Organizzazione interprofessionale dell’olio: una o due?

organizzazione interprofessionale olio
Giuseppe L'Abbate
L’Abbate (M5S): «Mipaaf si adopererà per superare divergenze tra associazioni e arrivare a un’unica organizzazione interprofessionale dell’olio»

«Il Ministero delle Politiche agricole si adopererà per un intervento diretto a promuovere un accordo per la creazione di un’unica organizzazione interprofessionale in grado di essere rappresentativa del comparto dell’olio di oliva e delle olive da tavola, a livello sia nazionale sia internazionale. Si cercherà, così, di superare un’impasse venutasi a creare nel comparto per idiosincrasie che sembrano essere insormontabili in maniera autonoma da parte dei rappresentanti delle associazioni di categoria».

È quanto ha dichiarato il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), a seguito del question time tenutosi in Commissione Agricoltura riguardante il riconoscimento dell’Organizzazione interprofessionale per il comparto dell’olio di oliva, attualmente in capo al Ceq (Consorzio extravergine di qualità) e su cui il Fooi (Filiera olivicola olearia italiana) ha fatto richiesta. Il riconoscimento prevede un requisito di rappresentatività pari ad almeno il 40% del settore che nessuna delle due associazioni sembra detenere.

Potenzialità di una sola organizzazione interprofessionale

«È necessario che tutti facciano un passo indietro – prosegue L’Abbate – affinché l’intero comparto possa farne uno avanti. Le difficoltà di dialogo tra le associazioni sono note, ma l’Italia non può non cogliere le potenzialità e le opportunità di una organizzazione interprofessionale nel comparto dell’olio di oliva, soprattutto alla luce della nuova Politica agricola comune e del valore che gli investimenti strutturali assumono nell’Ocm Olio (Organizzazione comune di mercato)».

Appello al ministro Patuanelli

«Nonostante l’imminente scadenza del 30 giugno, confidiamo nell’intervento risolutivo del ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli per superare le incomprensioni tra Ceq e Fooi, affinché – conclude L’Abbate – si possa trovare una soluzione che valorizzi le nostre produzioni nazionali di olio d’oliva attraverso un’unica organizzazione interprofessionale».

Organizzazione interprofessionale dell’olio: una o due? - Ultima modifica: 2021-06-17T09:21:42+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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