Oliveti biologici, superfici in aumento

olivicoltura biologica
Puglia e Calabria mantengono saldo il primato delle maggiori superfici investite ad olivo e gestite in biologico. Dal punto di vista commerciale, il segmento mostra un’elevata disomogeneità tra produzione e valore

Cresce la superfice biologica italiana. Come emerge dall’ultimo report “Bio in cifre 2022”, curato da Ismea e dal Ciheam di Bari, nel 2021 la superficie biologica italiana è aumentata del 4,4%, arrivando a sfiorare i 2,2 milioni di ettari a fine 2021. Il mantenimento di questo ritmo di crescita anche nei prossimi anni permetterebbe di raggiungere i 2,7 milioni di ettari al 2027, ultimo anno della Pac 2023-2027, e toccare i 3 milioni nel 2030, valore prossimo al target Farm to Fork del 25% di superficie bio, da raggiungere entro la fine del decennio.

Tra le diverse coltivazioni bio crescono soprattutto le colture permanenti (+3,5% nel complesso), con andamenti diversificati tra le diverse tipologie: si riducono gli agrumeti (arance -17,2% e limoni -0,8%) e rimangono sostanzialmente stabili i meleti bio (-0,4%) e gli oliveti (+0,5%) mentre aumentano i vigneti (+9,2%) e i noccioleti (+12,5%). Crescono anche le superfici investite a cereali (+2,8%) trainate soprattutto dai maggiori investimenti a grano duro e tenero, mentre risultano stabili le colture foraggere (-0,7%) e i prati e pascoli (-0,8%).

Olivicoltura prima tra le perenni

L’olivicoltura resta una delle colture permanenti più coinvolta nel biologico, almeno in termini di superfici, tanto che i 247 mila ettari del 2021 rappresentano il 48% del totale comparto delle permanenti, mentre rispetto al totale ha una quota dell’11%. In termini assoluti, considerando quindi il totale della superficie olivetata, la quota bio è arrivata al 22%. A livello regionale, l’analisi delle prime sette regioni per superficie indica che solamente in Calabria e in Sicilia tale valore è superato. Infatti, in queste due regioni su 100 ettari complessivi di oliveto, rispettivamente 38 e 30 ettari sono biologici.

Negli ultimi dieci anni la progressione della superficie olivicola è bio è aumentata del 77% ma con una distribuzione regionale molto differenziata.

Ad aver spinto il piede sull’acceleratore sono state soprattutto Campania e Molise ma, tra le regioni più tradizionalmente produttrici, anche Liguria, Toscana e Basilicata hanno più che raddoppiato la propria superficie bio. Situazione analoga anche nel Nord-Est ad eccezione del Friuli-Venezia Giulia.

Una variazione percentuale poco sopra la media nazionale anche per Puglia e Sicilia, mentre la Calabria ha aumentato la propria superficie “solo” del 53% (grafico 1).

In volume assoluto, invece, la distribuzione della superficie olivetata bio è particolarmente concentrata nelle principali regioni produttrici con la leadership che anche in questo caso spetta alla Puglia, con 71 mila ettari a bio a fronte dei 70 mila della Calabria, sebbene l’incidenza sulla superficie totale nazionale di oliveti biologici sia rispettivamente del 28,6 e 28,4%.


Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 5 - settembre 2022

Dall’Edicola digitale al perché abbonarsi a Olivo e Olio

Oliveti biologici, superfici in aumento - Ultima modifica: 2022-09-10T16:00:43+02:00 da Barbara Gamberini

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome