Innovazioni in olivicoltura, numerosi spunti da Vigna & Olivo 2026

olivicoltura
Sottoprodotti del frantoio, controllo sostenibile dei fitofagi e tecnologie digitali al centro della 14ª edizione del meeting nazionale di aggiornamenti tecnici

Sottoprodotti del frantoio e funzionalità del suolo, per un approccio circolare alla gestione di patogeni del suolo; mezzi biotecnici per il controllo sostenibile dei fitofagi dell’olivo; tecnologie digitali ed esperienze applicative in olivicoltura. Sono stati questi i temi al centro della giornata sull’olivicoltura organizzata da Vigna & Olivo, meeting nazionale di aggiornamenti tecnici per la viticoltura e l’olivicoltura giunto quest’anno alla 14ª edizione.

Approccio circolare alla gestione dei patogeni tellurici

Un approccio circolare alla gestione dei patogeni tellurici (o del suolo) e alla fertilità agraria è stato proposto da Franco Nigro, docente del Dipartimento di scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell’Università di Bari.

sansa
La sansa abbonda di polifenoli che le conferiscono proprietà antimicrobiche e antiossidanti

«In una profonda fase di ristrutturazione dell’olivicoltura pugliese, a seguito dell’epidemia da Xylella fastidiosa, mettere in relazione i sottoprodotti del frantoio e la funzionalità del suolo non è una moda intellettuale, ma un approccio circolare alla gestione di patogeni del suolo che può aiutare l’imprenditore agricolo a migliorare la redditività aziendale. È infatti evidente che occorre andare verso un modello “soil & health oriented” che trasformi i residui oleari da potenziale pressione ambientale a strumento di resilienza del sistema suolo verso patogeni non solo specifici dell’olivo, come Verticillium dahliae, ma anche di altre colture, come la vite, che occupavano terreni adesso coltivati a olivo».

La transizione del residuo oleario da “rifiuto” a sottoprodotto con valore agronomico, energetico e ambientale prevede il ricorso a diverse tecnologie di trasformazione, cioè compostaggio, digestione anaerobica e pirolisi/HTC, e il confronto tra esse in chiave tecnica, logistica e normativa.

«Punto di partenza è tuttavia la definizione del valore agronomico della sansa umida, che è ricca di sostanza organica, potassio, azoto e altri nutrienti e composti funzionali. In particolare abbonda di polifenoli che alla sansa conferiscono proprietà antimicrobiche e antiossidanti, in quanto possono contribuire alla soppressione di funghi tellurici e altri microrganismi indesiderati. Infatti a dosi controllate i polifenoli possono sostenere il biocontrollo e limitare lo sviluppo dei patogeni, mentre a dosi elevate o su colture sensibili, come quelle orticole, possono emergere fenomeni di fitotossicità».

Mezzi biotecnici per il controllo sostenibile dei fitofagi

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Danni a drupe causati dalla mosca delle olive

Numerosi sono i parassiti dell’olivo: dalla mosca delle olive (Bactrocera oleae) alla tignola dell’olivo (Prays oleae), dalla margaronia dell’olivo (Palpita vitrealis/unionalis) all’oziorrinco (Otiorhynchus cribricollis) e alla cimice asiatica (Halyomorpha halys).

Il loro contenimento è possibile mediante il controllo integrato reso obbligatorio dalla Direttiva Ue 128/2009, cioè con l’impiego di tutti i mezzi possibili dando priorità a quelli a basso impatto nel rispetto dei principi di sostenibilità economica, ambientale e tossicologica, ha affermato Marco Pistillo, dottore di ricerca del Dipartimento di scienze agrarie, alimenti, risorse naturali e ingegneria dell’Università di Foggia.

«Premessa obbligatoria è il monitoraggio delle popolazioni. Poi sono utilizzabili:

  • mezzi chimici di sintesi selettivi,
  • mezzi preventivi meccanici, fisici e chimici,
  • mezzi biologici (entomofagi, entomopatogeni, semiochimici, estratti vegetali).

Accanto al controllo biologico classico basato su antagonisti naturali (artropodi, virus, batteri, funghi, nematodi e vertebrati) è possibile fare ricorso a mezzi biotecnici, cioè a sostanze prodotte da organismi: feromoni, altri semiochimici, ormoni (neotenina, ecdisone, inibitori della sintesi della chitina e simili)».

I semiochimici sono sostanze chimiche segnale in grado di modulare il comportamento degli insetti. «Sono suddivisibili in allelochimici, cioè attrattivi alimentari e repellenti (segnali interspecifici perché emessi da individui di specie diverse) e feromoni sessuali (segnali intraspecifici perché emessi da individui della stessa specie). Il ricorso ai mezzi biotecnici prevede l’impiego di una sostanza naturale, ad esempio un feromone, abbinata a un mezzo tecnico, ad esempio una trappola manuale o automatica. Le trappole automatiche garantiscono numerosi vantaggi: drastica riduzione del costo per personale e spostamenti, dati disponibili in tempo reale, possibilità di visualizzazione spaziale e temporale dei dati, possibilità di integrazione con un DSS».

Tecnologie digitali applicate in olivicoltura

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Sistema aeromobile a pilotaggio remoto (Sapr, drone) utilizzato per le attività di telerilevamento nell’oliveto (foto Caruso G.)

Tecnologie digitali ed esperienze applicative in olivicoltura sono state proposte da Giovanni Caruso, docente del Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa.

«Il monitoraggio della variabilità spaziale è la comprensione della variabilità nello spazio di un fattore come la fertilità del terreno, il contenuto in sostanza organica, il contenuto idrico e così via. Questo monitoraggio è effettuabile sia da remoto mediante telerilevamento con droni, aerei e satelliti sia per mezzo di sensori di prossimità. Invece il monitoraggio della variabilità temporale mostra come varia un fattore nel tempo e lo si può realizzare applicando specifici sensori sulla pianta e nel suolo».

Numerose sono le applicazioni di tali tecnologie digitali soprattutto nella gestione della risorsa idrica in olivicoltura.

«Difficilmente un olivo muore per siccità. Tuttavia se la vitalità della pianta non ne risente, sicuramente la sua produttività può essere compromessa dalla mancanza o dalla scarsa disponibilità di acqua. L’olivo è una coltura frutticola a tutti gli effetti, perciò la gestione adeguata dell’irrigazione impatta sulla produttività della pianta e sulla qualità dell’olio. Perciò le tecnologie digitali oggi vengono molto utilizzate nella gestione idrica, che parte dall’individuazione della fonte di approvvigionamento dell’acqua alla progettazione dell’impianto di irrigazione fino all’irrigazione di precisione».

Innovazioni in olivicoltura, numerosi spunti da Vigna & Olivo 2026 - Ultima modifica: 2026-03-27T11:41:04+01:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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