Il futuro della filiera verso l’economia circolare

economia circolare nella filiera olearia
Le molecole organiche, che rendono gli scarti di produzione dell’olio un rifiuto difficile e costoso da gestire, sono le stesse che, per le loro proprietà chimiche e biologiche, concorrono a diventare una vera e propria risorsa

L’economia è per definizione un sistema dinamico, in grado di adattarsi e di orientare profondamente lo sviluppo dei mercati. I modelli economici sono pertanto soggetti alla pressione di processi evolutivi i cui risultati possono essere inattesi rispetto alle premesse, determinando scenari completamente nuovi e innovativi. In questo contesto di puro dinamismo nasce la nuova visione della Economia Circolare, una economia in cui il prodotto e il processo devono essere, in ultima analisi, il risultato del recupero e della valorizzazione dei reflui e degli scarti ad essi associati. Come vedremo, l’applicazione del modello della Economia Circolare alla produzione dell’olio extra vergine di oliva rappresenta una grande opportunità di crescita e di rinnovamento per il settore, in grado di rendere ulteriormente attuale un prodotto di alta qualità tramite la creazione di nuovi processi produttivi e di nuove opportunità di sviluppo. Il tema centrale di questo rinnovamento circolare è di per sé di semplice comprensione ed è noto da tempo agli operatori. La produzione dell’olio extra vergine di oliva è associata alla produzione di reflui (solidi e liquidi) caratterizzati da una elevata concentrazione di sostanze organiche prodotte dal metabolismo secondario della pianta. Queste sostanze organiche sono in gran parte chimicamente stabili e recalcitranti alla biodegradazione, e pertanto sono in grado di causare un inquinamento non trascurabile se sversate e rilasciate nell’ambiente senza un adeguato trattamento.

economia circolare nella filiera olearia
Alcune delle molecole organiche bioattive presenti nei reflui di lavorazione elaiotecnica già presenti sul mercato degli integratori nutraceutici e degli alimenti funzionali.

Per molto tempo tutto questo ha significato, e significa in parte tuttora, una limitazione normativa per la gestione dei reflui oleari in funzione del loro carico organico, associata alla presenza di costi aggiuntivi per le operazioni trattamento. Una spesa che spesso incide in modo importante sulla gestione economica delle aziende elaiotecniche e di conseguenza sul costo del prodotto finale, destinato a confrontarsi con un mercato aggressivo e altamente competitivo. L’Economia Circolare considera questo scenario, apparentemente caratterizzato da una forte connotazione negativa, come una nuova risorsa economica. Tutto ciò che determina i costi aggiuntivi, e in particolare la presenza dei composti organici recalcitranti nei reflui di lavorazione, diviene nel modello della Economia Circolare una risorsa ad alto valore aggiunto. Una risorsa spendibile facilmente in diversi e consolidati mercati economici, tra i più ricchi attualmente esistenti sia a livello nazionale che internazionale, per intenderci quelli della farmaceutica, cosmeceutica, nutraceutica e cosmetica.


Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, Università della Tuscia, Viterbo


Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 4/2018

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