Attacchi di cicloconio negli uliveti

cicloconio
L’eredità di un inverno mite

L’autunno e inverno del 2015, caratterizzati da temperature miti e da prolungati periodi umidi e piovosi, hanno portato gli uliveti a manifestare discreti attacchi di cicloconio, meglio conosciuto come occhio di pavone. La malattia, la più comune dell’olivo, è causata dal fungo Spilocaea oleaginea. Il patogeno parassitizza quasi esclusivamente la specie Olea europea, sviluppandosi sotto la cuticola superiore delle foglie.

 

L’infezione

Le colonie del fungo proliferano abbondantemente in presenza di periodi prolungati di bagnatura o comunque in atmosfera satura di acqua, e diminuiscono la loro vitalità al ridursi della umidità relativa fino ad annullarsi già con valori del 98%. Una volta germinato il conidio, organo di diffusione secondario della malattia, penetra nei tessuti fogliari allorquando la durata della bagnatura supera almeno le 14 ore. A partire da questo momento l’infezione attraversa una fase di latenza, nella quale la cuticola esterna della foglia viene degradata mentre il fungo invade la epidermide fino a raggiungere cuticola interna sviluppandosi parallelamente alla superficie fogliare. In questa fase, le infezioni si possono rendere manifeste se si immerge la foglia in una soluzione di carbonato di sodio al 5% a temperatura ambiente per un periodo di 25-35 minuti. Trascorso tale periodo appariranno sulla foglia le macchie circolari di colore brunastro caratteristiche della malattia.

 

La diffusione

Proprio per le condizioni climatiche favorevoli al patogeno caratterizzate da piogge e da alta umidità relativa, la primavera e l’autunno sono proprio, nei nostri areali olivicoli, i momenti di maggior rischio infettivo. I conidi del fungo vengono diffusi dagli schizzi di pioggia, dal vento e, talvolta anche dagli insetti. È importante sapere che i conidi presenti sulle foglie cadute a terra non rappresentano una fonte di inoculo, in quanto si devitalizzano rapidamente.

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