L’olio extra vergine di oliva rappresenta un’abitudine consolidata sulle tavole degli italiani, ma il suo reale valore terapeutico e protettivo rimane ancora ampiamente misconosciuto. È il paradosso principale che emerge da un’analisi scientifica “Olio e salute: quanto ne sappiamo?”, curata dall’Istituto Nutrizionale Carapelli – Fondazione ETS: il 50,5% degli intervistati ha dichiarato di non conoscere affatto o di ignorare i dettagli clinici relativi ai benefici biologici dell’olio evo e della Dieta Mediterranea.
Il ruolo della classe medica nelle scelte dei consumatori
Per colmare questo divario tra la familiarità d’uso quotidiano e la consapevolezza scientifica, la Fondazione ha promosso un percorso formativo accreditato ECM (Educazione Continua in Medicina) rivolto alla classe medica e ai professionisti sanitari. L’obiettivo strategico è rafforzare il ruolo dei medici di medicina generale, dei pediatri e degli operatori della salute nella prescrizione di corrette abitudini alimentari, trasformando la nutrizione in uno strumento codificato di prevenzione clinica sul territorio. I dati statistici confermano l’urgenza di un simile intervento, evidenziando quanto l’informazione qualificata incida direttamente sulle scelte di spesa e consumo: il 64% degli intervistati dichiara infatti che i consigli di esperti, come medici e nutrizionisti, influenzano in modo significativo le proprie abitudini d’acquisto epidemiologiche legate all’olio evo.
L’impatto epidemiologico di obesità e patologie croniche
Il tema assume una rilevanza prioritaria nel contesto epidemiologico italiano, caratterizzato da un incremento delle patologie croniche non trasmissibili legate a una cattiva alimentazione. Attualmente, circa il 46% della popolazione adulta in Italia è in condizione di sovrappeso o obesità, il diabete di tipo 2 colpisce circa 4 milioni di persone e le malattie cardiovascolari si confermano la prima causa di mortalità nel Paese.
I dati sull’eccesso ponderale nell’età pediatrica
Il quadro clinico appare meritorio di massima attenzione fin dall’età pediatrica. Secondo le rilevazioni biennali del sistema di sorveglianza “OKkio alla SALUTE” – condotto in collaborazione con le Regioni, l’Istituto Superiore di Sanità e i Ministeri competenti – mediamente il 28,8% dei bambini italiani risulta in sovrappeso o obeso. Tali evidenze trovano riscontro nei dati Istat relativi al biennio 2024-2025: oltre un minore su quattro tra i 3 e i 17 anni (pari al 26%) si trova in una condizione di eccesso ponderale, con picchi critici del 32,3% nella fascia d’età compresa tra i 3 e i 10 anni.
L’influenza del contesto familiare sullo stile di vita
Lo scenario si fa ancora più stringente se analizzato alla luce delle dinamiche familiari: la quota di minori in eccesso ponderale sale al 35,8% quando entrambi i genitori sono in regime di sovrappeso o obesità, mentre si riduce al 19,9% se i genitori rientrano nei parametri di normopeso. Questo divario evidenzia come l’educazione alimentare e gli stili di vita condivisi all’interno del nucleo familiare rappresentino leve preventive determinanti per la salute cardiovascolare delle nuove generazioni.
Il presidio territoriale di medici di medicina generale e pediatri
In questo scenario di medicina d’iniziativa, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta costituiscono un presidio sanitario insostituibile. I dati diffusi dalla SIMG (Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie) indicano che in Italia operano circa 36.800 medici di medicina generale e 6.800 pediatri, assistendo una platea complessiva di oltre 58 milioni di cittadini. La capillarità di questa rete consente di intercettare precocemente i fattori di rischio metabolici, guidando i pazienti verso scelte alimentari consapevoli.
Il ruolo dei pediatri risulta cruciale se si considera che lo sviluppo metabolico e l’espressione epigenetica si definiscono in modo permanente sin dai primi 1.000 giorni di vita del bambino, ponendo le basi per la salute dell’adulto.
Il percorso formativo ECM promosso dall’Istituto Carapelli
Per rispondere a questa pressante esigenza di competenze verificate, l’Istituto Nutrizionale Carapelli – Fondazione ETS ha strutturato un percorso formativo ECM avanzato destinato a medici, pediatri, farmacisti e professionisti sanitari. A supporto del progetto, la Fondazione finanzierà interamente 10.000 iscrizioni per la classe medica, promuovendo una capillarità formativa su tutto il territorio nazionale e traducendo le evidenze biochimiche in strumenti clinici applicabili nel counseling quotidiano con il paziente.
Validazione scientifica della Dieta Mediterranea e dell’olio evo
La Dieta Mediterranea si conferma uno dei modelli alimentari più solidamente validati dalla ricerca clinica internazionale: un’elevata aderenza terapeutica è associata alla riduzione del rischio cardiovascolare, al controllo dei biomarcatori cardiometabolici, a una minore incidenza di diabete e all’aumento dell’aspettativa di vita.
L’olio extra vergine di oliva ne costituisce la principale fonte lipidica. Grazie alla sua specifica composizione acidica e alla presenza di composti bioattivi (antiossidanti e frazione insaponificabile), esso rappresenta un ambito di primario interesse scientifico e clinico. Ad oggi, l’olio d’oliva è l’unico alimento la cui efficacia preventiva sia ampiamente documentata sull’uomo attraverso trial clinici controllati randomizzati, tra cui spicca lo studio internazionale PREDIMED, che ne ha decretato il ruolo protettivo contro gli eventi cardiovascolari maggiori (MACE).
La presentazione ufficiale del percorso formativo è avvenuta a Milano, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci", nel contesto del convegno “Scienza, Conoscenza, Nutrizione, Prevenzione”, alla presenza di rappresentanti istituzionali e accademici della nutrizione clinica.








