Sequestrate 60 tonnellate di olio tunisino spacciato per extravergine italiano

I controlli al porto di Palermo hanno accertato che il prodotto, proveniente dalla Tunisia e destinato a un oleificio calabrese, era stato dichiarato come extravergine nonostante il difetto di rancido

Sessanta tonnellate di olio d'oliva proveniente dalla Tunisia e dichiarato come extravergine sono state sequestrate al porto di Palermo dalla Guardia di finanza, dal personale dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli e dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf). L'operazione ha portato alla denuncia di un imprenditore calabrese con l'accusa di falso ideologico e frode alimentare.

L'autobotte viaggiava a bordo di una nave partita da Tunisi e, dopo lo scalo nel porto di Palermo, era destinata a raggiungere un oleificio della provincia di Reggio Calabria.

Durante i controlli documentali, i militari del Gruppo della Guardia di finanza di Palermo e il personale di Adm e Icqrf hanno riscontrato alcune irregolarità. L'olio era infatti dichiarato come extravergine, ma le analisi avrebbero accertato che si trattava di olio di oliva vergine, a causa della presenza del difetto organolettico classificato come "rancido".

Secondo gli investigatori, la falsa classificazione avrebbe consentito un profitto illecito superiore a 300 mila euro attraverso la commercializzazione del prodotto come extravergine.

A commentare l'operazione è stato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: «Oggi abbiamo lanciato un messaggio chiaro con gli operatori del settore olivicolo: la tolleranza è zero per chi infrange le leggi e vuole trarre in inganno chi acquista».

Sequestrate 60 tonnellate di olio tunisino spacciato per extravergine italiano - Ultima modifica: 2026-07-15T10:22:20+02:00 da Redazione Olivo e Olio

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