Con il maltempo peggiorano le stime dell’annata

raccolta delle olive
Da tutte le aree olivicole italiane arrivano segnalazioni di situazioni difficili dovute al forte vento e alle piogge intense, che vanno a peggiorare la raccolta già ridotta dalle gelate dell’inverno scorso.

Non bastavano i danni agli oliveti provocati dalla gelata di febbraio, che aveva già fortemente condizionato la produzione di quest’annata olivicola. L’ondata di maltempo che ha colpito tutta la penisola nelle ultime settimane, in piena campagna di raccolta, peserà gravemente sulla produzione. Le principali organizzazioni afferenti alla filiera, Coldiretti, Unaprol e Italia Olivicola, fanno i primi bilanci delle ultime calamità, guardando anche alle possibili ripercussioni dei danni sugli anni a venire.

Raccolta 2018: - 40% secondo Coldiretti

«Con una produzione praticamente dimezzata per il crollo vicino al 40% dei raccolti, è l’olio extravergine di oliva italiano a subire gli effetti più pesanti del cambiamento climatico con l’ultima ondata di maltempo che, con il vento, non solo ha spazzato via le olive dagli alberi ma ha sradicato e spaccato migliaia di ulivi anche secolari». Questo il primo bilancio comunicato da Coldiretti che ha convocato la task force sull’emergenza maltempo in occasione dell’Assemblea elettiva della maggiore organizzazione degli agricoltori in Europa. «Particolarmente grave – sottolinea la Coldiretti – la situazione in Puglia con una violenta tromba d’aria che ha colpito la provincia di Brindisi, ma segnalazioni dagli olivicoltori arrivano da tutte le regioni, dalla Calabria al Lazio fino alla Liguria dove ad essere colpita è stata la pregiata varietà Taggiasca».

Tenendo conto anche dei danni delle gelate dello scorso febbraio, Coldiretti aggiorna le proprie stime per le diverse regioni italiane. «La Puglia si conferma essere la principale regione di produzione, con 87 milioni di chili, nonostante il calo del 58%, mentre al secondo posto si trova la Calabria, con 47 milioni di chili e una riduzione del 34%, e sul gradino più basso del podio c’è la Sicilia dove il taglio è del 25%, per una produzione di 39 milioni di chili, mentre in Campania il raccolto è di 11,5 milioni di chili, in riduzione del 30%.». Nel centro Italia e al nord i cali sono meno evidenti e nelle aree meno colpite dagli eventi climatici nefasti dell’anno si osservano aumenti di produzione: «Al centro diminuisce a 11,6 milioni di chili la produzione in Abruzzo (-20%) e a 14,9 milioni di chili nel Lazio (-20%) mentre aumenta a 15 milioni di chili in Toscana (+20%) come nel nord dove complessivamente – precisa Coldiretti –si registra un aumento del 30%».

Gli effetti vanno aldilà dell’annata

L’impatto degli eventi climatici sugli oliveti si farà sentire anche nelle prossime annate; lo puntualizza anche un comunicato di Unaprol: «Gli effetti si sentiranno anche sul lungo periodo perché, solo nel 2018, per colpa delle gelate e del forte vento sono stati compromessi circa 26 milioni di ulivi. In un contesto del genere è facile intuire quanto sia importante un piano olivicolo nazionale 2.0 - spiega David Granieri, presidente di Unaprol – Per rilanciare un settore in difficoltà servono al più presto interventi strategici del governo che consentano di aumentare la superficie coltivata, reimpiantare nuovi oliveti, potenziare la filiera e valorizzare un patrimonio unico per biodiversità con 533 varietà di olive e il primato in Europa per numero di oli extravergine a denominazione con 43 Dop e 4 Igp».

Danni da gelo: ancora nessun aiuto agli olivicoltori

Anche Italia Olivicola, la neonata organizzazione dell’olivicoltura italiana, interviene sul tema, ponendo l’accento sulla mancanza di risposte agli ingenti danni, già accertati, della gelata di febbraio.

raccolta olive
Olive danneggiate dalla grandine

«Gli olivicoltori non sono cittadini di serie B e meritano la massima attenzione delle istituzioni, a tutti i livelli, sia nazionale che regionale: a nove mesi dalla gelata che ha distrutto i campi e dimezzato la produzione, e i cui effetti dureranno per diversi anni, non c’è ancora un euro di ristoro». Così Gennaro Sicolo, presidente dell’organizzazione lancia ancora l’allarme sulla situazione di numerose aziende olivicole, soprattutto in Puglia, che da mesi vivono in condizioni disperate a causa degli effetti dell’ondata di gelo di fine febbraio 2018. «Come è noto, la gelata ha provocato ingenti danni agli ulivi in tutta Italia, in particolare in Puglia, il polmone olivicolo nazionale, dove il gelo di Burian, purtroppo, è stato accompagnato nel corso dei mesi da bombe d’acqua, grandinate, venti e altri eventi atmosferici straordinari che hanno peggiorato la situazione creando danni da oltre 1 miliardo di euro».

«Ad oggi non ci sono notizie sulla richiesta legittima di stato calamità naturale avanzata per cercare di coprire le ingenti perdite ambientali e materiali in Puglia.- ha ribadito Sicolo - Chiediamo al Governo di non abbandonare gli olivicoltori e di inserire tutte le zone colpite dalla gelata, in particolare la Puglia gravemente danneggiata, nello stesso decreto del Consiglio dei Ministri riguardante le Regioni flagellate in questi giorni dall’ondata di maltempo, a cui va la massima solidarietà, o in una specifica voce nella Legge di Bilancio».

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