olio dalle olive”.

È quindi importantissimo se volete utilizzare questa seconda modalità che l’olio sia caricato sia nel registro separatamente o comunque in partite formate da lotti di lavorazione (frangitura delle olive) del mese di estrazione che andrete a dichiarare in etichetta.

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