Umbria, il PNRR modernizza i frantoi

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La Regione finanzia 33 progetti per migliorare efficienza e sostenibilità. L’olivicoltura umbra punta sull'innovazione e sulla tutela della Dop

L’olivicoltura dell’Umbria produce storicamente circa il 2% dell’olio nazionale, una percentuale quindi assai contenuta; tuttavia, non c’è prodotto più dell’olio di oliva che possa ergersi a simbolo del “cuore verde d’Italia”. Consapevole di questo, Regione e associazioni di produttori puntano ormai da tempo a blindare il primato della qualità assoluta. Non è un caso se l’Umbria è la prima ad aver ottenuto una denominazione di origine protetta che, articolata in cinque distinte sottozone, abbraccia per intero il suo territorio.

Il Pnrr accelera il rinnovamento dei frantoi

In questo scenario il sistema dei frantoi assume un ruolo fondamentale ed insostituibile, tanto da spingere l’assessorato all’agricoltura guidato da Simona Meloni a varare una specifica misura del Pnrr per sostenere l’ammodernamento dei frantoi oleari.

Sono stati 33 i progetti finanziati per una spesa complessiva per poco meno di 4 milioni di euro. Oltre la metà delle aziende (19) hanno già ricevuto il contributo a saldo entro giugno, mentre le restanti 14 riceveranno a giorni il saldo da parte di Agea, comunque in anticipo rispetto alla scadenza nazionale fissata al 31 agosto.

Efficienza e sostenibilità

Le risorse del bando, finanziato nell’ambito della Missione 2 del Pnrr “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, sono state destinate alla sostituzione degli impianti esistenti, con l’obiettivo di migliorare

  • la qualità dell’olio prodotto,
  • l’efficienza energetica
  • e le prestazioni ambientali del processo di trasformazione.

Gli interventi hanno interessato in particolare decanter, frangitori e gramole.

Circa il 40% delle imprese finanziate ha sostituito il decanter, introducendo tecnologie capaci di ridurre sensibilmente i consumi idrici e la quantità di acque di lavorazione da smaltire. Il restante 60% ha scelto di dotarsi di frangitori e gramole di ultima generazione per garantire una lavorazione meno aggressiva delle olive e una migliore preservazione delle caratteristiche qualitative e organolettiche dell’olio extravergine.

Frantoio La Casella, uno dei beneficiari del bando Pnrr.

Una strategia di filiera oltre il Pnrr

A fronte di una presenza sul territorio regionale di circa 200 frantoi, metà dei quali iscritti e certificati nel circuito di tutela dell’olio Dop Umbria, quelli finanziati costituiscono meno del 20% del totale.

  • A metà delle richieste è stato accordato un finanziamento di 250 mila euro;
  • appena quattro quelle soddisfatte con importi tra i 70 e gli 80 mila euro;
  • meno di una decina hanno ricevuto contributi tra i 125 e i 175 mila euro.

Tutti i progetti hanno dovuto rispettare il principio europeo DNSH, “Do No Significant Harm”, che impone agli investimenti finanziati dal Pnrr di non arrecare danni significativi all’ambiente.

L’intervento sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) si inserisce in una più ampia strategia regionale di sostegno al settore. Nell’ambito del Psr 2014-2022 sono stati ammessi a contributo sei progetti di filiera olivicola, con investimenti complessivi per 12 milioni di euro e un aiuto pubblico di 5,8 milioni, con programmi che hanno previsto la realizzazione di 860 ettari di nuovi oliveti e la ristrutturazione di ulteriori 240 ettari.
Attraverso il Complemento di sviluppo rurale 2023-2027 sono stati inoltre finanziati 15 progetti presentati da imprese agroalimentari del settore, per una spesa pubblica di ulteriori 2,5 milioni di euro.

Identità e territorio

Simona Meloni, assessorato all’agricoltura e turismo dell’Umbria.

