Olio evo, il Manifesto di Lisbona punta alla salute pubblica globale

Manifesto di Lisbona olio extravergine
Oltre 60 organizzazioni di 18 Paesi chiedono di trasformare le evidenze scientifiche sui benefici dell’extravergine in politiche alimentari e sanitarie. Nel mirino OMS, FAO e linee guida nutrizionali internazionali

La prossima partita dell’olio extravergine di oliva potrebbe non giocarsi soltanto nei campi, nei frantoi o sugli scaffali della grande distribuzione. Potrebbe giocarsi nelle politiche sanitarie internazionali. È questa la prospettiva più ambiziosa che emerge dal Manifesto di Lisbona “Extra Virgin Olive Oil: Scientific Evidence for Global Health”, lanciato dopo la seconda edizione dell’Olive Oil World Congress e già sottoscritto da oltre 60 organizzazioni di 18 Paesi.

Il salto di prospettiva è evidente: fare dell’extravergine un alimento riconosciuto non soltanto per il suo valore agricolo, economico e culturale, ma anche per la sua rilevanza nelle strategie di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili. In altre parole, portare l’EVOO (olio extravergine di oliva) dal terreno delle politiche agricole a quello, molto più ampio e strategico, delle politiche globali della salute.

È una sfida che parte dalla scienza, ma che punta direttamente alle istituzioni.

L’obiettivo è entrare nell’agenda della salute globale

Il Manifesto chiede a governi, organizzazioni internazionali e sistemi sanitari di integrare l’olio extravergine nelle strategie di salute pubblica. E indica già i prossimi interlocutori: l’Olive Oil World Congress presenterà formalmente il documento all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), alla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) e alla Pan American Health Organization.

L’obiettivo dichiarato è ottenere un riconoscimento ufficiale dell’EVOO come alimento funzionale di rilevanza per la salute pubblica globale, promuovendo al tempo stesso la dieta mediterranea come modello alimentare sano, sostenibile e accessibile.

Non si tratta quindi semplicemente di promuovere il consumo di olio di qualità. La posta in gioco è più alta: incidere

  • sulle raccomandazioni nutrizionali,
  • sulle strategie di prevenzione,
  • sulla formazione degli operatori sanitari
  • e, potenzialmente, sulle modalità con cui le istituzioni pubbliche orientano l’alimentazione collettiva.

La scienza come leva politica

La forza dell’iniziativa risiede nel tentativo di costruire una base scientifica condivisa sulla quale fondare questa nuova centralità dell’extravergine.

Tra le evidenze richiamate dal Manifesto c’è lo studio PREDIMED, che ha associato la dieta mediterranea arricchita con EVOO a una riduzione di circa il 30% del rischio di infarto, ictus e mortalità cardiovascolare. A questo si aggiunge il riconoscimento dell’EFSA relativo al contributo dei polifenoli dell’olio di oliva alla protezione del colesterolo LDL dal danno ossidativo.

La ricerca ha inoltre approfondito il ruolo di composti fenolici caratteristici dell’extravergine, come oleocantale e oleaceina, per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Altri studi hanno evidenziato associazioni tra consumo di EVOO e minore rischio di alcune forme tumorali e di diabete di tipo 2, oltre a possibili effetti neuroprotettivi.

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Il Manifesto mantiene tuttavia una precisazione fondamentale: i benefici vanno considerati all’interno di un’alimenteazione equilibrata e nel rispetto delle raccomandazioni sull’apporto complessivo di grassi. Un elemento importante per evitare che un messaggio scientifico venga trasformato in una semplificazione commerciale.

Dalle linee guida alle mense pubbliche

La trasformazione dell’evidenza scientifica in politica passa anche da strumenti molto concreti.

I firmatari intendono sostenere la revisione delle linee guida alimentari nazionali e internazionali affinché possano contenere raccomandazioni specifiche e quantificate sul consumo di EVOO, sempre nell’ambito dell’apporto complessivo di grassi.

