Il premio a un albanese per olive made in Italy

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L'olio extravergine dell'azienda Belollari
La passione ha guidato Ertan Belollari dall’Albania in Italia, a Pontedassio (Im). Sui campi delimitati da muretti a secco di pietra coltiva oliva taggiasca e produce olio extravergine monocultivar: amore a prima vista

È partito come clandestino ed è riuscito a conquistare la statuetta dell’Expo 2015, sì quell’ambito oscar che viene riconosciuto a chi dimostra di “saper fare”.
Davvero singolare che un albanese giunto in Italia come irregolare, appunto, balzi agli onori delle cronache per essere salito sul palco dell’esposizione universale, prescelto fra coloro che con la loro attività simboleggiano il Made in Italy di qualità.
Eppure Ertan Belollari ha rappresentato a Milano il saper fare della Liguria come “l’uomo che parla agli ulivi”. «È questa la motivazione con cui sono stato selezionato. Nel mio lavoro ci metto passione e alla fine sono stato premiato».
Coltiva taggiasca, è stato selezionato come produttore di olive e, dall’ultima campagna, forte anche della spinta dell’Expo, ha cominciato a fare olio extravergine monocultivar. «Era il mio sogno avere una mia etichetta, finalmente l’ho realizzato. Per ora posso produrre solo 10 q di olio per questioni di imbottigliamento, in questo locale e in poco spazio non ne posso imbottigliare di più. Ma sono ottimista, se andrà bene un giorno potrò pensare di aumentare la produzione. Quest’anno abbiamo fatto un olio eccezionale in un’annata eccezionale. Spero di conquistare fiducia e clienti così che pian piano cresca la richiesta del mercato».
La storia di Belollari all’inizio è come quella di tanti altri che rischiano la vita per cercare lavoro e inseguono il miraggio di un mondo migliore. Originario di un paesino vicino a Pogradec, nell’entroterra, su un lago che si divide tra l’Albania e la Macedonia, Ertan è cresciuto in una famiglia di agricoltori che coltivavano orto, grano e granoturco. I raccolti erano di proprietà delle cooperative del regime di allora che lasciava agli agricoltori i prodotti per il sostentamento familiare. Nel ’90 vi fu la suddivisione dei terreni e alla famiglia Belollari toccarono 4-5mila m2 di terreno. Troppo poco per uscire da una condizione che da sempre era stata di povertà.
«Dopo aver fatto il militare, decisi che volevo andarmene, non riuscivo a trovare un lavoro, quello dei miei genitori non era redditizio per poter mantenere tutti noi, ho anche tre sorelle. Così mi misi in contatto con uno zio che era già in Italia e faceva l’olivicoltore vicino a Imperia. Feci la traversata su uno di quei terribili gommoni, la paura è stata tanta, ma sono stato fortunato. Quando sono arrivato qui, a Pontedassio, ho trovato solidarietà da parte di tutti e lo zio mi ha insegnato il mestiere».

Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 3/2016 L’Edicola di Olivo e Olio

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