Olive Peranzana, dal Foggiano alla conquista del mondo

olive peranzana
Olivi secolari di Peranzana, nell'Alto Tavoliere foggiano
Varietà a duplice attitudine dell’Alto Tavoliere, mostra grosse potenzialità di mercato, non solo per l’olio extra vergine di alta qualità, ma anche per le ottime olive da tavola

Illustrare le potenzialità di mercato delle olive di Peranzana, varietà foggiana a duplice attitudine, e le operazioni di marketing atte a incrementare la competitività non solo del suo olio extra vergine ma anche delle sue olive da mensa. È stata questa la finalità di un webinar organizzato dall’Associazione la Peranzana di Torremaggiore (Foggia) e rientrante nel progetto divulgativo “La Peranzana, olivo a duplice attitudine”, sviluppato con l’Università di Foggia e finanziato dal Psr 2014-2020 della Regione Puglia Misura 1 “Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione” Sottomisura 1.2 “Sostegno ad attività dimostrative e di informazione”.

Peranzana, varietà tipica dell’Alto Tavoliere

Olivo Peranzana
Maestoso olivo di Peranzana

La Peranzana, varietà tipica dell’Alto Tavoliere, dove pare sia stata introdotta dalla Provenza (da cui il nome), occupa una superficie di circa 10.000 ettari, coltivati da 6.700 aziende olivicole, con una superficie media di 1,5 ha, e comprende circa 6,8 milioni di piante. La produzione media annua è di 250.000 quintali di olive per olio e di 30.000 quintali di olive da tavola. Attualmente le olive da tavola vengono commercializzate per il 50-60% come prodotto fresco (a grossisti, cooperative, trasformatori, ecc.), per il 20-25% come semilavorato, per il 15-20% (5.000-6.000 quintali) come prodotto confezionato, a marchio, e mediante vendita diretta (dettaglio, Grande distribuzione organizzata, private label, export, ecc.).

Le ragioni per puntare sulle olive di Peranzana

Peranzana duplice
La Peranzana è una varietà a duplice attitudine

«L’intento dell’Associazione la Peranzana – ha introdotto il suo presidente, Matteo Aldo Circella – è lavorare per sfruttare in pieno la duplice attitudine della Peranzana. Da un lato migliorare la qualità e la valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva, dall’altro passare da una produzione di olive da mensa come sottoprodotto della coltivazione per l’olio negli anni di scarica a una produzione costante ogni anno».

La volontà di puntare sulle olive da mensa nasce da precisi presupposti: la crescita costante del mercato, per domanda e offerta, e una produzione italiana media di circa 62.000 t, non in grado di soddisfare il fabbisogno del mercato interno, che ne importa 100.000 t e ne esporta 40.000 t. «È una opportunità di diversificazione produttiva e commerciale, che richiede però scelte precise: passare a una produzione specifica e costante tutti gli anni e trasformare vecchi oliveti da olio o impiantarne nuovi. In tale prospettiva – ha suggerito Circella – stiamo studiando, in collaborazione con l’Università di Foggia, tecniche colturali specifiche, cure particolari per la difesa, tecniche e attenzioni particolari per la raccolta, buone prassi e tecnologie innovative per la trasformazione, approcci specifici al mercato da mensa».

Olive Peranzana
Il mercato delle olive da tavola è in crescita, ma occorre valorizzare l'offerta

Aumentare l’offerta
di olive Peranzana di alta qualità

Per aumentare l’offerta di un prodotto di alta qualità, ha sostenuto Michele Seccia, docente dell’Università di Foggia, «è prioritario garantire formazione agronomica agli olivicoltori e assistenza tecnica ai trasformatori e alzare il livello quantitativo e qualitativo del prodotto, in modo da ridurre le importazioni.

Occorre poi valorizzare l’offerta sia con attività di informazione, ad esempio su caratteristiche nutrizionali e usi/ricette, e di promozione verso i consumatori, sia con la destagionalizzazione dei consumi.

Strategie vincenti di commercializzazione

Peranzana olive varie
Il mercato delle olive da mensa è difficile. Il professor Prosperi dell'Università di Foggia ha dato consigli per affrontarlo al meglio

Nell’approccio a strategie vincenti di commercializzazione, diversi, ha sottolineato Maurizio Prosperi, docente dell’Università di Foggia, sono i punti di vista dei produttori (olivicoltori e trasformatori), dei consumatori (famiglie e ristoratori), degli ingegneri logistici (che si occupano di trasporti, conservazione e magazzino) e dei buyer (importatori, grossisti, Grande distribuzione organizzata).

«Gli agricoltori sono interessati a recuperare subito i costi, vendendo tutto quanto prima possibile, a ridurre i costi, ad esempio con la meccanizzazione, a semplificare le operazioni, ad avere rapporti commerciali con pochi acquirenti. Invece i consumatori cercano un prodotto affidabile, puntando sul brand, confezioni piccole, scadenza lunga, prezzo ragionevole, facile reperibilità, ad esempio per l’alta fascia. Infine gli acquirenti commerciali cercano aziende affidabili (che ad esempio abbiano l’ISO 9000) e chiedono loro prontezza nella gestione dei problemi, prodotti disponibili per tutto l’anno, con un magazzino ben pieno, comunicazioni semplici, efficaci e in tempo reale, tempestività nelle spedizioni e, naturalmente, spedizioni ben impostate in cartoni, pallet, container. A un’azienda che voglia entrare nel mercato nelle olive da mensa raccomando di investire nel capitale umano e nel capitale relazionale, di imparare dai concorrenti più bravi, di ascoltare, comunicare e agire in modo professionale, di scegliere un mercato e impegnarsi finché avrà successo e poi, una volta raggiunto il successo, di continuare a investire per migliorare il servizio».

Olive Peranzana, dal Foggiano alla conquista del mondo - Ultima modifica: 2020-11-12T10:36:49+01:00 da Giuseppe Sportelli

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