Ma il progetto guarda anche ai luoghi nei quali le politiche alimentari diventano pratica quotidiana: ospedali, strutture per anziani, mense scolastiche e centri di assistenza primaria.

È un passaggio strategico. Se l’extravergine vuole entrare nell’agenda della salute pubblica, deve uscire dalla dimensione della semplice comunicazione al consumatore e diventare parte di un sistema più ampio di educazione alimentare, prevenzione e nutrizione collettiva.

La qualità diventa una questione di salute

C’è poi un secondo elemento destinato ad assumere un peso crescente: se l’EVOO viene riconosciuto per le sue proprietà nutrizionali e bioattive, la qualità del prodotto diventa una componente della stessa strategia sanitaria.

Il Manifesto chiede infatti di rafforzare controllo, autenticità e tracciabilità, con particolare attenzione alla conservazione dei composti bioattivi e al contenuto di polifenoli. Parallelamente propone una comunicazione basata sulle evidenze e una maggiore informazione sul contenuto fenolico in etichetta.

È un passaggio che potrebbe avere conseguenze rilevanti anche per la filiera. Non basta più dire che l’olio fa bene: occorre dimostrare quale olio, con quali caratteristiche qualitative e sulla base di quali evidenze.

La salute, in questa prospettiva, diventa quindi anche una leva per innalzare il livello di trasparenza e responsabilità dell’intero comparto.

Un’alleanza che supera i confini dell’olivicoltura

A rendere particolarmente interessante il progetto è anche la composizione della coalizione. Le oltre 60 organizzazioni aderenti provengono da 18 Paesi e comprendono università, centri di ricerca, organizzazioni agricole, associazioni industriali e di settore, istituzioni specializzate in nutrizione e salute e rappresentanti governativi.

La maggior parte arriva dal Mediterraneo, con Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Croazia e Tunisia, ma il sostegno si estende a Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti, Uruguay e Iran. Tra i rappresentanti istituzionali figurano anche esponenti governativi di Algeria e Pakistan.

È il segnale che l’extravergine sta cercando di cambiare scala. Da prodotto fortemente legato alla civiltà mediterranea ad alimento di interesse globale, capace di dialogare con agende internazionali che riguardano nutrizione, prevenzione, sostenibilità e longevità.

La vera sfida comincia adesso

Il Manifesto di Lisbona segna dunque un passaggio interessante per il settore oleario: per la prima volta, o comunque con una forza nuova, la filiera prova a presentarsi davanti alle istituzioni sanitarie internazionali con una piattaforma comune costruita intorno alla ricerca scientifica.

Ma è proprio qui che si misura la difficoltà dell’operazione. Passare dalle dichiarazioni alle politiche richiederà evidenze robuste, ricerca indipendente, consenso scientifico, capacità istituzionale e una comunicazione rigorosa. E soprattutto richiederà di evitare che il tema della salute diventi semplicemente l’ennesima leva promozionale.

La direzione, tuttavia, appare chiara. L’EVOO sta cercando un nuovo riconoscimento istituzionale: non soltanto prodotto agricolo e alimento di qualità, ma componente di una strategia internazionale di prevenzione e salute.

Se OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) e governi raccoglieranno questa sollecitazione, per il comparto potrebbe aprirsi una nuova stagione. Perché entrare nelle politiche sanitarie significa cambiare il modo stesso in cui un alimento viene percepito e valorizzato: non più soltanto in funzione del suo prezzo, della sua origine o della sua qualità organolettica, ma anche per il contributo che può offrire, all’interno di una dieta equilibrata, alla salute delle persone.

È questa la vera scommessa del Manifesto di Lisbona: trasformare la reputazione salutistica dell’extravergine in una riconoscibilità istituzionale globale. E, per l’olio italiano e mediterraneo, la partita è tutt’altro che secondaria.

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Olio evo, il Manifesto di Lisbona punta alla salute pubblica globale - Ultima modifica: 2026-09-16T12:36:58+02:00 da Barbara Gamberini

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