Varietà autoctone nell’interno maceratese

piantone di mogliano varietà di olivo
Frutti di Piantone di Mogliano (foto G. Tassi)*.
Inizia dall’Appennino umbro-marchigiano un nuovo percorso dedicato alla scoperta della biodiversità olivicola, tra territorio, storia, arte e cultura. Da nord a sud dell’entroterra di Macerata, dalla Mignola al Piantone di Mogliano

L’elemento dominante dell’interno maceratese è l’Appennino umbro-marchigiano, costituito in prevalenza da rocce calcaree mesozoiche, che si sviluppa in due dorsali sub-parallele e attraversa le Marche in senso longitudinale ricongiungendosi a sud nel massiccio dei Monti Sibillini. I pendii sono piuttosto ripidi, mentre le superfici sommitali risultano rotondeggianti e sub-pianeggianti. Tra i rilievi e la fascia litoranea c’è un ampio territorio collinare, con pendii lievemente degradanti verso il mare, caratterizzato da terreni di recente formazione, attraversati da corsi d’acqua per la maggior parte disposti perpendicolarmente alla costa. La vicinanza dei rilievi al mare Adriatico, poco profondo e quasi chiuso, la latitudine e la scarsa altitudine delle catene montuose rendono il clima marchigiano complessivamente mite, con inverni brevi e non molto freddi, estati calde e, nei periodi intermedi, una piovosità considerevole. L’altitudine, la distanza dal mare, l’esposizione, l’orografia e le caratteristiche valli perpendicolari alla riviera creano differenti microclimi. Anche la litologia marchigiana si presenta piuttosto varia, per la presenza di calcari, conglomerati di arenarie, marne argille e gessi.

Quattro varietà di olivo per quattro aree distinte

mignola nuova varità di olivo
Frutti di Mignola (foto G. Pannelli)*.

Il territorio dell’interno maceratese può considerarsi diviso in 4 aree, ciascuna individuata da una varietà di olivo prevalente: l’area più settentrionale, rappresentata dal territorio del comune di Cingoli con la Mignola, vede le zone maggiormente olivate sui versanti collinari esposti a Sud ad altitudini che oscillano tra i 300 e i 400 metri, e ad Est ad altitudini che oscillano tra i 200 ed i 340 metri. Scendendo verso Sud, l’area più rappresentativa è intorno a San Severino Marche, con l’Orbetana, dove l’olivicoltura è fortemente integrata con un territorio difficile, pedemontano, a rischio freddo. Ancora più a sud si entra nel territorio della Coroncina, denominato dei “Cinque Comuni” (Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetro- na) a seguito di apposito progetto, dove l’olivicoltura occupa la porzione centrale dell’entroterra maceratese allungato in senso Nord Sud e si estende alle pendici della dorsale umbro-marchigiana. Il Chienti, principale fiume che attraversa i “Cinque Comuni”, nel suo medio corso ha visto la costruzione dell’invaso artificiale del lago di Caccamo che ha modificato in modo abbastanza vistoso sia il corso del fiume che l’assetto del bacino idrografico. E proprio intorno al lago, con il clima mitigato e i terreni calcarei, si trova massima parte della olivicoltura locale.

Proseguendo ancora verso sud si entra nella patria del Piantone di Mogliano, che prende il nome dal Paese da cui si è originato; le piante di olivo tappezzano in modo discreto le colline di tutta la provincia di Macerata, fino ad arrivare alle aree più interne, ad altitudini anche superiori ai 600 m s.l.m. e, negli ultimi anni, in tutta la regione […].

*Schede varietali consultabili sul sito www.assam.marche.it: dati analitici e profili sensoriali su www.olimonovarietali.it.

 

Leggi l’articolo completo su OlivoeOlio n. 5/2018

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