Concimare l’olivo

concimazione olivo
Olivi coltivati in asciutto: se l’umidità nel terreno è scarsa bisogna evitare di somministrare concimi inutilmente in quanto gli elementi non riescono ad essere assorbiti per via della carenza idrica.
Alcuni semplici criteri per migliorare l'assorbimento degli elementi nutritivi e la concimazione dell'oliveto riducendo sprechi e rischi di contaminazione ambientale

Concimare significa reintegrare gli elementi nutritivi utilizzati dall’albero per la crescita dei suoi organi ed asportati dal suolo, per esempio, con la raccolta o con la potatura. La pratica della concimazione dell’olivo è semplice nell’esecuzione, ma in realtà racchiude aspetti di notevole complessità frutto dei tanti fattori in gioco e delle relative interazioni che possono vanificare o ridurre l’efficienza degli apporti di elementi. Vi è poi da considerare che dei 17 elementi indispensabili per l’albero, ciascuno svolge dei ruoli specifici con proprie dinamiche di assorbimento e trasporto, che rendono ancora più complicato il quadro complessivo.

I fabbisogni della coltura

Innanzitutto, i fabbisogni dell’albero variano a seconda dell’elemento, dello stadio di sviluppo dell’albero, della fenologia e delle condizioni ambientali e quindi il piano di concimazione dell’olivo dovrebbe tener conto delle diverse necessità.

Azoto (N), fosforo (P) e potassio (K) sono assorbiti in maggiori quantità, ma mentre il primo è molto mobile nel suolo, gli altri due lo sono poco. Vi è poi una serie di altri elementi (calcio, magnesio, manganese, ferro, boro, zolfo, zinco, rame, molibdeno) presenti nei tessuti della pianta in piccole concentrazioni o addirittura in tracce, ma che in ogni caso svolgono funzioni indispensabili per il metabolismo e la crescita. L’insieme di questi elementi rappresenta comunque solo il 5% della sostanza secca dell’olivo poiché il rimanente 95% è costituito da carbonio, ossigeno e idrogeno.

La crescita e la produttività dell’olivo rispondono alla concentrazione di nutrienti secondo un andamento dapprima crescente poi stabile. Vi è un intervallo ottimale in cui si ha il massimo della crescita e della produzione, mentre al di fuori di esso si registrano diminuzioni dovute a carenze o eccessi di elementi minerali.

La somministrazione di un determinato elemento porterà a degli incrementi di produzione se inizialmente l’albero era deficitario ma, una volta raggiunto il livello ottimale, ulteriori apporti determineranno o uno spreco in assenza di risposta o problemi di tossicità per eccesso di concimazione.

Si tenga conto che, frequentemente, la carenza o l’eccesso di un elemento non dà luogo a sintomi visibili per cui solo l’analisi dei tessuti può consentire la diagnosi precoce di uno stato di nutrizione sub-ottimale.

L’assorbimento degli elementi minerali

L’assorbimento dipende dalle condizioni del suolo. Condizioni di carenza idrica severa riducono di molto l’assorbimento pur in presenza di adeguate concento trazioni degli elementi nel terreno. Pertanto, durante lunghi periodi di siccità la concimazione al suolo è poco efficace.

Inoltre, siccome l’assorbimento di nutrienti da parte delle radici fini richiede energia, una bassa concentrazione di ossigeno nel terreno, frequente in suoli compatti, argillosi, poco drenati, blocca l’assorbimento degli elementi.

Infine, elementi quali azoto, calcio, zolfo, boro entrano nella pianta che traspira, perciò se il tasso di traspirazione è modesto l’assorbimento di nutrienti sarà limitato.

Leggi l’articolo completo pubblicato su Olivo e Olio n. 3/2019

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Concimare l’olivo - Ultima modifica: 2019-05-24T13:05:59+00:00 da Barbara Gamberini

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