Il mercato dell’olio extravergine di oliva si trova in una fase di marcata instabilità, caratterizzata da una contrazione dei prezzi all’origine dopo i livelli record registrati nel biennio 2023-2024. La flessione ha determinato un rallentamento delle contrattazioni, incidendo sull’operatività della filiera.
A lanciare l’allarme è Unapol, che richiama con forza la necessità di un cambio di passo: fare sistema, rafforzare i controlli e intervenire a livello europeo per evitare che il peso della volatilità ricada ancora una volta sui produttori.
Sostenibilità economica della filiera olivicola
La riduzione dei prezzi impatta sulla sostenibilità economica di produttori e frantoiani, in un contesto segnato da costi di produzione elevati. La struttura frammentata del sistema olivicolo nazionale, composta prevalentemente da aziende di piccola dimensione, amplifica le criticità nella gestione dei margini, pur a fronte di standard qualitativi elevati.
Rilevazione prezzi e pratiche di mercato
Tra le priorità indicate emerge il rafforzamento dei sistemi di rilevazione dei prezzi lungo tutta la filiera, a partire dalla materia prima. Parallelamente, si evidenzia la necessità di intensificare il monitoraggio delle pratiche commerciali e di sviluppare modelli di analisi del rischio per contrastare eventuali distorsioni di mercato.
«La contrazione dei prezzi impatta in modo significativo sulla sostenibilità economica degli operatori», sottolinea Tommaso Loiodice, evidenziando come la qualità riconosciuta dell’olio italiano non sia sufficiente, da sola, a garantire redditività lungo tutta la filiera.
Quadro normativo e interventi richiesti
Il riferimento normativo include il divieto di vendita sottocosto previsto dal D.Lgs. 198/2021, la cui applicazione risulta tuttavia limitata dall’assenza di una definizione condivisa del costo di produzione. In questo contesto, si sollecitano interventi a livello europeo e l’attuazione delle misure previste dal Piano Olivicolo Nazionale, con particolare attenzione agli accordi di filiera.
Tracciabilità e trasparenza di filiera
Il rafforzamento dei controlli sulla tracciabilità rappresenta un elemento chiave per garantire trasparenza lungo la catena del valore, tutelando sia gli operatori sia il consumatore finale. La corretta formazione del prezzo resta un nodo centrale per l’equilibrio del mercato.
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Un settore stretto tra mercato e geopolitica
A complicare ulteriormente il quadro intervengono le tensioni internazionali. Le guerre in atto e le dinamiche geopolitiche stanno spingendo verso l’alto i costi delle materie prime, incidendo pesantemente sui bilanci delle aziende agricole. Un fattore esogeno che amplifica le fragilità interne del comparto e rende ancora più urgente un’azione coordinata.
Il messaggio che arriva dal mondo olivicolo è netto: non si tratta di una fase congiunturale, ma di un passaggio che impone scelte strategiche. Senza una visione condivisa e interventi strutturali, il rischio è quello di assistere a un progressivo indebolimento di uno dei simboli più identitari dell’agroalimentare italiano.
Fare sistema non è più uno slogan, ma una condizione necessaria. Perché dietro ogni bottiglia di extravergine non c’è solo un prodotto, ma un patrimonio economico, culturale e territoriale che l’Italia non può permettersi di perdere.
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