Evootrends: in olivicoltura occorre ricambio generazionale

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Solo il 5% delle aziende è gestito da olivicoltori sotto i 40 anni. Perciò, secondo il presidente di Unaprol, David Granieri, agricoltura di precisione e percorsi formativi sono fondamentali per il ricambio generazionale. Ma occorre anche far conoscere di più il valore della qualità

Per invertire la rotta del declino dell'olivicoltura italiana e imprimerle forza occorre un ampio ricambio generazionale che poggi su agricoltura di precisione e percorsi formativi innovativi e valorizzi la qualità, impegnandosi per farla conoscere, poiché oggi almeno metà dei consumatori italiani non la conosce e non l’apprezza. È l’indicazione operativa emersa nell’edizione 2021 di Evootrends, l’evento dedicato alla filiera olivicola organizzato da Unaprol e Fiera Roma.

Granieri a Evootrends 2021: «In olivicoltura occorre il ricambio generazionale»

David Granieri
David Granieri

Attualmente solo il 5% delle aziende olivicole è gestito da olivicoltori sotto i 40 anni e per ogni giovane olivicoltore ce ne sono dieci sopra i 65 anni: occorre perciò invertire la rotta e puntare su qualità, formazione e innovazione per dare un futuro all’olivicoltura italiana, ha dichiarato a Evootrends 2021 il presidente di Unaprol, David Granieri.

Si tratta di un allarme basato sui dati Ismea sul comparto, che hanno spinto Granieri a chiedere un impegno comune di tutta la filiera olivicola per rilanciare la produzione.

«L’olivicoltura, già sofferente per una elevata frammentazione, con una dimensione aziendale media pari a 1,8 ettari, sconta un lento ricambio generazionale che inevitabilmente coincide con una scarsa propensione all’innovazione. Invece sia l’agricoltura di precisione sia percorsi formativi costruiti per le imprese e improntati sulla ricerca della qualità potrebbero facilitare l’avvicinamento dei giovani al comparto olivicolo. In tal senso, Unaprol ha già messo a disposizione dei propri soci una piattaforma dedicata per lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie adatte all’olivicoltura».

Ma sono necessari interventi strutturali da parte del governo che rendano appetibile investire in olivicoltura, ha suggerito Granieri. «Attraverso la Pac e il Pnrr, il Mipaaf avrà l’occasione di pianificare una strategia a lungo termine che consenta di rinnovare gli impianti e i modelli agronomici, puntando sulla qualità delle nostre produzioni».

Nuove tecnologie per avvicinare i giovani all’olivicoltura

Fondamentale sarà puntare sull’innovazione tecnologica per avvicinare i giovani all’olivicoltura, ha perciò sottolineato a Evootrends il presidente di Unaprol. «Le imprese che hanno puntato su agricoltura di precisione e tecnologia per la qualità sono quelle che hanno vinto la sfida dei mercati e si sono rinnovate anche nella conduzione e gestione. Abbiamo il dovere di lavorare per alzare ancora di più il livello qualitativo del nostro prodotto e ritagliarci fette di mercato che possano invogliare i giovani ad avvicinarsi alla produzione di olio extravergine d’oliva. Puntando sulla grande qualità italiana e sull’innovazione tecnologica potremo finalmente ridimensionare le pratiche sleali che consentono agli oli borderline comunitari ed extracomunitari di invadere i nostri scaffali».

Italia prima per consumi, ma 50% Italiani ignora la qualità

L’Italia, secondo dati Ismea, ha il primato mondiale per i consumi annui di olio extravergine d’oliva con oltre 500mila tonnellate. Ma il 50% degli Italiani non è ancora in grado di riconoscere un prodotto di qualità. L’innovazione nel comparto ha perciò un senso solo se si punta a valorizzare e far conoscere la qualità, ha sostenuto Granieri.

«Nonostante il consumo medio annuo pro capite di olio d’oliva si aggiri sui 7,5 kg, i consumatori italiani non hanno ancora in mano tutti gli strumenti per scegliere con cognizione il miglior prodotto possibile per caratteristiche chimiche e organolettiche. Abbiamo, perciò, la necessità di lavorare all’educazione al consumo di oli extravergine d’oliva di qualità per valorizzare in questo modo l’impegno e il lavoro dei produttori italiani. Per tale motivo, insieme con Campagna Amica e Fondazione Evoo School, stiamo cercando di formare, attraverso diversi eventi dedicati, consumatori più attenti e consapevoli».

Ad esempio, amaro e piccante, due caratteristiche positive degli oli, non possono essere scambiati per difetti, ha aggiunto Granieri a Evootrends 2021. «Così come è necessario pretendere al tavolo di un ristorante che l’olio abbia la sua dignità e non venga servito in una oliera che ne distrugge le caratteristiche organolettiche e salutistiche e mortifica i produttori di qualità. Chi impara a conoscere e a distinguere un olio extravergine d’oliva italiano di qualità non torna più indietro e non si lascia più tentare dalle offerte civetta che danneggiano il mercato».

Evootrends: in olivicoltura occorre ricambio generazionale - Ultima modifica: 2021-09-14T09:42:59+02:00 da Giuseppe Sportelli

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