Potatura razionale e produzione al top. Sì, se l’olivo è a vaso policonico

Questa forma di allevamento permette di avere una pianta equilibrata dal punto di vista vegetativo e produttivo, complessivamente più arieggiata, più illuminata e più resistente allo sviluppo di malattie. Imparare a potare correttamente a vaso policonico è dunque un passaggio fondamentale per tutte le aziende olivicole

La potatura è la pratica colturale che ha il maggiore impatto sull’equilibrio tra la vegetazione e la produzione. Per questo deve essere condotta in modo razionale, esaltando il naturale potenziale produttivo della pianta e riducendo al minimo gli interventi severi e i costi di produzione. È questo l’unico modo per operare nel rispetto della pianta e per aumentare il reddito dell’impresa. La forma di allevamento che risponde a tutte queste esigenze è quella a vaso policonico.

Una forma di allevamento risolutiva

vaso policonico
Olivo allevato a vaso policonico

Così come si può leggere negli articoli di Riccardo Gucci (dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro ambientali, Università di Pisa), Giorgio Pannelli (esperto in potatura dell'olivo) e Franco Famiani (dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, Università degli Studi di Perugia), il vaso policonico conferisce il giusto equilibrio fra vegetazione e produzione. Il fatto di essere impostato su quattro branche con la vegetazione potata a cono con la punta verso l’alto permette di indirizzare in questo senso la linfa grezza e di distribuirla in tutta la pianta, garantendo uno sviluppo equilibrato. La forma di allevamento tradizionale, o dicotomica, dell’olivo non porta allo stesso risultato: questa prevede forti tagli della chioma che non solo determinano la dispersione e la perdita di linfa grezza, ma favoriscono la formazione di polloni e succhioni che richiedono poi numerose giornate lavorative per la pulizia delle piante.

Con il vaso policonico, invece, la pianta è complessivamente più arieggiata, più illuminata e più sana, più resistente allo sviluppo di malattie fungine come l’occhio di pavone, la piombatura o la cercosporiosi, fotosintetizza di più e quindi garantisce migliori risposte produttive: le piante raggiungono una resa media di 1,0-1,5 q/pianta, con punte anche di 2,0 q/pianta.

Per la potatura serve il 40-50% di tempo in meno: in condizioni normali occorrono 15 giornate per un ettaro di oliveto a vaso policonico, a fronte delle 25-30 per uno di vaso dicotomico, ed è più facile da insegnare ai giovani potatori. La raccolta con braccio scuotitore è non solo più agevole ma anche più efficiente di quella effettuabile sul vaso dicotomico, perché il braccio fa vibrare ottimamente, e meglio, le branche potate a “cono” rispetto a quelle potate in maniera tradizionale, in quanto sono più flessibili e snelle.

Una forma semplificata

A questa forma di allevamento si applica, poi, una potatura “semplificata” che enfatizza ancora di più alcuni aspetti: l’economia di gestione della potatura con l’adozione di strategie a basso fabbisogno di manodopera, l’applicazione degli interventi con elasticità, evitando potature troppo severe, e l’esecuzione delle operazioni da terra con varia attrezzatura da taglio telescopica.

Le caratteristiche del “vaso policonico semplificato” sono condizionate anche dal sistema prescelto di raccolta delle olive. Per la raccolta manuale o agevolata è opportuno accentuare leggermente l’inclinazione delle branche primarie (40-45°) per modellare la chioma in una forma bassa e larga che consente la massima espressione del potenziale produttivo e il miglioramento delle prestazioni del cantiere di raccolta. L’altezza degli alberi potrà sviluppare fino a un’altezza massima di 4,5-5 m, ma con zona produttiva limitata a 3,5-4 m e una parte apicale rappresentata dalle sole cime (conclusione naturale dello sviluppo delle branche primarie) che, in quanto tali, manifestano un’attività prevalentemente vegetativa.

Per la raccolta meccanica con vibratori del tronco servono piante simili alle precedenti, ma con un maggiore sviluppo in altezza e un innalzamento del baricentro della chioma per limitare lo sviluppo laterale della zona basale, senza alterare l’equilibrio chioma/radici dell’albero. Le branche primarie potranno dipartire anche con un angolo d’inserzione più stretto (30-35°) di quello ritenuto ottimale e sviluppare fino a un’altezza massima di 5,5-6,0 m che, comunque, consente l’esecuzione della potatura da terra con l’ausilio di attrezzatura telescopica (manuale o meccanica). Tali branche primarie dovranno ospitare branche secondarie in tutta la porzione esterna, di lunghezza decrescente dalla base alla cima, in modo tale che risulti uniforme la distribuzione della luce.

Serve un’educazione alla potatura

Negli ultimi trent’anni la tecnica di potatura si è via via adeguata alle necessità di ridurre il fabbisogno di manodopera e conseguire una rapida entrata in produzione degli alberi, rispettando il più possibile la forma naturale della chioma, i meccanismi biologici e fisiologici. Tuttavia spesso non c’è una piena consapevolezza dell’evoluzione della tecnica e della sua importanza, tant’è che non tutti gli operatori hanno una formazione adeguata. In molti contesti la potatura viene ancora eseguita, per semplicità, secondo i modelli tradizionali, il che si traduce in oliveti scarsamente produttivi e in piante poco adatte alla meccanizzazione. Il potatore deve avere competenze che gli permettono di adeguare gli interventi al contesto produttivo e alle altre tecniche colturali: l’intensità di potatura deve tener conto della fertilità del suolo, del vigore della cultivar, della possibilità di applicare l’irrigazione, mentre la struttura data alla pianta deve considerare il naturale portamento e il sistema di raccolta utilizzato (agevolato o meccanizzato).

Emerge l’esigenza di investire molto nella formazione degli operatori e delle singole aziende. È questo l’obiettivo del corso formativo in pillole organizzato da Edagricole e Assam.

La potatura dell'olivo a vaso policonico Clicca e accedi al video anteprima

Potatura razionale e produzione al top. Sì, se l’olivo è a vaso policonico - Ultima modifica: 2019-04-18T15:38:19+00:00 da Sara Vitali

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