Frantoi Aperti in Umbria, dall’identità locale legata all’olivicoltura all’oleoturismo

frantoi aperti in umbria
Il taglio del nastro della 24ma edizione di Frantoi Aperti in Umbria
Tagliato il nastro della 24ª edizione in occasione del convegno “From farm to tourism”
Paolo Morbidoni
Paolo Morbidoni

Il turismo dell’olio e, più in generale, il turismo legato alle aree rurali possono essere strumenti formidabili per esprimere il bisogno, che ci lascia la pandemia, di una socialità vera, unita a ritmi più umani, per interpretare nuovi approcci al settore agricolo, e in particolare al comparto olivicolo-oleario, come l’accoglienza, la sostenibilità e la salvaguardia delle biodiversità, per costruire un’offerta turistica moderna, davvero unica e non standardizzabile. Con queste parole Paolo Morbidoni, presidente della Strada dell’olio extravergine di oliva Dop Umbria, ha sintetizzato in maniera limpida il significato della manifestazione “Frantoi Aperti in Umbria”, offrendone nuove chiavi di lettura. Lo ha fatto in occasione dell’evento di apertura della sua 24ª edizione, il convegno “From farm to tourism. Perché l’Umbria può essere un incubatore per l’oleoturismo italiano”, tenuto presso il Dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Perugia.

Frantoi Aperti in Umbria,
partecipazione ampia e compatta

Frantoi Aperti 2021
Frantoi Aperti in Umbria 2021

Come è noto, Frantoi Aperti in Umbria 2021 è un evento organizzato dall’associazione Strada dell’olio extravergine di oliva Dop Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in collaborazione con la Regione Umbria e con tutti gli attori del comparto olivicolo umbro, cioè Promocamera dell’Umbria, Parco tecnologico agroalimentare dell'Umbria - 3A-PTA, Coordinamento delle Strade dei vini e dell’olio dell’Umbria, Cia Umbria, Coldiretti Umbria, Confagricoltura Umbria, Camera di commercio dell'Umbria e Consorzio di tutela olio extravergine di oliva Dop Umbria. Una partecipazione molto ampia e compatta, motivata dal ruolo fondamentale riconosciuto all’oleoturismo per far conoscere e apprezzare l’olivicoltura umbra. Una partecipazione apprezzata anche dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli.

Patuanelli: «L’Umbria esempio da imitare»

patuanelli
Per il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli «l’Umbria è un esempio da imitare, perché fare squadra è fondamentale per incanalare al meglio le risorse economiche, a vantaggio del comparto olivicolo-oleario»

«Ogni sfida si vince facendo sistema. L’Umbria ha soggetti unici, un solo Consorzio, una sola Camera di Commercio, una sola Strada dell’olio, per citarne alcuni, che si occupano del comparto dell’olio extravergine di oliva e che collaborano fra loro. L’Umbria è un esempio da imitare, perché fare squadra è fondamentale per incanalare al meglio le risorse economiche, a vantaggio del comparto. Ad esempio in Umbria la produzione media di olio extravergine di oliva certificato Dop è di molto superiore al resto d’Italia, a testimonianza che il lavoro fatto in Umbria sul riconoscimento della qualità dell’olio Dop, anche in termini di prezzo, è un lavoro egregio. La valorizzazione e il riconoscimento della qualità costituiscono il valore aggiunto sia per il prodotto sia per il territorio di appartenenza».

«Valorizzare la qualità promuovendo il territorio»

Umbria
L'Umbria ha sempre puntato sulla valorizzazione della qualità e sulla promozione del territorio attraverso eventi come Frantoi Aperti

Il Mipaaf ha ben chiaro il ruolo dell’olivicoltura in Italia e in particolare in Umbria, «regione che da sempre ha puntato sulla valorizzazione della qualità e sulla promozione del territorio attraverso eventi come Frantoi Aperti, che porta le persone a conoscere i luoghi di lavorazione e produzione, a contatto con gli olivicoltori. La strada che stiamo percorrendo come Mipaaf è quella che l’Umbria ha già anticipato puntando sulla valorizzazione della qualità del prodotto in maniera integrata alla promozione del territorio».

Protocollo di intesa a sostegno identità locale olivicola e oleoturismo

Umbria oleoturismo
L’Umbria si candida, con il suo patrimonio di ricerca e di esperienze, a diventare un vero e proprio laboratorio per il turismo dell’olio in Italia

A conferma dell’unità di intenti fra gli attori del comparto olivicolo-oleario umbro, durante il convegno è avvenuta la sottoscrizione del Protocollo di intesa tra l’associazione Strada dell’olio extravergine di oliva Dop Umbria, l’Università di Perugia, l’Accademia nazionale dell'olivo e dell'olio, il 3A-Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria e Sviluppumbria, volto a promuovere strategie e azioni condivise a sostegno sia dell’identità locale legata all’olivicoltura sia dell’oleoturismo in Umbria. Con tale protocollo l’Umbria si candida, con il suo patrimonio di ricerca e di esperienze, in attesa dell’uscita dei decreti attuativi sull’oleoturismo, a diventare un vero e proprio laboratorio per il turismo dell’olio in Italia.

Frantoi Aperti in Umbria, dall’identità locale legata all’olivicoltura all’oleoturismo - Ultima modifica: 2021-10-25T09:50:43+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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