Vivaisti da tutto il mondo in visita a Pescia

vivaisti olivicoli a pescia
La delegazione di Aiph che ha visitato i vivai olivicoli pesciatini.
Il campo di piante madri per la propagazione d’olivo certificato “virus esente”, dei Vivai Cinelli e Sonnoli di Pescia visitato dai vertici dell’Aiph, l’organizzazione mondiale del florovivaismo.

Con una dimostrazione di innesto da parte di Luca Cinelli stesso si è conclusa venerdì scorso la visita di una delegazione di una cinquantina di vivaisti stranieri dell’Aiph (International association of horticultural producers), tra cui il presidente Bernard Oosterom e il segretario generale Tim Briercliffe, presso i Vivai Cinelli e Sonnoli di Pescia, che era iniziata un’ora prima nei bancali di semina, contenenti circa 400 mila semenzali fra Canino e Mignolo. Oggetto della visita e delle attenzioni dei colleghi vivaisti provenienti da oltre 20 nazioni di tutti i continenti e guidati da Leonardo Capitanio, il giovane presidente dell’Anve (Associazione nazionale vivaisti esportatori), i sistemi di coltivazione degli olivi “Xylella free” dei Vivai Cinelli e Sonnoli e in particolare il nuovo campo di piante madri, l’unico centro di moltiplicazione privato autorizzato in Toscana, per la produzione di materiale di propagazione d’olivo certificato “virus esente”.

Alla visita sono intervenuti anche il sindaco di Pescia Oreste Giurlani, accompagnato dal presidente del Pav (Pescia agricola e verde-floreale) Franco Baldaccini, e i responsabili delle associazioni di categoria agricole di zona: Francesco Bini per la Cia – Agricoltori italiani e Maurizio Procissi per la Coldiretti. Giurlani, nel dare il benvenuto ai visitatori, ha detto che «queste due aziende rappresentano al meglio l’eccellenza nella produzione di piante di olivo del territorio pesciatino, una produzione che affonda le proprie radici nella tradizione e che continua oggi a perseguire la qualità. Speriamo che siate positivamente colpiti dalle nostre produzioni e che riusciamo a venderle anche nei vostri Paesi. Da parte nostra continueremo a incoraggiare il miglioramento qualitativo delle produzioni e a renderle sempre più sostenibili».

«Ho illustrato ai colleghi stranieri la parte iniziale del processo produttivo olivicolo – afferma il titolare Luca Cinelli – dalla preparazione del letto di semina, a quella dei portainnesti, sia tradizionali che clonali, al prelevamento delle marze nel nostro campo di piante madri, fino alla dimostrazione finale di un innesto. Abbiamo mostrato anche il nostro clone di Leccino “Minerva” dichiarato resistente alla Xylella dal Cnr di Bari. Mi ha dato molta soddisfazione vedere l’interesse di vivaisti anche di altri settori, testimoniato dalle precise e puntuali domande che mi sono state rivolte durante la visita».

Il presidente di Anve Leonardo Capitanio spiega come è nata la scelta di far visitare ai vertici e a una nutrita rappresentanza di Aiph, riunita in questi giorni a Padova per il congresso mondiale, oltre ad alcuni grandi vivai pistoiesi, questa piccola ma importante realtà pesciatina specializzata nella produzione di piante di olivo destinata ai produttori di olio. Che può vantare fra i suoi punti di forza dei nuovi portainnesti nanizzanti clonali sperimentati da Attilio Sonnoli, utili a contenere le dimensioni degli olivi (di varietà autoctone locali) in vista di impianti più intensivi di quelli comuni in Italia e predisposti per la raccolta meccanica. «In questo momento in cui si parla sempre di più di problemi fitosanitari, dalla Xylella a tutti gli altri, - ha detto Capitanio - è ovvio che questo genere di lavoro è molto molto importante. Inoltre ci tenevamo a far visitare una piccola azienda italiana per fare scoprire il patrimonio che c’è dietro, perché soprattutto nelle aziende piccole trovi un patrimonio di ricerca, di competenze che nelle aziende grandi magari un po’ si disperde e invece qui può essere valorizzato di più».

«Ho visitato molte aziende in tutto il mondo – ha dichiarato il presidente mondiale di Aiph Bernard Oosterom, d’origine olandese - ed è sempre stupendo vedere e sentire la passione dei vivaisti per le loro coltivazioni. Da un punto di vista olandese, ma credo anche di molti altri Paesi, l’albero di olivo è molto rinomato, con una lunghissima storia alle spalle, e osservare i processi produttivi a partire dai semi fino alla pianta di 1 o 2 anni e immaginare il futuro ultra decennale o magari secolare che hanno davanti questi piccoli alberi, una volta piantati nei campi, e pensare ai preziosi frutti che produrranno per il piacere di consumatori di tutto il mondo riempie sempre il cuore di soddisfazione. Non è solo una questione della varietà delle piante, ma il concetto generale che siamo tutti parte di un meraviglioso settore, il cui scopo è fornire ai consumatori sia piante ornamentali che bellissime piante di grande qualità per la produzione di olive».

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