«Si tratta di risorse e di risultati importanti», sottolinea l’assessore regionale alle politiche agricole, alle aree interne e al turismo Simona Meloni. «Non parliamo soltanto di nuovi macchinari ma di imprese più competitive e sostenibili, il tutto per un’olivicoltura che è parte dell’identità dell’Umbria. Produce reddito, custodisce il paesaggio, sostiene le aree rurali e racconta nel mondo la qualità della regione. Senza imprese solide e innovative non può esserci tutela di questa identità».

Al di là degli ultimi investimenti, il sistema dei frantoi umbri, al centro di un ecosistema ambientale e paesaggistico di eccellenza, si caratterizza per una rete capillare di strutture che negli ultimi decenni ha saputo compiere un’autentica rivoluzione, trasformandosi da presidio puramente agricolo a centro di innovazione tecnologica e di attrazione turistica.

Oleoturismo e cultura

Oliveti fascia olivata Assisi-Spoleto.

La vera metamorfosi contemporanea del sistema è stata culturale. Il luogo di molitura non è più un luogo chiuso che apre solo a novembre. Grazie ad iniziative pionieristiche come “Frantoi Aperti”, evento che da oltre venticinque anni attira migliaia di visitatori durante il periodo della raccolta, le strutture sono diventate veri e propri centri di accoglienza turistica.

Oggi varcare la soglia di un frantoio umbro significa

  • partecipare a percorsi di degustazione guidati da esperti assaggiatori,
  • scoprire gli abbinamenti tra le cultivar locali – Moraiolo, Frantoio, Leccino, San Felice, Raio - e la gastronomia del territorio,
  • fare trekking tra gli ulivi storici, come quelli della fascia olivata Assisi-Spoleto, candidata a patrimonio Unesco.

Numerosi i frantoi che si sono dotati di sale degustazione di design, shop d’avanguardia e sistemi di e-commerce per mantenere il legame con il turista-consumatore tutto l’anno.


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Pnrr, gli ambiti di intervento per la transizione ecologica

Gli investimenti sostenuti dal PNRR hanno riguardato tre ambiti principali:

  • il miglioramento della stabilità e della conservabilità dell’olio extravergine di oliva;
  • l’aumento dell’efficienza del processo estrattivo e la riduzione dei consumi energetici;
  • la diminuzione dell’impatto ambientale, attraverso un uso più efficiente dell’acqua, una migliore gestione dei reflui e il riutilizzo dei sottoprodotti secondo i principi dell’economia circolare.

La capillarità dei frantoi e il legame stretto con la Dop

La maggioranza dei frantoi (120-150) si trova nel territorio della provincia di Perugia, mentre 40-50 ricadono nel ternano. Questa presenza così capillare nelle cinque sottozone dell’olio Dop umbro - Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli Amerini, Colli del Trasimeno, Colli Orvietani - è fondamentale per la qualità dell’olio umbro: permette infatti di frangere le olive a pochissime ore dalla raccolta, evitando che si deteriorino.

Il sistema umbro si caratterizza dunque per una struttura parcellizzata ma ben interconnessa. Accanto ai grandi marchi storici noti a livello internazionale, resistono frantoi cooperativi e piccoli frantoi aziendali. Etichette di livello, che ogni anno conquistano i vertici delle competizioni internazionali, rendono famoso anche fuori dai confini italiani l’extravergine di queste colline con tutta la gamma di note, sentori e colori che gli derivano dal mix varietale e orografico del territorio.

Frantoi Aperti 2026, cinque weekend tra oleoturismo e borghi

La 29esima edizione di Frantoi Aperti in Umbria si terrà dal 17 ottobre al 15 novembre 2026. L’evento si articolerà come di consueto lungo cinque fine settimana consecutivi, celebrando la raccolta delle olive e la produzione del nuovo olio evo a Denominazione di Origine Protetta Umbria. Durante il mese, tante le città e i borghi della regione - tra cui Trevi, Spello, Assisi, Montefalco, Bevagna, Spoleto, Todi, Amelia, Orvieto - e i frantoi della Strada dell’Olio Dop Umbria che aprono le porte agli appassionati e ai turisti offrendo eventi tematici.

Umbria, il PNRR modernizza i frantoi - Ultima modifica: 2026-07-21T15:20:50+02:00 da Barbara Gamberini

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