Italia Olivicola: «Troppi oliveti abbandonati in Italia»

oliveti abbandonati
Secondo una ricerca del centro studi del Consorzio nazionale di olivicoltori 500mila ettari sono in via di abbandono, su 1,1 milioni di ettari totali. Una soluzione strutturale con progetti territoriali per aumentare la capacità produttiva

La continua, quasi inarrestabile, discesa della produzione media italiana di olio d’oliva, fin sotto la metà del fabbisogno nazionale, deriva anche dallo stato di abbandono di moltissimi oliveti. È quanto denuncia Italia Olivicola – Consorzio nazionali degli olivicoltori sulla base di una ricerca del suo centro studi sul fenomeno dell’abbandono degli oliveti e della loro gestione con pratiche colturali minime e tali da non sfruttare in pieno le potenzialità della coltura.

Italia Olivicola quantifica in circa 500mila gli ettari di oliveti in stato di abbandono, sugli 1,1 milioni di ettari totali dell’olivicoltura italiana. In particolare stima 200.000 ettari di oliveti in stato di effettivo abbandono e oltre 300.000 ettari di oliveti che ricevono minime cure colturali e quindi danno produzioni molto basse, largamente inferiore alle potenzialità, con accentuata variabilità da un anno all’altro e con una scarsa resilienza nei confronti di fenomeni avversi come gli eventi climatici e le fitopatie.

Oliveti abbandonati per disinteresse politica di Italia e Ue

Gennaro Sicolo
Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola

«Non è pensabile, con l’inflazione galoppante e le difficoltà per tante famiglie di arrivare alla fine del mese, che le risorse produttive del nostro Paese non vengano pienamente utilizzate – afferma il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo –.

Ma è purtroppo ciò che accade all’olivicoltura nazionale, oggetto del disinteresse della politica italiana e comunitaria per molti anni, convinta che la produzione del Vecchio Continente fosse largamente eccedentaria. Le ultime due campagne olearie, con produzione dimezzata rispetto alle aspettative, sono un brusco risveglio.

I cambiamenti climatici obbligano a un cambio di rotta per il bene dei consumatori, del territorio e dell’economia nazionale».

Per Sicolo «la sottoutilizzazione e l’abbandono degli impianti olivicoli italiani sono una vera e propria emergenza alla quale è necessario porre rimedio, non solo per aumentare la capacità produttiva nazionale e perseguire la finalità della sovranità alimentare, ma anche per consentire alla millenaria coltura dell’olivo di esplicare le diverse funzioni ambientali, territoriali, paesaggistiche, economiche e sociali».

Quattro macro categorie di impianti

La ricerca di Italia Olivicola ha individuato quattro macro categorie di impianti:

  1. gli oliveti completamente abbandonati e ormai classificati come bosco, ai sensi del testo unico per le filiere forestali (art. 3, commi 3 e 4 del decreto legislativo 34/2018);
  2. gli oliveti in stato di abbandono e in transizione verso il bosco;
  3. gli oliveti in coltivazione, con metodi produttivi più o meno efficaci, completi e continuativi, ma non rientranti nei fascicoli aziendali della Pac;
  4. gli oliveti in coltivazione, inseriti nei fascicoli aziendali della Pac, utilizzati dal conduttore per l’accesso a una o più delle diverse forme di sostegno pubblico.

Soluzione strutturale con progetti territoriali per le Op

È arrivato il momento di porre un freno a questa deriva, dichiara Sicolo. «Per tale ragione, Italia Olivicola ha scritto agli assessori all’Agricoltura delle Regioni e delle Province autonome italiane chiedendo di attivare dei tavoli di lavoro mirati, per trovare una soluzione strutturale, mettendo insieme i diversi strumenti di politica agraria previsti nell’ambito della Pac e negli interventi regionali e nazionali.

Il fenomeno dell’abbandono olivicolo va affrontato con progetti su scala territoriale, utilizzando anche il sistema delle piccole e medie organizzazioni di produttori che in questo modo potrebbero trovare un’occasione propizia per il rilancio e il consolidamento del loro ruolo all’interno della filiera».


Leggi anche: Valutazioni sul fenomeno dell’abbandono degli oliveti

Italia Olivicola: «Troppi oliveti abbandonati in Italia» - Ultima modifica: 2024-01-31T08:44:40+01:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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