Sviluppare strumenti innovativi per migliorare la tracciabilità, l’autenticità e la sostenibilità dell’olio extravergine di oliva. È l’obiettivo del progetto europeo OliveOilMedNet, cofinanziato dal programma Interreg Euro-MED, che riunisce istituzioni, università, centri di ricerca e organizzazioni di diversi Paesi del Mediterraneo e, attraverso la collaborazione transnazionale, promuove lo sviluppo di metodologie condivise, soluzioni digitali e buone pratiche volte a rafforzare la competitività della filiera olivicola mediterranea, aumentando la trasparenza del mercato e la tutela dei consumatori. Fra le attività del progetto si inserisce l’evento Digital Peer-Learning Event, organizzato da Cia Puglia e dedicato al tema “Traceability of extra virgin olive oils as a tool for ensuring transparency in the European market – La tracciabilità degli oli extra vergine di oliva come strumento per garantire la trasparenza nel mercato europeo”. L’incontro ha visto la partecipazione dei partner internazionali del progetto, di rappresentanti di aziende agricole, agronomi, tecnici del settore, ricercatori e interessate alle prospettive di sviluppo della filiera olivicola mediterranea.
Confronto sulle sfide del comparto
L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle sfide che il comparto dell’olio extra vergine di oliva è chiamato ad affrontare, con particolare riferimento alla crisi che sta interessando il mercato italiano e alla necessità di individuare strumenti innovativi in grado di rafforzare la competitività delle imprese.
Dopo la presentazione del progetto OliveOilMedNet da parte di Eirini Sylleli, agronoma ed esperta di Euricon Consultants, il dibattito è stato introdotto dall’intervento di Pasquale Costantino, esperto di sistemi di certificazione, che ha analizzato le dinamiche del mercato dell’olio di oliva e il ruolo strategico della differenziazione delle produzioni.
Tracciabilità come strumento di creazione del valore
Costantino ha evidenziato come la tracciabilità non debba essere considerata esclusivamente un obbligo normativo, ma un vero e proprio strumento di creazione del valore, capace di raccontare al consumatore la storia del prodotto, il territorio di origine, le tecniche di coltivazione e il patrimonio culturale racchiuso in ogni bottiglia. «L’olio extravergine italiano non può continuare a competere esclusivamente sul prezzo. Deve competere sul valore, sulla trasparenza e sulla fiducia che riesce a trasmettere al consumatore. La tracciabilità rappresenta il linguaggio attraverso cui questo valore può essere dimostrato».
Profonda evoluzione del modello di mercato
Ampio spazio è stato dedicato al confronto tra i partecipanti sulla necessità di accompagnare il comparto verso una profonda evoluzione del modello di mercato. Tra i temi maggiormente condivisi è emersa la necessità di trasformare l’olio extravergine di oliva da commodity a prodotto premium, seguendo un percorso analogo a quello che negli ultimi anni ha interessato il settore del caffè.
Secondo quanto emerso dalla discussione, questo cambiamento richiede un approccio integrato che comprenda:
- sistemi di tracciabilità sempre più evoluti e digitalizzati;
- certificazioni credibili e facilmente verificabili dal consumatore;
- una comunicazione efficace dell’origine, della qualità e della sostenibilità del prodotto;
- valorizzazione delle cultivar, dei territori e delle tecniche produttive;
- educazione del consumatore affinché riconosca il valore qualitativo dell’olio extravergine italiano e sia disposto a premiarlo economicamente.
In Italia costi di produzione superiori
Particolarmente interessante è stato il confronto con il professor Sebastián Sánchez Villasclaras, dell’Università di Jaén (Spagna), partner del progetto OliveOilMedNet, che ha dialogato con Costantino sulle criticità legate alla competitività dell’olio italiano.
Nel corso del dibattito è stato evidenziato come i costi di produzione italiani siano significativamente superiori rispetto a quelli di altri paesi produttori, a causa delle caratteristiche strutturali dell’olivicoltura nazionale, della maggiore incidenza della manodopera, della frammentazione aziendale e delle tecniche di raccolta spesso meno meccanizzabili. Proprio per questo motivo, è emersa una visione condivisa: il futuro dell’olio italiano non può essere ricercato nella competizione sul prezzo, bensì nella capacità di comunicare e certificare il proprio valore distintivo.
Piattaforma internazionale di scambio di conoscenze
L’iniziativa ha confermato il ruolo del progetto OliveOilMedNet quale piattaforma internazionale di scambio di conoscenze, esperienze e buone pratiche tra istituzioni, ricerca e operatori del settore, con l’obiettivo di sviluppare strumenti innovativi per rafforzare la trasparenza del mercato, la tutela dei consumatori e la competitività della filiera olivicola mediterranea.
L’evento si è concluso con un ampio confronto tra i partecipanti, confermando il forte interesse verso le opportunità offerte dalla tracciabilità digitale e dalla valorizzazione dell’identità dell’olio extravergine di oliva quale elemento distintivo per il futuro del comparto.








