L’evoluzione della difesa nell’oliveto

difesa oliveto

Venti anni sono tanti, ma a guardar bene, almeno nel settore della difesa fitosanitaria in olivicoltura, non è poi un periodo così esteso considerando che, rispetto ad altre filiere, i cambiamenti, Xylella fastidiosa a parte, non sono stati molti sia per quanto riguarda le emergenze fitosanitarie, sia per quanto concerne le innovazioni messe in atto per gestirle. D’altra parte, in agricoltura come in altri settori, l’innovazione richiesta come quella realizzata dipendono non di rado dall’importanza economica della filiera produttiva e del comparto in seno alla filiera. Volendo osservare più da vicino l’evoluzione della difesa, è utile separare le problematiche fitosanitarie dall’evoluzione della ricerca di settore e dei mezzi e metodi di protezione biologica e integrata.

Le principali tematiche fitosanitarie, che in questi quattro lustri hanno caratterizzato in Italia lo scenario della coltivazione dell’olivo per la produzione di drupe da olio e da mensa, sono rimaste primariamente quelle della mosca delle olive Bactrocera oleae (Diptera Tephritidae) fra i fitofagi, e quella dell’occhio di pavone Spilocaea oleagina (Venturiales Venturiaceae), tra gli agenti patogeni.

A queste si sono affiancate, e talvolta sostituite per importanza a livello locale: il liotripide Liothrips oleae (Thysanoptera Phlaeothripidae), il cotonello Euphyllura olivina (Hemiptera Psyllidae), la cocciniglia tubercoliforme Pollinia pollini (Hemiptera Cerococcidae), la cocciniglia mezzo grano di pepe Saissetia oleae (Hemiptera Coccidae), la parlatoria Parlatoria oleae (Hemiptera Diaspididae), la tignola Prays oleae (Lepidoptera Praydidae), la piralide Palpita vitrealis (Lepidoptera Crambidae), il rodilegno giallo Zeuzera pyrina (Lepidoptera Cossidae), il moscerino suggiscorza Resseliella oleisuga (Diptera Cecidomyiidae), il rinchite Rhodocyrtus cribripennis (Coleoptera Rhynchitidae) tra i fitofagi; e l’agente della rogna Pseudomonas savastanoi pv. savastanoi (Pseudomonadales Pseudomonadaceae), l’agente della verticilliosi Verticillium dahliae (Glomerellales Plectosphaerellaceae), la cercospora Mycocentrospora cladosporioides (Capnodiales Mycosphaerellaceae), l’agente della lebbra Colletotrichum spp. (Glomerellales Glomerellaceae), fra i patogeni.

Problematiche a sé stanti sono rappresentate da Dasineura oleae (Diptera Cecidomyiidae), che negli ultimi anni soprattutto in Emilia Romagna e in Toscana ha sorpreso ricercatori, olivicoltori e tecnici per il suo passaggio da curiosità entomologica a preoccupante galligeno fogliare, e la infinitamente più temuta e dannosa Xylella fastidiosa subsp. pauca (Xanthomonadales Xanthomonadaceae) che, segnalata per la prima volta nel Salento e in Europa, nell’ottobre 2013, da allora imperversa in Puglia e costituisce una grave minaccia per l’intera olivicoltura nazionale e circummediterranea.

L’articolo completo è pubblicato sullo Speciale 20 anni di Olivo e Olio

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