Olivicoltura lucana, nuove opportunità con Igp e biologico

olivicoltura lucana
Olivi a Ferrandina (Mt)
Per l’Organizzazione dei produttori olivicoli lucani sono due strumenti importanti per dare reddito e futuro al comparto olivicolo-oleario della Basilicata

Bando Psr Misura 11 “Agricoltura biologica” annualità 2021 e Igp “Olio Lucano”. Sono queste le nuove opportunità per lo sviluppo dell’olivicoltura lucana, questi gli strumenti per chi, in Basilicata, voglia avvicinarsi al mercato dell’olio extravergine di oliva in maniera innovativa e propositiva.

È sulla base di queste considerazioni che l’Organizzazione dei produttori olivicoli lucani (Oprol), prima Op olivicola lucana con circa 2.500 soci, ha organizzato un webinar per evidenziare l’importanza di queste opportunità per il comparto olivicolo-oleario regionale e illustrare le modalità di adesione.

Igp “Olio Lucano”, conquista dell’olivicoltura lucana

«In Basilicata il comparto olivicolo-oleario è stato sempre considerato marginale rispetto al cerealicolo, al frutticolo e anche a quello vitivinicolo – ha introdotto il direttore dell’Oprol Paolo Carbone –. Ebbene, l’Igp e il bando Psr possono contribuire a qualificarlo, ad aprirgli nuovi orizzonti produttivi e nuovi spazi di mercato.

È vero che la Basilicata non offre le quantità di Puglia e Calabria, ma può garantire una qualità di alto livello, ed è proprio su questo fronte che dobbiamo impegnarci sempre di più. L’Igp e il biologico vanno esattamente nella direzione della qualità».

L’Igp, in particolare, è un traguardo importante da valorizzare, il risultato di un lavoro durato 30 anni. «Non è l’Igp che volevamo. È una Igp dalle maglie della qualità troppo larghe, ma dobbiamo lavorare per migliorare tale qualità. Adesso dobbiamo costituire un consorzio di tutela fatto di produttori che abbiano veramente interesse a qualificare l’offerta e spingere i produttori, anche piccoli e medi, a fare massa critica, senza lasciare l’Igp nelle mani di qualche grosso produttore. Dobbiamo essere onesti, leali verso i consumatori e offrire loro il prodotto che si aspettano, un prodotto di elevata qualità, che si distingua e si faccia apprezzare sul mercato, non solo nazionale». Le procedure per il riconoscimento della certificazione Igp “Olio Lucano” sono state illustrate da Milva Pinnola di Agroqualità, organismo di controllo della stessa Igp.

Biologico, opportunità per fare reddito

bio lucanoIl biologico è una opportunità per fare reddito, ha sottolineato Antonio Langerano, responsabile tecnico di Oprol.

«La Misura 11 “Agricoltura biologica” comprende due Sottomisure: 11.1: Introduzione al metodo della produzione biologica e 11.2: Mantenimento di pratiche di produzione biologica. Il suo obiettivo è sostenere l’introduzione in azienda del metodo di produzione biologico, come definito dai Regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008, e sostenere il mantenimento del metodo laddove sia stato già adottato.

La dotazione finanziaria è di 60 milioni di euro. Beneficiari sono gli agricoltori attivi e le associazioni di agricoltori. L’aiuto viene corrisposto sulla base degli ettari oggetto di impegno e delle colture praticate. La durata del periodo di impegno è fissata in tre anni di adesione, a partire dal 15 maggio p.v. Per l’annualità 2021 la scadenza per la presentazione delle domande è il prossimo 17 maggio. Per l’olivicoltura è previsto un pagamento di 695,00 €/ha/anno per la Sottomisura 11.1 e di 624,00 €/ha/anno per la Sottomisura 11.2».

Olivicoltura lucana, nuove opportunità con Igp e biologico - Ultima modifica: 2021-04-19T11:59:13+02:00 da Giuseppe Sportelli

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